«La Sardegna è un’isola generosa e che ha voglia di essere scoperta». Bastano queste parole di Costanza Musso per entrare nel mood e nella filosofia della nuova guida redatta da Ediciclo, Sardegna in bicicletta. Una guida fra tradizione e innovazione, come vedremo, ma soprattutto intrisa di passione (le foto di questo articolo sono state fornite dall’interlocutrice).
Costanza Musso è una sorta di mecenate di questo progetto. E’ l’amministratrice delegata del Gruppo Grendi, una delle maggiori aziende che si occupano di trasporti, stoccaggio e logistica in Sardegna (e non solo). Proprio il legame profondo con l’isola e la sua passione per la bici l’hanno portata a sostenere la realizzazione di questa guida, firmata da Marcello Usala, ma nella quale si avverte chiaramente il suo imprinting.


Dalle pagine alla bici
Sardegna in bicicletta è una guida moderna dedicata alle tante possibilità che questa terra offre al cicloviaggiatore. E’ composta da 32 tappe, per un totale di 1.700 chilometri su strade secondarie. Due direttrici principali che, incrociandosi a X, conducono ai quattro vertici di questo grande “rettangolo” che è la Sardegna.
Come nasce dunque questa guida e perché c’è lo zampino del Gruppo Grendi? A spiegarlo è la stessa Costanza Musso: «Lavoriamo in questa terra da 90 anni e ormai ci siamo totalmente legati. La Sardegna è la terza regione italiana per estensione, ma con solo 1,5 milioni di abitanti: va da sé che è poco popolata. Offre pertanto grandi opportunità per un certo tipo di viaggiatori come i ciclisti. Inoltre ha poco traffico e strade buone, sia quelle più piccole che quelle statali. A questo aggiungiamo che io pratico cicloturismo da oltre 20 anni, ho fatto viaggi in tutta Europa e ho capito che anche la Sardegna poteva essere una meta perfetta per il cicloturismo. Un turismo sostenibile che ben si lega al ciclismo e a questa terra».






Quattro vertici, un solo mood
Come accennavamo, le tappe sono 32 e ognuna ha le sue particolarità e i suoi “POI”, punti di interesse, per usare un gergo da navigatore.
«Noi – prosegue Costanza Musso – abbiamo ideato le tappe tracciando due ipotetiche diagonali, in modo da vedere da Nord a Sud e da Est a Ovest sia l’interno che la costa, e dunque le diverse realtà sarde. Perché, credetemi, sono davvero tante. La Sardegna è un’isola unica, sia dal punto di vista ambientale che culturale. I dialetti variano moltissimo e capita che da un paese all’altro, se parlati stretti, non ci si capisca. E lo stesso vale per la varietà della cucina. Una cucina povera, soprattutto di terra, quella originaria, ma con piatti anche molto elaborati.
«La gente conosce soprattutto la Costa Smeralda, o la parte di Bosa e Alghero, quindi la porzione nord, ma ci sono luoghi altrettanto interessanti».
Uno dei più apprezzati da Costanza, per esempio, è il sud-ovest: la zona del Sulcis Iglesiente, di Cabras, di Sant’Antioco e delle miniere. Un’area di bellezza straordinaria. Non è un caso che con il Cammino di Santa Barbara e con la nostra collana Fuga dall’inverno se ne sia parlato più volte.
«A Cabras – riprende Musso – per esempio c’è il Museo dei Giganti, legato alla scoperta archeologica dei Giganti di Mont’e Prama. Ma non lontano c’è anche Tharros, città dapprima fenicia, poi cartaginese e infine romana. Per dire che l’offerta culturale è molto ampia».
«Direi anche che la Sardegna è l’isola delle pietre. Ce ne sono molte e di diverso tipo, anche legate alla storia e alla cultura. Ci sono i nuraghi, le Domus de Janas, appunti i Giganti di Mont’e Prama, che sono di origine preistorica, le Pietre Sonore di Pinuccio Sciola. Tutte peculiarità di questa terra che vanno colte e scoperte».






Fra altimetrie e cultura
E qui si apre un capitolo molto interessante, che forse contraddistingue più di altri Sardegna in bicicletta. Per ogni tappa c’è una descrizione completa delle cose da non perdere, con la menzione dei luoghi di particolare interesse storico, culturale o naturalistico.
Ogni frazione è caricata su Komoot e lungo il percorso, oltre all’altimetria, vengono segnalati i siti più interessanti da visitare.
«La nostra idea è che la guida si legga, e per questo è ricca di descrizioni storiche, paesaggistiche e culturali, ma poi il resto, soprattutto quando sei in bici, lo fai tutto sullo smartphone. Per questo ad ogni tappa c’è un QR Code da inquadrare che rimanda alla traccia del percorso e a come raggiungere quanto descritto. La tappa viene visualizzata sulla piattaforma Komoot».
Secondo Costanza Musso, il periodo migliore per visitare la Sardegna e mettersi in sella lungo le 32 tappe proposte è la primavera. Tanta luce, colori vivaci, non troppo caos. Meglio evitare i mesi centrali dell’estate, luglio e agosto, sia per il maggior traffico sia per il caldo, che può essere molto intenso in Sardegna, quasi feroce.
«Da noi – riprende Musso – a marzo, a seconda delle giornate, puoi anche andare in spiaggia. Ma anche l’autunno è bellissimo: settembre, ottobre e anche la prima parte di novembre. Magari non c’è il foliage, perché la flora sarda non offre questo spettacolo, ma ci sono comunque colori diversi, poco traffico e il clima tendenzialmente buono. In Sardegna si fa il bagno fino a ottobre, con le belle giornate. In più si ha il vantaggio che l’acqua è ancora molto calda. E non serve neanche portarsi dietro chissà quanta roba per coprirsi: solitamente il clima è mite, non fa freddo e piove poco. Anche sotto questo punto di vista la Sardegna strizza l’occhio al ciclista».


Cicloturismo in crescita
Costanza Musso, da imprenditrice ma anche da amante della sua terra e della bici, è consapevole che il cicloturismo sia un’opportunità e un movimento in crescita, e che la Sardegna sia perfetta per intercettarlo.
«Questa guida – dice – vuole essere anche una speranza per lo sviluppo di questo settore. E’ un progetto per promuovere un turismo sostenibile. Siamo consapevoli che non esploderà dall’oggi al domani, ma sta già crescendo e qualcuno se ne è accorto. Ci sono sempre più accompagnatori, uno dei quali è proprio la firma della guida, Marcello Usala».
In effetti sono sempre di più i cammini certificati, gli eventi – spesso abbiamo parlato della Shardana, per esempio – e le offerte specifiche per i ciclisti. Lo stesso Usala offre supporto e noleggio bike.
«Una cosa che piace ai ciclisti – conclude Costanza Musso – è lo spuntino sardo: si parte con pecorino e salsiccia e si finisce con il porceddu e i dolci». Sardegna in bicicletta è la guida con la quale si può davvero vivere e cogliere appieno questa terra, pedalata dopo pedalata.







