| 1 Dicembre 2024

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese: 500 km di scoperte

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Ne sentiamo parlare da anni come di un itinerario suggestivo che però non ha ancora trovato una sua forma definitiva. Per saperne di più abbiamo ricontattato Roberto Guido che ci aveva accompagnato nel nostro viaggio sulla Ciclonica, la Ciclovia del Salento Ionico.

Roberto è un giornalista, è appassionato di cicloturismo ed è un esponente del Coordinamento dal Basso (un raggruppamento di associazioni di Puglia, Basilicata e Campania che dal 2015 spinge per promuovere questo progetto cicloturistico). E soprattutto è autore di una guida cartacea relativa all’itinerario, edita da Ediciclo, la cui nuova edizione è uscita pochi mesi fa.

500 km da Caposele a Leuca

«Cominciamo col dire – inizia – che l’intero tragitto di 500 km che va da Caposele a Santa Maria di Leuca è interamente percorribile. Ovviamente non bisogna aspettarsi le ciclovie nordiche, dato che non c’è una segnaletica vera e propria». Roberto specifica che 30 km sono perfettamente sistemati, quelli tra Cisternino e Grottaglie. Altri 200 km andranno ultimati entro la scadenza del 2026 dettata dal Pnrr, mentre il restante sta per essere avviato ai lavori. Nel frattempo, come diceva, si può pedalare per tutto il tragitto sfruttando strade secondarie o di servizio che fiancheggiano l’acquedotto. Con la tecnologia odierna, infatti, molte operazioni di controllo gli acquedottisti le fanno da remoto, per cui tali piste sono libere per essere percorse in bici.

Ma vediamo cos’ha di caratteristico questa Ciclovia nata accanto (e, spesso, sopra) l’acquedotto. Fu dovuta all’intuizione di un ingegnere di fine Ottocento, Camillo Rosalba, il quale ebbe l’intuizione di “spostare” il corso del Fiume Sele verso la Puglia, per supplire ad una terribile siccità della zona.

«Quello in bici è un itinerario narrativo – spiega Roberto – che racconta la storia e la natura del Sud, perché attorno a questo percorso dell’acquedotto ci sono tutta una serie di manufatti di archeologia industriale. Sono delle testimonianze di un’opera di ingegneria unica al mondo, che ha consentito di affrancare dalla sete un intero popolo di 4 milioni di Pugliesi. Questi, a cavallo tra Ottocento e Novecento, avevano grossissimi problemi di sopravvivenza a causa della penuria d’acqua. È un’opera straordinaria ancora oggi in funzione. Sebbene non più determinante come un tempo, rimane infatti la spina dorsale del sistema dell’Acquedotto Pugliese».

Un’opera in armonia col territorio

Ponti canale (in apertura quello di Atella, con 33 arcate), gallerie, case cantoniere, targhe segna chilometri scandiscono il tragitto che l’acqua percorre da Caposele fino a Santa Maria di Leuca, sempre con un’impercettibile discesa. Tra tutte le tipologie di bici, la gravel è quella più indicata.

«Un altro aspetto molto importante a cui tengo – precisa – è che in questo viaggio c’è un grande elemento di fascino e di attrazione. Questa grande opera dell’uomo sembra naturale anche se in realtà non lo è. Ciò perché, a differenza di tante nostre periferie dove asfalto e cemento hanno sostanzialmente violentato il territorio, l’acquedotto è in armonia con esso. I suoi elementi architettonici generano quella bellezza che il cicloviaggiatore cerca».

E poi c’è la grande varietà di paesaggi naturali che si incontrano.

Tra castelli e trulli

«Si parte dall’Irpinia, quindi nel cuore dell’Appennino, per passare poi dal Vulture, in Basilicata. Giunti nelle Alte Murge, in Puglia, c’è lo straordinario approdo a Castel del Monte, il castello del XIII secolo voluto dall’imperatore Federico II di Svevia. Si segue poi verso sud-est la dorsale delle dell’Alta Murgia per ritrovarsi in Valle d’Itria, nella terra dei Trulli. Infine si scende nel Salento e si conclude al mare, a Santa Maria di Leuca. In questo percorso ci sono tutti questi territori molto diversi tra loro, che sono accomunati dal fatto di essere stati considerati marginali fino a poco tempo fa e che invece custodiscono un patrimonio naturale, ma anche di sapori, di colori, di usi, di tradizioni che non devono andare perduti».

Per seguire il tracciato è consigliato scaricare le tracce Gps dal sito di Ediciclo, alla pagina della guida della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.

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