| 24 Novembre 2024

Il cicloturismo in Provincia di Belluno, un mondo in sviluppo

La Provincia di Belluno è da sempre un territorio di cicloturismo. Nel 1940 le Dolomiti videro sbocciare la stella di Fausto Coppi, che in quell’anno vinse il suo primo Giro d’Italia. Da lì in poi le salite dolomitiche divennero un po’ alla volta uno dei palcoscenici più celebri al mondo. Falzarego, Giau, Fedaia, Pordoi, San Pellegrino, Tre Cime di Lavaredo sono nomi che attirano ogni anno centinaia di migliaia di appassionati da tutto il globo.

Ma in questi anni la provincia di Belluno sta vivendo anche un grande sviluppo del cicloturismo lento, con la creazione di infrastrutture e servizi per rispondere alle sempre maggiori richieste di questo tipo di viaggiatori. Uno sviluppo non sempre facile, che deve scontrarsi con le difficoltà di un territorio frammentato e totalmente montuoso.

Ne abbiamo parlato con Elisa Calcamuggi, dal 2021 responsabile marketing e comunicazione della DMO (Destination Marketing Organization) Dolomiti Bellunesi. 

Elisa Calcamuggi è responsabile marketing e comunicazione della DMO Dolomiti Bellunesi 
Elisa Calcamuggi è responsabile marketing e comunicazione della DMO Dolomiti Bellunesi
Elisa, lei ormai lavora alla DMO di Belluno da qualche anno. Come vi siete mossi per promuovere il cicloturismo in Provincia?

Siamo partiti da zero, abbiamo iniziato dalle basi, quindi realizzando il sitoPoi ci siamo concentrati molto sul lavoro con la ciclovia Monaco-Venezia, di cui facciamo parte. Abbiamo cercato di migliorare la comunicazione di questo percorso molto importante per noi che entra in Provincia dal Passo Cimabanche, al confine con la Provincia di Bolzano, e la attraversa fino al Fadalto, al confine con il trevigiano.

In che modo vi state muovendo?

Noi ci occupiamo di promozione, ma si può fare solo se hai le infrastrutture. In questo momento stiamo cercando di creare un unico soggetto gestore, tra Provincia, Comuni e vari enti. Questo è fondamentale per avere una sola figura di coordinamento che sia di riferimento per la Regione.

Ciclabili e Dolomiti, un paradiso per il cicloturismo
Ciclabili e Dolomiti, un paradiso per il cicloturismo
Ci parla degli itinerari che proponete?

I nostri percorsi per il cicloturismo sono due, oltre alla Monaco-Venezia c’è l’Anello della Valbelluna. Il primo fa parte della REV, la Rete Escursionistica Veneta, e come dicevo per noi è molto importante. Nel 2018 un report ha mostrato come fosse al 6° posto tra le 77 ciclabili più scelte dai tedeschi.

Siete in grado di quantificare i passaggi?

A Soverzene abbiamo un pannello conta bici che a settembre ha superato i 50.000 i passaggi. Certo, tanti sono appassionati locali, ma stimiamo che i cicloturisti siano tra i 25 e 30.000, un ottimo numero. Proprio in questo momento abbiamo attivato un gruppo di lavoro che sta cercando di trovare i finanziamenti, per aumentare i servizi. Inoltre lunedì 2 dicembre verranno qui a Belluno tutti i partner della ciclovia da Monaco fino a Venezia, per discutere assieme dei prossimi passi da fare.

Il tratto della ciclovia Monaco-Venezia tra Cortina e Calalzo di Cadore si sviluppa lungo la vecchia ferrovia
Il tratto della ciclovia Monaco-Venezia tra Cortina e Calalzo di Cadore si sviluppa lungo la vecchia ferrovia
E l’Anello della Valbelluna?

L’Anello della Valbelluna è un percorso di 78 km che si sviluppa nella parte sud della provincia, tra Belluno a Feltre. La ricchezza della Valbelluna è che è ampia e ricca di strade secondarie, anche non ciclabili ma comunque immerse nel verde e fuori dal traffico. E c’è anche molto spazio per il gravel. L’Anello per ora non fa parte del REV, anche se ci stiamo lavorando, ma è comunque nel circuito del Green Tour regionale.

Ci spiega la differenza tra REV e Green Tour? 

Il REV è la Rete Escursionistica Veneta, è un riconoscimento importante perché quando ci si entra si fa parte di un gruppo di itinerari di qualità molto curati dalla Regione, cosa che facilita le cose. Il Green Tour è un progetto regionale di rigenerazione territoriale che vuole promuovere il benessere psicofisico dei cittadini attraverso la mobilità lenta. Uno strumento attraverso il quale valorizzare sì il turismo ma anche la qualità della vita dei residenti. Ad ogni modo vogliamo far in modo che questi due itinerari siano collegati.

La Val Belluna è ricca di strade secondarie lontane dal traffico
La Val Belluna è ricca di strade secondarie lontane dal traffico
Ci spiega come?

Percorrendo la Monaco-Venezia a Soverzene si potrà scegliere se proseguire per il Fadalto oppure percorrere la Valbelluna e arrivare alla pianura attraverso la destra Piave. Stiamo lavorando con la Regione e i comuni per rendere possibile questa variante al più presto possibile.

Ci saranno altri interventi strutturali?

In uscita dalla Provincia, sia dal Fadalto che da Quero-Vas sono in progetto delle nuove ciclovie per mettere in sicurezza tutto il percorso. Perché sappiamo che è questa la priorità delle persone che vengono qui, assieme alla segnaletica e agli alloggi per il cicloturismo.

Sono questi gli aspetti sui quali vi state concentrando per la prossima stagione?

Certamente. La Regione ha appena rifatto la segnaletica della Monaco-Venezia da Cimabanche fino a Calalzo, speriamo che a breve riescano a finire il lavoro anche del tratto verso sud. Noi come DMO stiamo lavorando per dare le informazioni più chiare possibili. Usando anche strumenti digitali come il portale Outdoor Active nel sito dell’Anello della Valbelluna stiamo inserendo tutte le indicazioni necessarie, tra cui gli agriturismi presenti in zona.

La Provincia di Belluno è anche un territorio molto adatto al gravel
La Provincia di Belluno è anche un territorio molto adatto al gravel
Ci sono anche altri soggetti che operano sul territorio?

La FIAB ha creato gli anelli verdi in Valbelluna, che a partire dal percorso principale creano degli itinerari a fiore che moltiplicano le possibilità. Un modo per incoraggiare le persone a stare da noi più giorni per scoprire a fondo tutta la nostra offerta dedicata al cicloturismo.

Siamo arrivati alla fine, prima di lasciarci di dice qual è il suo sogno nel cassetto?

Non nascondo che mi piacerebbe molto riuscire a chiudere i passi durante l’estate, fare come hanno fatto in Lombardia o come il Sella Ronda. Sarebbe un bellissimo modo per valorizzare quelle strade così importanti con un turismo lento e di qualità, contrastare l’overtourism e far vivere nel migliore dei modi questo territorio straordinario.

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