In Friuli arriva l’ennesima ciclovia: è il Progetto UlrichIn Friuli arriva l’ennesima ciclovia: è il Progetto Ulrich

| 7 Marzo 2026

In Friuli arriva l’ennesima ciclovia: è il Progetto Ulrich

Il Friuli Venezia Giulia si conferma regione in prima linea nella promozione del turismo sostenibile attraverso la bicicletta. Non è un caso se le sue ciclovie vengono ritenute un esempio, tanto da aver conquistato più volte l’Oscar del Cicloturismo. Perché sono la crema di superficie di un fermento che emerge in ogni provincia e che si esprime anche attraverso sempre nuovi progetti, ultimo dei quali il Progetto Ulrich.

Una ciclovia che si rifà alla figura del Patriarca Ulrico II da Treffen: un nobile dell’12° secolo che è rimasto nella storia per essere stato il primo a sancire attraverso un atto legislativo riguardante il Roiello di Pradamano, un canale artificiale necessario per l’approvvigionamento idrico e lo sviluppo rurale del territorio udinese.

Il Roiello di Pradamano, un torrente che ha sempre avuto grande peso per l'agricoltura locale
Il Roiello di Pradamano, un torrente che ha sempre avuto grande peso per l’agricoltura locale
Il Roiello di Pradamano, un torrente che ha sempre avuto grande peso per l'agricoltura locale
Il Roiello di Pradamano, un torrente che ha sempre avuto grande peso per l’agricoltura locale

Un’idea legata all’acqua

E’ proprio attraverso l’acqua che il Comune di Pradamano ha preso in mano l’idea, per valorizzare il patrimonio storico-culturale e naturalistico-paesaggistico di un territorio che è sempre rimasto molto legato all’elemento naturale. A farsi portavoce del progetto è la vicesindaco, Daiana Miani.

«Il progetto è nato già alcuni anni fa – spiega – quando abbiamo presentato la domanda di contributo per l’Interreg Italia-Austria. E’ una diretta derivazione del contratto di fiume del Rio Roiello di Pradamano, perché il Comune di Pradamano e il Comune di Udine hanno sottoscritto il primo contratto di fiume della regione Friuli Venezia Giulia, approfondendo la storia che legava i due territori anche all’Austria. Le acque del Roiello servivano per irrigare i campi all’interno del nostro territorio. Quindi da lì è nata l’idea di costruire un progetto transfrontaliero che legasse i tre territori e pertanto abbiamo preso contatto direttamente con gli amministratori di Treffen».

Daiana Miani, vicesindaco del Comune di Pradamano direttamente coinvolta nel progetto Ulrich
Daiana Miani, vicesindaco del Comune di Pradamano direttamente coinvolta nel progetto Ulrich
Daiana Miani, vicesindaco del Comune di Pradamano direttamente coinvolta nel progetto Ulrich
Daiana Miani, vicesindaco del Comune di Pradamano direttamente coinvolta nel progetto Ulrich
Come si sviluppa questo progetto dal punto di vista cicloturistico, quanto dovrebbe essere lunga la ciclovia che nasce da esso?

Per la precisione si tratta di tre anelli di variante che vengono allacciati alla ciclovia Alpe Adria. In sostanza, un anello del patriarca viene realizzato sul territorio di Treffen e quindi va all’interno di quello che è il percorso turistico dove c’è il castello di Treffen che lega proprio il nostro territorio al loro. Poi ci sarà l’anello del patriarca in alcune zone del territorio del Comune di Udine e un anello sempre del patriarca su Pradamano che costeggia il Rio Roiello e collega Udine attraversando delle aree di interesse.

A che punto è la fase realizzativa?

I tre anelli sono in fase di costruzione in questo momento, sono stati dati gli incarichi professionali per la redazione degli anelli e l’individuazione sui tre territori dei siti di interesse che vanno a costruire un’offerta ecoturistica che guarda sia gli aspetti paesaggistici che quelli storici.

