Maratona dles Dolomitees-Enel, 2026, Dorothea Wierer, sorella Magdalena, Alberto DolfinMaratona dles Dolomitees-Enel, 2026, Dorothea Wierer, sorella Magdalena, Alberto Dolfin

| 10 Luglio 2026

Dorothea Wierer, la Maratona e il senso della bici

CORVARA IN BADIA (BZ) – Soltanto lei poteva autodefinirsi «pensionata» in bici. Quattro medaglie olimpiche, dodici gemme mondiali e due Coppe del mondo assolute nel biathlon: ora che ha messo da parte sci e carabina, Dorothea Wierer scherza sul suo post carriera e ci racconta come le due ruote siano diventate da allenamento obbligato a piacevole passatempo. Abbiamo incontrato la trentaseienne finanziera originaria della valle di Anterselva alla Maratona dles Dolomites-Enel.

Dopo averci scherzato in partenza, abbiamo provato a tenere il suo passo e quella di una delle sue sorelle, Magdalena (Dorothea Wierer ha anche un’altra sorella e due fratelli, ndr) lungo il Sellaronda (in apertura le due sorelle Wierere sono assieme ad Alberto Dolfin, autore dell’articolo). Bello vedere “Doro” che tira fuori il cellulare sulle prime rampe del temibile Passo Sella e filma gli scatenati fassani: al suo passaggio e con entusiasmo misto a incredulità, gli scatenati tifosi hanno ricambiato con un coro tutto per lei.

Per non parlare delle numerose richieste di selfie, sempre evase col sorriso, in cima a ognuno dei quattro Passi. Tra chiacchiere e risate, una volta terminata la fatica e dopo l’immancabile strudel dello Chalet Gerard a metà Passo Gardena, ci siamo fatti raccontare la regina delle nevi in versione ciclista.

Le sorelle Wierer escono spesso insieme in bicicletta. Dorothea collabora anche con Sportful
Le sorelle Wierer escono spesso insieme in bicicletta. Dorothea collabora anche con Sportful
Le sorelle Wierer escono spesso insieme in bicicletta. Dorothea collabora anche con Sportful
Le sorelle Wierer escono spesso insieme in bicicletta. Dorothea collabora anche con Sportful
Qual è il rapporto fra Dorothea Wierer e la bici?

Diciamo che quando ero atleta non mi piaceva tanto, devo dire la verità. Ma in generale, non mi piaceva tanto allenarmi e poi in bici bisogna stare fuori tanto e io mi annoiavo un po’. Anche perché l’obiettivo era accumulare più ore possibili, soprattutto a inizio stagione. Poi, sessione dopo sessione, giravano le gambe e cominciava il piacere di soffrire e faticare perché senti che stai andando forte. Purtroppo, bisogna macinare chilometri per godersela.

Cos’è cambiato ora che hai dato l’addio al biathlon?

Adesso ho la fortuna di fare ciò che voglio, al ritmo che preferisco, facendo i chilometri che mi vanno. Non devo guardare l’orologio, quindi la vivo diversamente. Poi, comunque mi piace, perché poi di solito vai con un gruppo, quindi è anche un momento di condivisione della vita in generale. Mentre pedalo, parlo, chiacchiero e poi è uno sport outdoor per cui mi piace stare all’aria aperta, andare in montagna o al lago.

Il tuo giro preferito?

Dipende dal periodo e dal traffico, che cerco sempre di evitare. Quando riesco, vivendo non lontano, vado volentieri verso il lago di Garda.

Hai provato anche un po’ di off-road?

Quando ho cominciato da atleta e non c’era ancora il boom della bici da corsa, ho fatto tanta mountain bike. Poi, sono passata alla bici da corsa, ma anche gravel mi piace un sacco. La mountain bike ora mi stuzzica meno perché è molto più tecnica e so di tanti atleti che si sono fatti male, per cui ho sempre un po’ di rispetto e preferisco magari far strada o gravel.

La popolarità di Dorothea Wierer è notevole e lei non si mai sottratta a un selfie, neppure in salita...
La popolarità di Dorothea Wierer è notevole e lei non si mai sottratta a un selfie, neppure in salita…
La popolarità di Dorothea Wierer è notevole e lei non si mai sottratta a un selfie, neppure in salita...
La popolarità di Dorothea Wierer è notevole e lei non si mai sottratta a un selfie, neppure in salita…
Hai pedalato tanto dopo la tua ultima Olimpiade a Milano Cortina?

