Il giro del mondo contro il bullismo. Avataneo è pronto per l’avventuraIl giro del mondo contro il bullismo. Avataneo è pronto per l’avventura

| 31 Gennaio 2026

Il giro del mondo contro il bullismo. Avataneo è pronto per l’avventura

Domani per Simone Avataneo sarà un giorno speciale. La mattina uscirà di casa, inforcherà la sua bici Stella con un carico di una sessantina di chili tra borse, zaini e quant’altro e partirà dalla sua Andonno per un’impresa affascinante: il giro del mondo in bici. Senza un tempo prestabilito, con il solo desiderio di pedalare e conoscere il nostro pianeta, le realtà che lo compongono, le mille sfaccettature che lo caratterizzano. Un viaggio di scoperta, che sa già sarà anche un percorso di trasformazione interiore.

Nelle ore precedenti la partenza, l’adrenalina è a mille. Ma d’altro canto, a 28 anni, ha deciso di dare una sterzata decisa alla sua vita: «Non che mi potessi lamentare, ho una famiglia che mi vuol bene e mi supporta e avevo un lavoro ben avviato di programmatore in un’azienda di consulenza informatica. Ma avevo anche questo profondo bisogno di cambiare, di scoprire quel che c’è al di là del piccolo mondo nel quale viviamo».

Nelle settimane scorse l'iniziativa di Simone Avataneo ha destato molta attenzione da parte dei media
Nelle settimane scorse l’iniziativa di Simone Avataneo ha destato molta attenzione da parte dei media
Nelle settimane scorse l'iniziativa di Simone Avataneo ha destato molta attenzione da parte dei media
Nelle settimane scorse l’iniziativa di Simone Avataneo ha destato molta attenzione da parte dei media

L’amore per la filosofia orientale

Una scoperta da fare in bici e non è un caso: «Sono sempre stato ciclista fin dalle medie, ho fatto anche l’agonista ma poi mi sono orientato sul cicloturismo. Sono molto appassionato di filosofia orientale, ho sempre voluto approfondirla, e quindi mi è venuta in mente l’idea di andare nel suo cuore geografico nel modo più autentico possibile per me, che è quello di usare la bici col supporto di una tenda. Questo anche per vedere la trasformazione culturale e religiosa dei diversi Paesi che attraverserò prima di arrivare nelle zone dove è diffuso il buddismo».

L’idea di partire verso l’Asia si è però sviluppata maggiormente nel tempo: «Ho pensato di mettere ancora soldi da parte un annetto per poter andare avanti e chiudere proprio il giro del mondo. E’ un po’ una sublimazione della mia vita, del mio trascorso e legato a questo c’è tutta una campagna sociale con la Fondazione Carolina che si occupa di bullismo, cyberbullismo e disagi tra i ragazzi che vivono tra isolamento sociale e dipendenza dei social network.

«Con la mia esperienza voglio mandare un messaggio di luce, di amore, dare un punto di riferimento per i ragazzi, perché appunto io avevo subìto atti di bullismo e avessi avuto una figura di riferimento che mi facesse dire “OK, allora queste cose si superano, si trasformano” mi avrebbe aiutato. E questo mi dà quasi più entusiasmo che lo stesso giro del mondo».

Avataneo ha un passato da agonista, poi si è dedicato al cicloturismo con viaggi in Europa
Avataneo ha un passato da agonista, poi si è dedicato al cicloturismo con viaggi in Europa
Avataneo ha un passato da agonista, poi si è dedicato al cicloturismo con viaggi in Europa
Avataneo ha un passato da agonista, poi si è dedicato al cicloturismo con viaggi in Europa

Un viaggio guardando sempre il sole sorgere

Non è una sfida che parte dal nulla, perché in passato Simone ha accumulato esperienze, una base per affrontare un’avventura così complessa: «Ho fatto viaggi in Europa, ma non sono mai andato oltre, proprio perché la mia filosofia è muovermi sempre molto in bici, quindi avendo quelle 2-3 settimane di ferie ho sempre fatto viaggi in Europa. Chiaramente il discorso cambia, ho stimato che per fare il periplo serviranno due aerei e due barche a vela».

Il viaggio è strutturato in maniera piuttosto complessa: «Intanto mi sono prefissato Paesi dove avrei proprio il piacere di arrivarci in bici, che sono il Vietnam, la Costa Rica e il deserto australiano. C’era anche l’India, che poi ho escluso perché la parte Nord è davvero impervia e sconsigliabile, tra smog, condizioni delle strade, traffico… Farò i Balcani attraverso Grecia, Turchia, Georgia, poi attraverserò il Mar Caspio con un aereo perché non ci sono ad oggi altre strade. Quindi Uzbekistan, Tajikistan, il Pamir, Kazakhstan, entrerò per un pezzettino in Cina, poi farò Mongolia, quindi il deserto dei Gobi, tutte le steppe, rientrerò in Cina per scendere giù nel sud-est asiatico.

