| 17 Dicembre 2024

I 10 anni de La Popolare Ciclistica: c’era anche un nostro infiltrato

BERGAMO – Più barrette che birrette. Più brindisi di compagnia che tappi di champagne stappati sul podio. Più volti distesi, che segnati dalla fatica per la scalata di un Selvino, una Roncola, un Ganda. È stato questo lo spirito con cui La Popolare Ciclistica – squadra amatoriale bergamasca – si è riunita per festeggiare i suoi primi dieci anni di attività. Ciò che è rimasto uguale, tra la festa e una pedalata in compagnia, è stata proprio la voglia di stare insieme, scherzare, prendersi in giro, bere, mangiare e stare a ruota del filo conduttore della festa: l’utopia.

Termine alto per una festa goliardica, eppure è proprio qui che c’è tutto il senso della Popolare. Pedalare a testa bassa per il piacere di far fatica, ma senza dimenticarsi di alzare lo sguardo e annusare il mondo. Quello che sta attorno mentre si pedala, quello che si muove epoca dopo epoca, problema dopo problema, fenomeno dopo fenomeno. Di qui, l’idea di una pedalata consapevole, critica, ma sempre con il sorriso e la positività che solo la bicicletta riesce a conferire.

Spiriti liberi, i ciclisti

Dunque c’è chi si è travestito da “zona 30” sulle strade di Selvino, ironizzando sulla gamba… poco da scalatore. Oppure chi ha indossato una maglia di pura “utopia”, ovvero ciclisti in rigorosa fila indiana su una pista ciclabile, come in molti (utopisticamente) vorrebbero. Spiriti liberi i ciclisti, eppure dediti al rispetto di certe norme morali, oltre che del Codice della strada. Su tutte, andare incontro al prossimo, spesso con un sorriso.

Ecco dunque che tra le “gag” più riuscite della serata ci sono le maschere dei tre presidenti che in questi 10 anni si sono succeduti: Daniele Quarenghi, Germano Zani, Pierangelo Austoni. E via di risate, tra chi sostiene che le copie fossero meglio degli originali e chi ha finto di non riconoscerli nella riproduzione della maschera. Certo, va detto, chi ha scelto l’istantanea è stato poco generoso. Ma, come detto, la goliardia è alla base di questa serissima squadra.

L’agonismo goliardico

Perché chiacchierando con i soci – un centinaio circa – si viene via sempre con il sorriso sulla bocca, ma anche con uno spunto di riflessione interessante e pure con un confronto ciclistico all’altezza. Perché questi non scherzano, pedalano davvero. “In cima alle salite, poi, ci aspettiamo tutti”, è il primo comandamento del loro manifesto. Come a dire che, in fondo in fondo, un po’ di sano agonismo sorge sempre con relativi sfottò post-tappa nel gruppo whatsapp molto attivo e molto nutrito. 

Già, l’agonismo goliardico. Ecco perché alcuni componenti dell’Asd Athletic Brighèla sono stati accolti con un: «Ah, però: pure i rivali intrusi in questa festa». E via di sorrisi e abbracci. I “Brighèla” sono ragazzi che pedalavano con La Popolare, ma che successivamente si sono separati formando una società sportiva che ha una squadra anche calcistica. Manifesto molto simile, ideali tangenti, motivazioni comuni, ma colori sociali diversi capaci di dar vita a qualche simpatico derby sulle strade bergamasche.

Di strade ne hanno battute anche la sera della festa perché dopo un… lungo brindisi al Bikefellas – la casa della Popolare – i ciclisti festaioli si sono spostati al circolo Arci “Al Bafo” di Seriate per una grande pastasciutta. Perché festeggiare è lecito, ma ricordarsi della benzina primaria del ciclista è dovere. 

Con uno strappo finale, vista la stagione di riposo: una maxi torta per celebrare il decennale e un post-serata che se provi a fare il Selvino il giorno dopo, forse fai retromarcia al primo tornante.

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