L’Italian Bike Festival cambia denominazione ma non pelle, da quest’anno sarà International Bike Festival. Una novità che oltre al nome racconta di un cammino, un’evoluzione, partita qualche anno fa e ora pronta a sbocciare in un progetto dal respiro sempre più ampio. Da quando la fiera si è spostata all’interno del Misano World Circuit la sua crescita è stata esponenziale, merito di chi ci lavora e degli spazi che un autodromo come quello di Misano mette a disposizione. Test bike completi all’interno del circuito, con un percorso dedicato anche al fuoristrada, poi le presentazioni all’interno delle strutture e i vari workshop.
«E’ stata una conseguenza abbastanza naturale – ci racconta Fabrizio Ravasio, uno degli ideatori e organizzatori di IBF – legato a un progetto di crescita che si rispecchia anche nella comunicazione. Stiamo lavorando in una direzione internazionale da ormai tre anni, tanto che IBF ha raggiunto lo status di fiera internazionale».


Di cosa si tratta?
E’ un processo, che si basa su dei parametri che se rispettati permettono a una fiera di essere riconosciuta come internazionale. Gli addetti ai lavori sapevano di questo, ma era importante per noi ufficializzarlo.
Questo chiarisce il cambio del nome da Italian a International…
Era nei programmi, inoltre una fortuna che abbiamo è che il nome IBF rimane invariato, quindi siamo riusciti a fare anche questo ultimo step senza stravolgere il nome e l’identità.


Ci racconti questo cammino?
E’ stato un qualcosa di estremamente naturale e organico, IBF negli anni è diventata una fiera di riferimento per il mercato europeo. La crescita è avvenuta edizione dopo edizione attraverso attività, espositori e le aziende. Era importante fare questo ulteriore passo raccontandosi anche all’utente finale.
IBF ha quindi raccolto le attenzioni di tutti?
Le aziende e i brand hanno sfruttato gli spazi dell’autodromo e degli stand per organizzare presentazioni, workshop, accogliere dealer e clienti. Nell’arco dei tre giorni della fiera (quest’anno si svolgerà dal 4 al 6 settembre) ci sono meeting, pedalate e tanti altri momenti di aggregazione. Le aziende internazionali non portano solo i rappresentati della filiale italiana.


Per le aziende italiane ci sono dei progetti?
Ne abbiamo diversi, uno è di portare pubblico da tutta Europa. Per far ciò stiamo lavorando insieme alla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi. Far arrivare clienti dall’estero permette alle nostre realtà italiane di allargare il loro bacino d’utenza.
Quali sono le altre iniziative?
Ci siamo concentrati anche su un progetto che vuole valorizzare l’artigianalità italiana, con delle aree a tema all’interno della fiera dove coinvolgeremo chi realizza ancora i telai a mano.


Come si mantiene il legame con il territorio?
Quello passerà sempre da iniziative legate al ciclismo e alla bici, con La Gialla e i suoi eventi. Anche in questo caso lavoriamo per migliorare e offrire qualche novità, che per questa edizione sarà l’IBF Lover Pack. Un pacchetto acquistabile sul nostro sito dove all’interno si trova la maglia ufficiale di IBF, il salta fila per entrare in fiera e un buono birra. Inoltre nella pedalata La Gialla della domenica mattina abbiamo inserito il Pettorale Plus. Un pacco gara esclusivo dove il cliente troverà materiali e prodotti. In più avrà diritto a una partenza in griglia dedicata e un lounge buffet a bordo piscina una volta finito l’evento.







