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| 20 Marzo 2026

Grandis Overmax Imperiale: l’eleganza dell’acciaio italiano

PIEVE A SALTI (SI) – L’acciaio come bellezza e come DNA del marchio Grandis. La Overmax Imperiale esalta linee classiche con elementi moderni e un’eleganza indiscussa. Anche questo gioiello dell’artigianato italiano lo abbiamo ammirato ai Craft Bike Days Italia.

Grandis è un marchio che nasce ufficialmente nel 1965, ma nella sua bottega di Nasente, nel veronese, Silvino Grandis già operava negli anni ’30. Oggi è il nipote Alessandro che porta avanti questa “sfida”, questa avventura… che si fa sempre più difficile in un mondo che va sempre più veloce e, in qualche modo, è più superficiale. E magari coglie con maggior difficoltà certe specialissime.

Da notare la scritta Grandis nella foto di apertura: è la riproduzione 3D della firma del patron del marchio.

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La Grandis Overmax Imperiale. Linee super classiche ma con tubazioni over size (relativamente all’acciaio). Prezzo del telaio: circa 5.500 euro
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La Grandis Overmax Imperiale. Linee super classiche ma con tubazioni over size (relativamente all’acciaio). Prezzo del telaio: circa 5.500 euro

Come una fuoriserie

Le bici Grandis, in particolar modo quella che abbiamo avuto sottomano ai Craft Bike Days Italia, quindi la Overmax Imperiale in acciaio, sono mezzi pensati per veri appassionati, e forse anche per intenditori. E’ chiaro che non si possono paragonare ai moderni bolidi in fibra progettati per guadagnare watt e centesimi di secondo. E’ tutt’altra filosofia, tutt’altro approccio al ciclismo.

Qui non si parla solo di performance pura, ma di sensazioni, di guida, di connessione tra uomo e mezzo. L’acciaio ha un comportamento unico: restituisce elasticità, assorbe le vibrazioni e offre un comfort che le fibre più rigide spesso non riescono a replicare. E’ una scelta che guarda alla qualità dell’esperienza più che al cronometro.

La produzione Grandis è lontana dalle logiche industriali. Non si tratta di migliaia di telai prodotti in serie, ma di centinaia di pezzi l’anno, ciascuno con una propria identità. Ogni telaio nasce da un processo artigianale, costruito a mano e soprattutto su misura. Non si tratta solo di scegliere un allestimento o una colorazione: il cliente entra nel progetto fin dall’inizio.

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L’archetto tondo e non dritto è stato per anni il marchio di fabbrica Grandis, che il nonno di Alessandro custodiva gelosamente
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L’archetto tondo e non dritto è stato per anni il marchio di fabbrica Grandis, che il nonno di Alessandro custodiva gelosamente

Made in Verona

Le specifiche possono arrivare a un livello di dettaglio impressionante, dalla forma stessa dei tubi ai colori. E’ un lavoro sartoriale, in cui ogni richiesta viene analizzata e tradotta in soluzione tecnica. In questo senso, la Overmax Imperiale rappresenta perfettamente la filosofia Grandis: un prodotto unico, costruito attorno alla persona che lo guiderà.

«Colorazioni che – ci ha detto Alessandro Grandis – a volte sono dei veri e propri disegni, che eseguiamo noi in casa. Disegni fatti a mano. Peccato solo che il resto della verniciatura purtroppo non può più passare direttamente da noi, in virtù del rispetto di alcune leggi legate all’ambiente. Ma seguiamo questo processo da vicino».

E’ un dettaglio che racconta molto più di quanto sembri. Perché in una bici come la Overmax Imperiale, l’estetica non è un semplice elemento accessorio, ma parte integrante del progetto. Ogni linea, ogni sfumatura, ogni finitura contribuisce a definire l’identità del mezzo.

E’ una bici che mira all’eleganza, al comfort e, se vogliamo, anche alla prestazione. Perché, come abbiamo potuto intuire anche osservandola da vicino e ascoltando chi la costruisce, la Grandis Overmax Imperiale non è affatto lenta. Anzi, è capace di restituire una pedalata fluida ed efficace, sfruttando proprio le caratteristiche dell’acciaio e della costruzione su misura.

