Ciclovie della Transumanza in Abruzzo, ciclista gravel in autunnoCiclovie della Transumanza in Abruzzo, ciclista gravel in autunno

| 17 Febbraio 2026

Ciclovie della Transumanza: L’Abruzzo tra progettualità e idee condivise

MILANO (MI) – L’Abruzzo si è aperto, da ormai qualche anno, a un turismo lento, fatto di spostamenti a piedi o in bicicletta. Cammini, ciclovie e percorsi realizzati con lo scopo di far vivere una terra già di per sé nata a favore del turismo slow. Grazie a questo nuovo modo di spostarsi e di viaggiare luoghi e borghi tornano al centro dell’esperienza. La BIT è la fiera dedicata al turismo, alla scoperta dei territori e al viverli imparando ad ascoltarli. Viaggiare è diventato questo, o comunque lo sta diventando. Non entrare in una terra per divorarla con gli occhi e lo smartphone, ma per apprezzarne i colori e lo scorrere delle ore, dei giorni

Il cicloturismo permette di progettare, creare, far crescere e decentralizzare. Un modo per contrastare l’overtourism attraverso una progettualità differente. Di questo se ne sono accorte le varie Camere di Commercio, che in ogni parte d’Italia hanno iniziato un lavoro di approccio, più o meno avanzato, al cicloturismo. L’obiettivo deve essere creare una rete di infrastrutture e servizi capaci di accogliere e raccogliere tutti i soggetti interessati. 

Storia e territorio

Davanti a slide e immagini che scorrono viene presentato il progetto delle Ciclovie della Transumanza, un progetto portato avanti da diversi comuni abruzzesi che prevede dodici itinerari per un totale di 378 chilometri tutti da pedalare. Dall’entroterra al mare, dalla provincia de L’Aquila fino a quella di Pescara

Si vuole crescere, allargarsi e accogliere altri attori di un territorio che può regalare tanto in termini di esperienze e opportunità. Al padiglione che accoglie lo stand dell’Abruzzo si è appena finito di parlare di olio, vino e altri prodotti enogastronomici. La bicicletta può, e vuole, essere il mezzo attraverso il quale unirli tutti. 

«Sono stati realizzate tante ciclovie, e altrettanti cammini – ha detto durante la presentazione Salvatore Provenzano, Titolare USRA (Ufficio Speciale Per la Ricostruzione dell’Aquila) – ora è arrivato il momento di fare sistema. I comuni del cratere del terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009, sono chiamati a collaborare per una ricostruzione anche socio-culturale. E il cicloturismo può essere l’attività capace di collegare tutti».

Ciclovie della Transumanza, mappa
Le Ciclovie della Transumanza sono un insieme di vie e itinerari ciclabili che si snodano nel cuore dell’Abruzzo
Ciclovie della Transumanza, mappa
Le Ciclovie della Transumanza sono un insieme di vie e itinerari ciclabili che si snodano nel cuore dell’Abruzzo

Rinnovare e innovare

La BIT diventa quindi un’occasione per presentare un progetto già avviato e che affonda le sue radici in un’idea ben solida. Lo conferma anche Lanfranco Chiola, Coordinatore Area Omogenea 5 e vicesindaco di Cugnoli, comune capofila del progetto Ciclovie della Transumanza. 

«E’ stata un’occasione e un momento di promozione – racconta – del progetto che stiamo facendo che stiamo già materialmente costruendo adesso. La speranza è che tutto ciò si possa evolvere, essere parte di una fiera come la BIT può e deve diventare un modo per sponsorizzare il lavoro che abbiamo fatto e che stiamo facendo. All’interno del nostro sistema e della Regione Abruzzo la collaborazione non deve mai mancare. I soggetti interessati si conoscono, interagiscono e si sono già seduti intorno a un tavolo per impostare un lavoro coordinato».

Comunicare

Non basta solo trovare un punto di equilibrio, ma serve anche tracciare una rotta futura, evidenziando i punti di interesse e rafforzando l’idea e l’identità di questo progetto. 

«Abbiamo fatto degli incontri – prosegue Lanfranco Chiola – con i vari portatori di interesse, ora stiamo cercando di mettere tutto insieme affinché si possa ragionare in un’unica maniera e attraverso un’unica piattaforma. Vogliamo raccontare l’Abruzzo, nei vari incontri precedenti al nostro si è parlato di oli, borghi, mare, vino, cultura. Dobbiamo essere bravi a fare sistema valorizzando ognuno i propri valori in termini di racconto, esperienza e possibilità».

«Il cicloturista – conclude – inoltre vede il territorio in maniera diversa rispetto a noi che lo viviamo tutti i giorni, apprezza moltissimo tutto ciò che trova durante il proprio soggiorno».

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