FELEGARA (Parma) – L’eredità che lascia un genitore non sempre si limita a qualcosa di materiale, tante volte si tratta di un’idea, un concetto, uno spirito da portare avanti e magari costruirci sopra una nuova vita. La Locanda del Corridore – a Felegara di Medesano, in provincia di Parma – è esattamente il risultato di tutte quelle componenti.
Luciano Armani, professionista di grande livello degli anni ‘60/70 che seppe vincere tra le tante corse due tappe al Giro d’Italia e una al Tour de France battendo allo sprint Eddy Merckx, il più forte di tutti, è scomparso a febbraio 2023. E’ stato uno dei quattro moschettieri parmensi di quel periodo assieme a Vittorio Adorni, Emilio Casalini e Ercole Gualazzini (l’unico ancora in vita) ed oggi, lui che amava la convivialità, sarebbe orgoglioso di vedere casa sua trasformata in un tempio del ristoro e della condivisione per pedalatori e viandanti.
Il progetto lo ha concretizzato Andrea Armani, figlio del passista scalatore ed imprenditore e progettista di sistemi digitali. Dopo un’uscita in bici in quella vallata, abbiamo fatto una tappa, è il caso di dirlo, alla Locanda del Corridore per scoprire questa nuova piccola struttura ricettiva della media Val Taro.






Sulle vie di cammino
A marzo 2025 la Locanda del Corridore ha tolto i veli dei lavori aprendo con quattro alloggi per affitti brevi, mentre il mese successivo ha preso la conformazione attuale aggiungendo la parte bistrot. Un locale con un’ossatura importante che sta finendo di completarsi, poco lontano dalla strada principale del paese, ma soprattutto collocato in un punto strategico di vari percorsi escursionistici.
«Questa struttura – spiega Andrea Armani – è ai piedi di Pianezza, la collina che sovrasta Felegara, che è sul crinale che porta alla Via Marialonga (una strada molto antica e panoramica che porta fino al mare a Sestri Levante, ndr) che poi ti conduce sulla Via Francigena. Tanti pellegrini, così come tanti cicloturisti in gravel o Mtb, fanno questa variante che inoltre può collegarti verso il Parco del Taro e attraversando il fiume arrivi sull’altro itinerario della Via Francigena che poi sale verso l’alta Val Baganza o scende verso Parma e Fidenza».




Fermati, mangia, dormi e riparti
Dopo la morte di Luciano Armani, bisognava reinventare quella casa con un obiettivo sia ben preciso sia che sarebbe potuto piacere a lui stesso. Quando si è ritrovato a prendere in mano le vecchie bici del papà e tanti scatoloni e bauli pieni di cimeli, ritagli di giornale e molto altro, Andrea ha avuto una folgorazione.
«Mi sono ritrovato – riprende il racconto – con un immobile di 600 metri quadrati con due giardini e ho pensato cosa farne e dove mettere tutto quel materiale. Non voglio fare retorica, ma quando hai la fortuna di aver avuto due genitori come i miei e una storia così bella alle spalle come quella di mio padre, ho pensato che io dovessi mettere questa eredità a disposizione di tutti, sia per ispirazione che per riconoscenza. Non volevo però creare la classica casa-museo, quanto più qualcosa di aggregazione.
«Nonostante le difficoltà – continua Andrea – che ci sono oggi per aprire un’attività di somministrazione, la parola chiave della Locanda del Corridore è sosta. Ci si può fermare, ristorarsi, magari dormire e il mattino successivo ripartire per il tuo itinerario. Siamo nati con dei valori, anche alla luce della società frenetica che abbiamo costruito. La sosta è un momento poco valorizzato e da noi si può ricercare quella condivisione, promuovendo sport, enogastronomia. Restiamo aperti anche per aperitivi e cene».






Punto di ritrovo
Dopo un anno e mezzo di vita, la Locanda del Corridore vuole diventare un riferimento della zona. La struttura si può prestare a diversi tipi di eventi, come la presentazione di un libro, ma anche per tutti coloro che in giornata vogliono pedalare in strada o fuoristrada. Non è un bike hotel, ma ha quegli spazi e quelle attrezzature minime per i ciclisti che vogliono fare casa-base lì per le proprie uscite.
«Al momento – spiega Andrea Armani – abbiamo scelto consapevolmente di non posizionarci nel segmento bike hotel perché non siamo in grado di mantenere le caratteristiche richieste. Tuttavia abbiamo una zona spogliatoi con docce e il vecchio garage di papà Luciano, lo stesso in cui preparava le bici assieme a Vittorio, Emilio e Ercole, che ha il minimo di strumenti di una officina ciclistica. Il minimo indispensabile per appoggiarsi prima o dopo una pedalata.








«Per la ristorazione – sottolinea – è entrato Retrogusto, un marchio affermato sul nostro territorio che garantisce qualità e ospitalità. Hanno rivisitato un menù apposta per noi. Si potranno gustare i nostri piatti sia nella nostra sala, dotata anche di megaschermo per seguire una tappa del Giro o del Tour, sia in giardino. Mentre al primo piano abbiamo una sala da circa 20/30 coperti per eventi un po’ più privati.
«Il nostro ciclo raduno del 4 ottobre – conclude – è stato solo un test per capire meglio cosa servirà per farne uno ufficiale verso settembre 2027. Ci piacerebbe collaborare con Daniela Isetti, che ha una profonda esperienza in questo settore, e magari rientrare in una delle soste delle loro tappe di Bici in Comune visto che in linea d’aria non siamo così distanti da Salsomaggiore Terme. Riapriremo giovedì 19 novembre e imposteremo la nuova stagione, restando sempre a disposizione di chi vuole fare una sosta sul proprio percorso».







