Un circuito diverso da tutti gli altri. La Coppa Jonica è il fiore all’occhiello della stagione dello CSAIn Sicilia, ma la sua costruzione e il suo richiamo vanno ben oltre i confini dell’Isola, anzi possono, devono essere un vettore per richiamare cicloturisti a scoprire angoli incantati della Sicilia, tra quelli meno battuti dalle normali rotte turistiche.
Va chiarito subito un punto: la Coppa Jonica non ha nulla di agonismo, è un insieme di manifestazioni disegnate per portare la gente a pedalare, a effettuare vere e proprie escursioni in bicicletta. E’ su questa base che il circuito è nato come illustra chi è a capo dello staff organizzativo, Renato Da Campo.
«Io mi sono sempre occupato di cicloturismo – spiega e sorride – perché come atleta agonista sono scarso, quindi ho cercato una scappatoia… L’idea di viaggiare e di come scoprire regioni nuove, percorsi nuovi, è sempre stata una delle mie passioni.


Ciclismo come scoperta del territorio
«Qualche anno fa mi sono avvicinato al mondo delle randonnée, ma anche lì vedevo che nonostante lo spirito di base debba essere non agonistico, c’era chi le interpretava così. Non mi piace quest’idea, per me il ciclismo deve essere scoperta del territorio, dal punto di vista paesaggistico, architettonico, anche gastronomico e quindi fare percorsi troppo lunghi non va bene, mettere dei tempi neanche».
L’idea della Coppa Jonica è nata quindi su basi completamente diverse: «Abbiamo previsto delle distanze, solitamente sotto i 100 chilometri, con voglia di scoprire il paesaggio o quello che il territorio offre per invogliare le persone a farlo. Proponendo dei percorsi non troppo difficili, che abbiano delle cose da vedere. Mettendo insieme un calendario di prove alla portata di tutti, senza nessuna pretesa agonistica».
Le 8 tappe del circuito
Queste le prove che compongono la Coppa Jonica che si è aperta oggi in Sicilia, con la Aretura Offroad di Belvedere, in provincia di Siracusa. In tutto 8 prove attraverso 4 province. Conclusione a novembre con la Ciclopedalata degli Erei.
| Data | Località | Prova | Terreno |
| 12 aprile | Belvedere (SR) | Aretusa Offroad | Gravel/MTB |
| 3 maggio | Cassibile (SR) | Ciclopedalata del Barocco | Strada |
| 24 maggio | Scicli (RG) | Ciclopedalata dal Mare al Barocco | Gravel/MTB |
| 31 maggio | Nicolosi (CT) | GF Giro dell’Etna | Strada |
| 19 luglio | Misterbianco (CT) | Ciclopedalata di Misterbianco | Strada |
| 2 agosto | Santa Venerina (CT) | 19° Monsieur 1.600/3.000 | Strada |
| 18 ottobre | Pietraperzia (EN) | Rocche e dei Sapori | Gravel/MTB |
| 8 novembre | San Michele di Ganzaria (CT) | Ciclopedalata degli Erei | Strada |
Quattro province, nella Sicilia orientale
Le manifestazioni coprono 4 province siciliane, attraverso 8 eventi. La Coppa è articolata nella parte orientale dell’Isola per ragioni precise: «E’ sbagliato pensare che il problema della Sicilia sia il Ponte sullo Stretto. La realtà è che da Catania arrivare a Trapani è un viaggio che non finisce mai. Fare una trasferta da una parte all’altra della Sicilia è troppo dispendioso in termini economici ma anche di tempo.
«Noi abbiamo voluto pensare a trasferte che permettessero di esaurirle nell’ambito di una giornata, evitando il pernottamento fuori che farebbe lievitare i costi. Quindi nonostante ci siano ciclisti disposti a spendere migliaia di euro per la bicicletta, quando gli dici di spendere un centinaio di euro per farsi un weekend fuori e farsi una passeggiata, ti dicono no. E allora cerchiamo di fare le cose vicino casa».


Le ragioni delle 8 scelte
Tutte le 8 prove orbitano attorno al mondo CSAIn: «Nella scelta il primo punto è stato quello territoriale, poi ci siamo soffermati sulla tradizione. Diciamo che l’idea è sempre quella di avere qualcosa in cambio, in ragione della pedalata. Quindi l’Etna come aspetto paesaggistico, il barocco per quello architettonico e culinario, perché sia sull’Etna che a Siracusa, qualcosa di caratteristico da mangiare lo trovi.
«La nostra idea – prosegue Da Campo – è che si possa generare un incontro fra sport, turismo e sviluppo locale. E’ sicuramente importante che dietro ci sia un ente come lo CSAIn che ha sempre creduto nella promozione dello sport outdoor e della mobilità sostenibile, quindi non parliamo solo di eventi sportivi, ma che hanno anche un forte connotato sociale. Per me vivere la bicicletta a 360° è questo, scoprire il territorio».


Niente abbonamento, per scegliere le tappe
Le regole del circuito sono piuttosto semplici: non c’è una formula di abbonamento, ma ci si iscrive direttamente a ogni singola prova. Per entrare in classifica bisogna completarne almeno 5: «Su questo bisogna fare una specifica perché altrimenti sembrerebbe che smentiamo il nostro proposito di non occuparci di agonismo. Intanto non c’è abbonamento perché vogliamo dare libertà a tutti di partecipare senza avere vincoli. Ogni persona deve essere libera di partecipare alla manifestazione che vuole. Chiamarla classifica mi disturba, parlerei più di premiazione a fine anno dove daremo un riconoscimento a tutti i finisher».
La prima tappa è in programma oggi, si andrà poi avanti fino a novembre, le prove sono tutte diverse non solo come località e distanze, ma anche come bici scelta, tra strada e offroad. Il circuito è ai suoi inizi, ma l’attenzione che sta ricevendo è molto incoraggiante: «Noi negli anni abbiamo notato che c’è un calo dei partecipanti e questo è assodato, ma pochi mettono in evidenza che nelle manifestazioni, a iniziare dalle granfondo, i corridori sono sempre gli stessi.


Un settore che sta invecchiando
«Guardando le graduatorie, vediamo che più cresce l’età delle categorie e più queste si popolano di appassionati che ci sono da sempre, ma scarseggiano sempre più quelli dai 20 ai 35 anni. Non c’è ricambio. Già avere quindi un centinaio di persone che ti dice “sì, voglio partecipare” è un successo coi numeri che ci sono adesso, quindi i riscontri che abbiamo sono molto positivi, anche perché vogliamo dare a chi viene il meglio».