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La bellezza delle cromature delle congiunzioni: i pezzi che determinano la geometria della Imperiale (foto Instagram)
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La bellezza delle cromature delle congiunzioni: i pezzi che determinano la geometria della Imperiale (foto Instagram)

Tradizione e innovazione

Lo avevamo già scritto e qui lo ribadiamo: «La bici che presento qui – aveva detto Alessandro Grandis ai Craft Bike Days – unisce tutte le soluzioni di Grandis, dalle progettazioni di mio nonno, passando per quelle di mio padre, fino ad elementi miei, come l’integrazione, per esempio». Integrazione dei cavi, ma anche il freno a disco e perno passante. Ecco, guidare una bici in acciaio, ma con perno passante è davvero qualcosa che potrebbe sembrare paradossale ma è sublime. Sembra di essere su un tappeto volante. ma un tappeto che all’occorrenza sa essere anche veloce.

E’ proprio questo il punto chiave. La Imperiale non è solo una bici, ma una sintesi. Un viaggio nella storia del marchio, dove tradizione e innovazione convivono senza forzature. Ogni dettaglio racconta un passaggio generazionale, un’evoluzione continua che però non ha mai perso il contatto con le proprie radici.

E il montaggio della Imperiale esposta lo conferma: reggisella, attacco e manubrio Dedacciai in fibra. Ruote Fulcrum a medio profilo, anch’esse in carbonio, e cambio Campagnolo Super Record: quanto di meglio offre il Made in Italy. Tanta fibra rende la Grandi Overmax Imperiale anche relativamente leggera visto che siamo al di sotto degli 8 chili.

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I due tubi del carro (pendente e fodero basso) vanno ad innestarsi dentro un elemento “maschio” a tutto vantaggio della rigidità del mezzo
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I due tubi del carro (pendente e fodero basso) vanno ad innestarsi dentro un elemento “maschio” a tutto vantaggio della rigidità del mezzo

Tubazioni Columbus

Ma scendiamo anche nel tecnico. Come si nota bene, le tubazioni Columbus, che si chiamano proprio Over-Max, non sono saldate, ma lavorate con congiunzioni. Ed è una caratteristica distintiva di Grandis basata sul brevetto Grandis “Oversize” della scatola movimento centrale che è microfusa. Il tutto per rendere il telaio, composto da più tubi, sempre più un tutt’uno e donare anche all’acciaio una certa rigidità torsionale proprio nel punto in cui si concentrano il maggior numero di forze che vengono scaricate su una bici. Appunto il movimento centrale. E’ una scelta precisa, che richiama la grande tradizione telaistica italiana e che offre vantaggi concreti. Questo sistema, infatti, consente una personalizzazione estremamente ampia, sia in termini di geometrie sia di angoli.

E’ un approccio che lascia libertà totale al telaista, permettendo di adattare il mezzo in modo quasi chirurgico alle esigenze del ciclista. Non esistono standard rigidi: ogni telaio può essere diverso dall’altro.

«Non solo – va avanti Alessandro Grandis – ma anche nella forma dei tubi. Se li sentite e ci passa le dita non sono tondi». Un dettaglio che può sfuggire a un occhio poco attento, ma che racconta molto del livello di lavorazione. I tubi vengono infatti modellati in funzione delle caratteristiche del cliente, delle sue richieste e del suo stile di guida».

E’ qui che emerge tutta la differenza tra un prodotto industriale e uno artigianale. Ogni scelta ha una motivazione, ogni soluzione è studiata per ottenere un risultato preciso. Non si tratta solo di estetica, ma di comportamento dinamico del mezzo. «Noi preferiamo sempre prendere le misure di persona – aggiunge – parliamo molto con il cliente prima di iniziare la costruzione del telaio». Un passaggio fondamentale, che trasforma la realizzazione della bici in un vero percorso condiviso.

Insomma, la Grandis Overmax Imperiale è come un abito su misura. E’ il risultato di un dialogo, di un processo lento e consapevole. Il brand veneto, in questo senso, è davvero un sarto: prende le misure, ascolta, interpreta e poi costruisce qualcosa di unico, destinato a durare nel tempo.

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