La Grande Pedalata, Frantoi Aperti, Starda dell'Olio Dop Umbria, Spoleto, oleoturismoLa Grande Pedalata, Frantoi Aperti, Starda dell'Olio Dop Umbria, Spoleto, oleoturismo

| 19 Ottobre 2026

L’olio nuovo scoperto in bici alla Grande Pedalata di Spoleto

SPOLETO (Perugia) – Ieri mattina il sole cominciava appena ad illuminare il campanile del Duomo di Spoleto quando abbiamo mosso i primi giri di ruota della Grande Pedalata assieme ad altre svariate decine di partecipanti. Si tratta dell’evento di ciclo-oleoturismo che inaugura la XXIX edizione di Frantoi Aperti, la più importante manifestazione nazionale dedicata all’olio organizzata dall’associazione Strada dell’Olio Dop dell’Umbria

Lasciata alle spalle la facciata della cattedrale (parzialmente in fase di restauro) il gruppo si è infilato ordinatamente nei vicoli del centro storico, scendendo tra le pietre del borgo medievale. La destinazione? La fascia olivata che si distende ai piedi delle colline, tra Spoleto e Campello sul Clitunno. Un paesaggio che in questo periodo dell’anno vive uno dei suoi momenti più intensi: quello della raccolta delle olive.

Bastano pochi chilometri per accorgersene. Superata la zona di Eggi e raggiunti i dintorni di Poreta, gli oliveti diventano i protagonisti del panorama. Ed anche di domenica non manca chi sta procedendo alla raccolta delle olive. E’ una campagna che lavora, che si prepara a trasformare i frutti della stagione in uno dei prodotti più preziosi del territorio.

Sugli sterrati della fascia olivata

La Grande Pedalata prosegue lungo gli sterrati che attraversano le colline nei dintorni di Campello sul Clitunno. Il serpentone è composto quasi totalmente da e-bike nonostante i dislivelli di questa giornata siano particolarmente contenuti. Le ruote sollevano un po’ di polvere, ogni tanto le guide di Fiab Perugia e Fiab Foligno ci fanno attendere chi si è fermato per scattare una foto o per un inconveniente meccanico. Poi si scende nuovamente verso il fondovalle, si attraversa la via Flaminia e si raggiunge il frantoio Marfuga, una delle realtà più conosciute dell’olivicoltura umbra, attivo sin dal 1817.

Ad accogliere i partecipanti c’è un banchetto con delle bruschette inondate dal nuovo olio dell’azienda. Dopo un doveroso assaggio, il titolare Francesco Gradassi apre le porte del frantoio per raccontare a tutta la comitiva il lavoro necessario a ottenere un extravergine di eccellenza.

Marfuga, olio di qualità

La visita è l’occasione per entrare nel cuore della produzione dell’olio. Gradassi illustra le caratteristiche degli extravergini dell’azienda, ma soprattutto insiste su un principio che guida la sua filosofia produttiva: «Il nostro obiettivo – spiega – non è produrre più olio possibile, ma ottenere un prodotto di altissima qualità». Una scelta che richiede attenzione in ogni fase, dalla coltivazione delle olive alla loro trasformazione.

Il frantoio, del resto, non è soltanto il luogo in cui sopravvive una tradizione antica. E’ anche un ambiente in cui l’innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale. Gradassi mostra i nuovi frangitori quelli che hanno preso il posto delle macine: «Ne abbiamo due, perché una è “a coltelli” e rompe la drupe (ovvero, le olive, ndr) più delicatamente per avere oli più delicati, l’altra è “a martelli” e rompe la drupe più forte per ottenere oli più fruttati e intensi».

C’è poi la centrifuga che lavora a 4.600 giri al minuto, sfruttando la diversa densità delle componenti della pasta di olive per separare la parte solida, l’acqua e l’olio. «Ed un’altra centrifuga – conclude – serve per eliminare le ultime impurità. Quello che avete assaggiato poco fa è una primizia: l’olio nuovo non ancora filtrato che io vendo solo ad ottobre…».

La focaccia con olio, zucca e yogurt

Lasciato il frantoio Marfuga, la Grande Pedalata riprende in direzione di Campello, dove è posto l’arco di arrivo della Corsa dei Frantoi, una trail running per podisti e camminatori. L’atmosfera in Piazza della Bianca è resa ancora più vivace dalla Festa dei Frantoi e dei Castelli, una sagra locale che concede anche l’occasione per visitare il parco all’interno dell’adiacente Villa Arnolfi.

Per pranzo scegliamo una soluzione veloce ma gustosa: una focaccia condita, manco a dirlo, con olio extravergine d’oliva, farcita con zucca al forno e salsa allo yogurt. Un abbinamento che sorprende, soprattutto quando la freschezza dello yogurt incontra il carattere dell’olio. Mentre la addentiamo alziamo lo sguardo dove ci capita di scorgere il paese di Campello Alto, con la sua cinta muraria che domina il paesaggio. 

I cigni e i Longobardi

Dopo la sosta a Campello arriva il momento di riprendere la strada verso Spoleto. Prima però facciamo un salto alle Fonti del Clitunno, un parco che è un piccolo angolo di pace, con acque sorgive su cui si adagiano dei cigni. Acque che danno vita al fiume Clitunno e che, nell’800, avevano già stregato Lord Byron e Giosuè Carducci.

Il ritorno, al tramonto ormai già nel primo pomeriggio, si svolge sugli 11 chilometri pianeggianti lungo la ciclovia Assisi-Spoleto, un itinerario che permette di pedalare lontano dal traffico. Ci sfila accanto l’assessore al turismo del Comune di Spoleto, Giovanni Maria Angelini Paroli, il quale ha percorso insieme a noi tutti i 30 chilometri della pedalata e con il quale ragioniamo del potenziale dell’olio.

«E’ un prodotto che sta prendendo dal vino alcune forme comunicative, La stessa Frantoi Aperti nacque sull’idea delle cantine aperte. Ben venga quindi la bici per far scoprire il nostro oro verde. Bisogna ancora far capire il suo valore: oggi in una bottiglia d’olio ci sono più ore di lavoro che in una di vino».

L’ultima fermata prima dell’arrivo a Spoleto è presso la piccola e periferica chiesa di San Sabino, venerato poi dai Longobardi quale protettore della loro vittoria sui Bizantini nella battaglia di Camerino. E’ proprio qui che, allungando l’orecchio su una coppia che si scambia un bilancio della giornata, troviamo la più semplice chiusura del racconto.

Lei gli fa: «Mi è piaciuta questa pedalata: mi ha fatto venire voglia di comprare… la bici». «Credevo l’olio,,, » suggerisce il compagno. «Anche quello!»

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