I resti del castello di Treffen in una foto d'epoca, risalente addirittura al 1890
I resti del castello di Treffen in una foto d’epoca, risalente addirittura al 1890
I resti del castello di Treffen in una foto d'epoca, risalente addirittura al 1890
I resti del castello di Treffen in una foto d’epoca, risalente addirittura al 1890
Che portata vi aspettate per questi tre anelli, sul piano dell’afflusso di cicloturisti?

Noi vogliamo riuscire a captare una fascia dei turisti che già adesso utilizzano l’Alpe Adria per raggiungere il mare nella zona di Grado. Da questo punto di vista siamo in una fase di studio, nel senso che numericamente si sta facendo un’analisi di quello che è l’impatto turistico. Questo percorso di mobilità lenta viene affiancato da una serie di azioni che sono proprio caratterizzanti dell’Interreg, che non investe tanto in opere, ma in risultati per il territorio dal punto di vista della visibilità e anche del turismo. Quindi pensiamo a percorsi tematici che richiamino anche ad elementi gastronomici legati alla storia e alla tradizione locale.

L’obiettivo qual è?

Vogliamo introdurre degli elementi di continuità che possano unire i tre territori e su questo stiamo lavorando. In questa fase attuale il progetto non è definito, non abbiamo il dettaglio preciso, ma abbiamo tre aree di studio che i tre territori distintamente stanno costruendo con un incarico professionale. Poi metteremo tutto insieme per presentare il progetto definitivo.

Pradamano ha un solido legame con le due ruote, con manifestazioni pubbliche allestite nel corso dell'anno
Pradamano ha un solido legame con le due ruote, con manifestazioni pubbliche allestite nel corso dell’anno
Pradamano ha un solido legame con le due ruote, con manifestazioni pubbliche allestite nel corso dell'anno
Pradamano ha un solido legame con le due ruote, con manifestazioni pubbliche allestite nel corso dell’anno
Chiaramente, essendo i tre anelli legati alla ciclovia Alpe Adria, hanno già un sostrato dedicato al cicloturismo, ma c’è bisogno nelle vostre zone di investire anche sul piano della segnaletica specifica, dei noleggi bici, dei negozi di meccanica?

Nel territorio del comune austriaco principalmente c’è un anello di variante che porta a un percorso tematico molto carino, perché c’è l’attraversamento di un corso d’acqua su un ponticello in legno che affianca il castello di Treffen con la nuova ricostruzione. Anche quello di Udine invece ha una caratterizzazione storica rilevante. Quello di Pradamano ha una caratterizzazione sia storica che paesaggistica. A livello di cartellonistica lavoriamo su tutti e tre i territori. Nell’anello di Udine c’è anche un’area di sosta dove verrà realizzato uno spazio per officina per le ricariche, la sosta, le panchine.

E sul vostro?

Abbiamo affiancato a questo progetto un progetto di mobilità lenta lungo la Bariglaria, la strada storica che costeggia il Roiello e abbiamo richiesto un investimento alla regione Friuli Venezia Giulia che è già stato concesso per 150 mila euro, cofinanziato dal Comune per realizzare un tratto dell’anello di variante che andrà sempre a inserirsi in questa progettualità.

I tre anelli del progetto Ulrich si intersecano più volte con la Ciclovia Alpe Adria
I tre anelli del progetto Ulrich si intersecano più volte con la Ciclovia Alpe Adria
I tre anelli del progetto Ulrich si intersecano più volte con la Ciclovia Alpe Adria
I tre anelli del progetto Ulrich si intersecano più volte con la Ciclovia Alpe Adria
Quando vi attendete di avere il progetto completato?

Il progetto deve essere completato entro il 2027 perché abbiamo dei tempi tecnici legati all’erogazione dei fondi. Ho già una bozza del report di raccolta sia delle informazioni che dei portatori di interessi dei tre anelli. Ci aspettiamo che per settembre, ipoteticamente, ci possa essere già la presentazione ufficiale con un’inaugurazione di quello che è il tracciato e la presentazione a tutto il territorio, per poi andare a concludere per il 2027 tutte le attività di rendicontazione e tecniche, rendendo il progetto pienamente operativo.

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