Quest’anno non ho ancora fatto ancora tanti chilometri perché sono sempre stata troppo impegnata. Ho avuto l’occasione di partecipare alla Maratona, così ho chiesto a mia sorella Magda se poteva accompagnarmi visto che le piace molto la bici, mentre l’altro appassionato, mio marito Stefano, era in raduno con la Nazionale azzurra di fondo, per cui non poteva staccarsi purtroppo.

Ed eccoti qui. Rispetto alle edizioni passate in cui eri già in piena preparazione per la stagione invernale, te la sei goduta di più?

Ci siamo proprio godute questo giro con tranquillità. E’ sempre bellissimo tutto il contesto e vedere tanta gente che ha passione e che ha voglia di far fatica. L’ho sempre fatta come allenamento, ma senza strafare, però quest’anno è stata diversa perché ho fatto zero fatica, pur non avendo tanti chilometri nelle gambe.

Ci racconti come sono state le salite del Sellaronda per Dorothea Wierer?

Sono tutti e quattro passi diversi che ti suscitano emozioni e soddisfazioni diverse. Il Campolongo è un po’ traumatico perché parti da zero, con motore freddo e gambe fredde. Il Pordoi è lungo, ma te lo godi. Il Passo Sella sai che è durissimo e vedi tutti che calano il ritmo perché ne hanno rispetto e sanno che non perdona. Poi, quando arrivi al Gardena sai che è finito.

Sia per te sia per Magda la bici è anche legata alla vostra sfera lavorativa, ce ne parli?

Mi è sempre piaciuto il mondo dello sport in generale, perché è sano e i valori sono quasi sempre gli stessi. Ho già lavorato in passato con Sportful per la linea da sci di fondo e quest’anno abbiamo fatto una capsule collection per la bici. E’ un mondo che mi piace: mi ha sempre appassionato scegliere tessuto, colori, design. Magda ha il suo brand da bici (Rock x Ride, ndr) creato da lei, per cui direi che siamo molto coinvolte da questo mondo.

Wierer ha partecipato alla Maratona dles Dolomites sul percorso corto
Wierer ha partecipato alla Maratona dles Dolomites sul percorso corto
Wierer ha partecipato alla Maratona dles Dolomites sul percorso corto
Wierer ha partecipato alla Maratona dles Dolomites sul percorso corto
Quando pedali preferisci far mulinare le gambe o vai di rapportone?

Di solito sono una che pedala abbastanza duro, non una Froome di turno, diciamo (scoppia a ridere, ndr). Poi dipende dalla gamba e come dicevo quest’anno non ne ho fatti molti.

Sai dirci il tuo record di chilometri in un anno?

Non saprei perché ho sempre guardato più le ore di allenamento che la distanza. Non sono una super fanatica di dislivelli e chilometri. Mi sono sempre concentrata sull’intensità, perché ogni tanto usavamo la bici per fare volume e intensità e altre come defaticamento.

Che terreno preferisci?

Di solito sono forte sulle salite più dure, mentre non sono tanto brava in pianura. 

Tra i tuoi ex compagni di nazionale chi va più forte in bici?

Sicuramente Giacomel, perché poi gli piace molto, così come Didier Bionaz. Tommy va fortissimo in piano, mentre in salita vanno entrambi.

La tua salita preferita?

Beh, pensando alla mia Valle d’Anterselva, dico il Passo Stalle perché è davvero bellissimo. Anche lo Stelvio mi piace, è durissimo soprattutto se vai su dalla Val Venosta, in particolare nella parte del bosco. Poi, quando arrivi su, è fantastico. 

Qui invece il selfie resta in famiglia: Magdalena inquadra, Dorothea sorride
Qui invece il selfie resta in casa Wierer: Magdalena inquadra, Dorothea sorride
Qui invece il selfie resta in famiglia: Magdalena inquadra, Dorothea sorride
Qui invece il selfie resta in casa Wierer: Magdalena inquadra, Dorothea sorride
Ti è mai capitato di confrontarti con qualche ciclista?

Qualche volta con Trentin, perché lui d’inverno adora lo sci di fondo, per cui è capitato di chiacchierare del più o del meno. Anche adesso, tramite Sporful, con Oss e Pasqualon e poi con Sagan. Ora ho anche più tempo per conoscere atleti di altre discipline, prima non ne avevo tantissimo.

Poi Sagan, da slovacco, sicuramente conosce un po’ il biathlon…

Si, infatti, prima o poi lo porterò al poligono. Intanto, ha già provato il mio fucile, l’impugnatura, il calciolo che produco io e la posizione: ora bisogna soltanto andare sul campo.

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