Milano pedala verso un salto di qualità nella mobilità ciclabile urbana con la nascita della sua bicipolitana, un progetto pensato non per costruire semplici piste isolate, ma per trasformare la rete di percorsi ciclabili in una rete organica di 29 linee (immagine in apertura), leggibile, continua e facilmente utilizzabile da chi si muove in bici ogni giorno. L’obiettivo è semplice nella visione ma complesso nella realizzazione: fare in modo che Milano non sia più solo una città con tante ciclabili sparse, ma una città dove pedalare è naturale tanto quanto prendere la metro o l’autobus.
La novità è contenuta in un emendamento al Bilancio di previsione 2026-2028 approvato dal Consiglio comunale di Milano lo scorso 18 dicembre, che destina 100.000 euro aggiuntivi per la realizzazione della segnaletica di indirizzamento prevista dalle linee guida per la mobilità attiva, ovvero il cosiddetto documento Möves. Questa segnaletica è il cuore del progetto: sarà il primo passo per dare identità, ordine e visibilità a percorsi ciclabili oggi spesso difficili da interpretare.


Sulla scia di Pesaro e Trento
L’idea della bicipolitana è stata sviluppata già in altre città italiane, come Pesaro e Trento e la logica è quella di un sistema simile alle mappe della metropolitana, dove ogni percorso diventa immediatamente riconoscibile e riconducibile a un nome, a un colore o a un numero, così da orientare chi pedala in città con la stessa semplicità con cui si legge e si usa una mappa del trasporto pubblico.
Il progetto della bicipolitana non si limita a direzioni puntuali e distanze tra incroci, ma è pensato per dare continuità informativa lungo tutto il percorso, con segnali di conferma che accompagnano il ciclista nei punti più complessi come grandi incroci, parchi urbani o nodi di traffico. Cartelli di progressione, direzionali e di conferma creeranno una navigazione ciclabile intuitiva, evitando quella sensazione di “mappa sparpagliata” che spesso caratterizza la mobilità ciclabile nelle grandi città.


Il precedente di “AbbracciaMi”
Il quadro in cui si inserisce la bicipolitana è quello della pianificazione già avviata con il Biciplan “Cambio” della Città Metropolitana di Milano, che ha l’ambizione di creare una ragnatela di circa 750 chilometri di percorsi ciclabili entro il 2037, con 16 linee radiali, 4 linee circolari e 4 greenways. Questo piano di mobilità ciclistica, pensato nel coordinamento tra amministrazioni, progetti europei e investimenti pubblici, rappresenta un’infrastruttura densa capace di coprire buona parte delle esigenze di spostamento quotidiano della popolazione, portando la bicicletta a competere in modo reale con il trasporto motorizzato.
Un precedente già tangibile di questa logica di rete esiste da alcuni anni: il percorso ciclabile “AbbracciaMi”, un itinerario circolare di circa 70 chilometri nato dalla collaborazione tra Comune di Milano e associazioni locali. L’anello, simile al GRAB di Roma, collega parchi, quartieri e stazioni, mostrando quanto una segnaletica chiara e un’identità grafica potente possono fare per la fruizione di un itinerario. “AbbracciaMi” funge da laboratorio per testare soluzioni di indirizzamento che poi potranno essere estese su scala urbana più ampia.


BEATS, collegamento fra quartieri
Ad esempio è in fase di progettazione BEATS (Bagolari East to South), un percorso ciclabile urbano concepito in particolare per facilitare gli spostamenti quotidiani, soprattutto quelli casa-scuola delle fasce più giovani, tra piazza Buozzi ed il Naviglio Pavese. L’itinerario (dal costo di 1,2 milioni di euro) nasce dalla collaborazione con BICI – Bloomberg Initiative for Cycling Infrastructure e si inserisce nel quadro della ciclabilità diffusa, un approccio che punta a rendere più sicuri gli ambiti urbani più delicati e a favorire collegamenti ciclabili continui e accessibili all’interno dei quartieri.
Dal punto di vista dell’esperienza del ciclista, l’avvento della bicipolitana potrebbe cambiare radicalmente la percezione di Milano. Piuttosto che seguire tratti discontinui, spesso caratterizzati da interruzioni improvvise, l’idea è di dare una struttura chiara e coerente, dove ogni itinerario ha un nome, un colore, una funzione. Questo non solo renderà più facile muoversi per chi conosce la città, ma aprirà la strada a chi la visita per pedalare con facilità, scoprendo quartieri e punti d’interesse con una rete che si legge con la stessa semplicità di una mappa della metropolitana.