Il percorso che il piemontese Avataneo affronterà, andando sempre verso Oriente
Il percorso che il piemontese Avataneo affronterà, andando sempre verso Oriente
Il percorso che il piemontese Avataneo affronterà, andando sempre verso Oriente
Il percorso che il piemontese Avataneo affronterà, andando sempre verso Oriente

Dopo l’Asia, il deserto australiano

«Quella parte me la giro per bene, ci starò sei mesi scendendo dal Vietnam, poi Cambogia, Laos, Thailandia e in Malesia, Indonesia e poi penso di prendere una barca a vela per andare nel deserto australiano e lì sarà di nuovo una bella sfida. Ho in mente di fare la via centrale del deserto australiano, dove sarà vitale la pianificazione per riserve di acqua e cibo, poi anche la gestione anche del caldo e della solitudine che comunque avrò già testato.

«Mi attenderà poi un lungo trasferimento verso il continente americano, dove pure conto di stare mesi partendo da Panama per poi salire su in Costa Rica. Lì vorrei approfondire un po’ meglio la qualità della vita, perché ho letto dei libri e mi sembra veramente interessante starci un mesetto per conoscere la loro filosofia di vita, molto semplice, dove al primo posto c’è il tempo libero e la famiglia, stare molto a contatto con la natura».

A quel punto Avataneo dovrà fare un’altra scelta importante e delicata: «Scenderò in Sud America in aereo: ho pensato anche alla nave, ma il narcotraffico lo rende molto pericoloso. Proseguirò dalla Colombia fino a Ushuaia facendo prima le Ande e poi la Patagonia. Mi intriga andare nei poli più estremi del Pianeta con una bici, mi entusiasma tanto. Risalirò verso il Brasile e da lì vorrei attraversare l’Atlantico in barca a vela, come equipaggio, lavorando per qualsiasi necessità, guadagnandomi il viaggio. Ci sono siti, gruppi che permettono di fare queste scelte, anche nei vari porti».

Risalendo l’Africa verso casa

A quel punto però il viaggio non sarà finito né in via di conclusione: «Tagliare fuori tutta l’Africa mi pareva brutto, ma il viaggio mi sembra già abbastanza lungo così e chissà in che condizioni ci arriverò, fisiche, mentali, economiche. Quindi ho scelto di fare solo la parte più semplice, abbordabile, vicina all’Europa pur affrontando il Sahara, la Mauritania, Senegal. Poi risalirò verso la Spagna, Francia, Italia ma potrei anche rientrare direttamente nel nostro Paese e risalirlo come ultima parte del viaggio».

Nelle interviste prima del via, Avataneo ha anche affermato che una motivazione del viaggio è vedere se c’è un posto dove vivere: «Non è proprio così, le mie parole sono state un po’ travisate. Non ho niente che ripudio della mia vita, avevo solo il desiderio di cambiare, conoscere come un novello Ulisse. Se uno parte per questa avventura, deve farlo da una condizione di stabilità su tutti i settori: fisico, emotivo, spirituale, anche economico.

«Io ho programmato di spendere non più di 10 euro al giorno per tutti i bisogni quotidiani. Se dovessi trovare un posto dove mi trovo particolarmente bene, potrebbe essere che ci vada a vivere, ma l’idea di fondo è comunque il giro che si apre nel paese di Andonno e si chiude lì».

Il 28enne cuneese si è preparato a lungo per un viaggio che l'impegnerà per almeno due anni
Il 28enne cuneese si è preparato a lungo per un viaggio che l’impegnerà per almeno due anni
Il 28enne cuneese si è preparato a lungo per un viaggio che l'impegnerà per almeno due anni
Il 28enne cuneese si è preparato a lungo per un viaggio che l’impegnerà per almeno due anni

Il bullismo si combatte con la consapevolezza

Il viaggio di Simone ha profonde motivazioni legate al bullismo e affrontarlo in un periodo nel quale questa da piaga sociale sta diventando quasi un modus vivendi, ispirato dai massimi livelli politici, ha un importante valore: «Per aumentare la propria consapevolezza bisogna anche conoscere quelle situazioni scomode che magari apprendiamo solo per sentito dire, attraverso le notizie che arrivano, ma la vera idea te la fai se tu ci passi in bici. Io voglio essere molto a contatto con le persone, capire cosa pensano e come vivono. La divulgazione sarà anche volta a far capire un po’ tutti questi aspetti del mio viaggio, dare una testimonianza di conoscenza del vicino e non di rifiuto».

C’è qualche posto che spaventa particolarmente di quelli da attraversare? «Ho cercato una via abbastanza serena e tranquilla. Lascio i pregiudizi a casa perché è il modo sbagliato di approcciare un Paese. Bisogna fare attenzione? Sicuro, ma non è ciò che mi fa più paura, quanto invece la nostalgia di casa e della famiglia. Ma il momento perfetto per partire non esiste, sono nel momento giusto, ho l’età per farlo, con una certa maturità ed esperienza».

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