| 19 Dicembre 2024

I 60 anni di Maurizio Fondriest in gravel (in Sudafrica) 

Nel 2025 Maurizio Fondriest compirà 60 anni.  E l’ex campione del mondo di Ronse ’88, nonché vincitore della Sanremo ‘93, ha deciso di festeggiare questo traguardo in modo molto particolare. 

Partecipando alla prima edizione della Gravel Burn, una competizione gravel a tappe che si terrà in Sudafrica il prossimo autunno.  Abbiamo raggiunto al telefono Fondriest per farci raccontare i dettagli di questa scelta così singolare (e per questo interessante). 

Maurizio Fondriest con la moglie, l’ex campione del mondo festeggerà i 60 con tutta la famiglia in Sudafrica ad inizio novembre
Maurizio Fondriest con la moglie, l’ex campione del mondo festeggerà i 60 con tutta la famiglia in Sudafrica ad inizio novembre
Maurizio, iniziamo chiedendoti cos’è questa Gravel Burn. 

È una gara gravel che si terrà tra il 26 ottobre e il primo novembre prossimi in Sudafrica. Sono 7 tappe per un totale di 850 km, negli incredibili scenari di quel Paese, tra l’Oceano, parchi naturali e montagne.

Come mai hai deciso di parteciparci? 

L’idea è nata parlando con il mio amico Kevin Vermaak, l’ideatore della Cape Epic. Quest’anno ci siamo trovati al Tour e mi ha detto che stava organizzando un evento gravel di portata mondiale in Sudafrica, appunto la Gravel Burn. Quindi ho pensato che mi sarebbe piaciuto andarci per festeggiare i miei 60 anni lì, e con l’occasione raccontare la mia carriera e vita.

La Gravel Burn attraversa in 7 tappe i più bei paesaggi del Sudafrica (foto Gravel Burn)
La Gravel Burn attraversa in 7 tappe i più bei paesaggi del Sudafrica (foto Gravel Burn)
Perché proprio in Sudafrica, così distante dal tuo Trentino?

Per fare qualcosa di particolare per un anniversario così importante per me. Poi in Sudafrica ci sono i “big five”, i cinque animali più grandi e rappresentativi dell’Africa: l’elefante, il leone, il bufalo, il rinoceronte e il leopardo. Ognuno di loro ha le caratteristiche riconducibili a dei tratti del carattere o ad un momento della vita di ognuno di noi. Per questo mi è sembrato, anche simbolicamente, l’occasione giusta per tirare le fila dei miei primi 60 anni.

Infatti accennavi al fatto che con la scusa della gara vorrai raccontarti…

Esatto. Sono in contatto con diversi media nazionali e internazionali per capire come farlo al meglio. Mi piacerebbe creare contenuti sia scritti che video, in cui venga fuori la mia carriera, certo, ma anche la mia vita, a iniziare dalla mia infanzia. Alla Gravel Burn ogni sera ci sarà un grande fuoco dove tutti si riuniranno, mi sembra davvero il posto perfetto per raccontarsi. Come quando ero piccolo e dopo cena mio nonno ci raccontava le storie nella stalla.

Un’occasione per incontrare la ricchissima fauna locale (foto Gravel Burn)
Un’occasione per incontrare la ricchissima fauna locale (foto Gravel Burn)
Quindi ci sembra di capire che parteciperai più con spirito narrativo che agonistico.

Sicuramente, non partirò per gareggiare, ma per fare un percorso della mia vita vicino alle persone a me care. Infatti parteciperò assieme a mia figlia Carlotta. Poi negli ultimi giorni arriveranno anche mia moglie e gli altri due miei figli Maria Vittoria e Lorenzo, perché ovviamente ognuno di loro è una parte fondamentale della mia storia. L’ultimo, Lorenzo, è nato quando non correvo più, Maria Vittoria l’anno in cui ho vinto la Sanremo.

Andiamo sul tecnico solo per un momento. Che bici userai?

Per l’occasione faremo una nuova bici Fondriest, naturalmente una gravel. Ci stiamo ancora lavorando e non posso dire molto a riguardo, se non che anche il gruppo Vision-FSA farà parte del progetto. Così come Q36.5, con cui realizzeremo un maglia dedicata all’evento, sempre gravel ma declinata sul racing.

Per l’evento Fondriest produrrà una nuova bici gravel con il brand che porta il suo nome
Per l’evento Fondriest produrrà una nuova bici gravel con il brand che porta il suo nome
Ci dici qualcosa di più sul percorso?

Le sette tappe sono lunghe in media 110 km, la più lunga di 162 e la più breve, la prima, di 80. Mentre il dislivello è sempre tra i 1000 e 2000 metri. Insomma niente di estremo, ma comunque molto impegnativo. Kevin Vermaak mi ha fatto vedere dei video e sono rimasto incantato dai paesaggi: ci sono tantissime strade sterrate, pochi single track tecnici. Si parte da Knysna, una città affacciata sull’Oceano Indiano e dopo sette giorni si finisce a Shamwari, una bellissima riserva naturale. Il tutto in massima sicurezza, grazie alle scorte gestite dell’organizzazione, e ogni sera si dorme in tenda.

Insomma un vero e proprio viaggio, più che una gara.

È proprio questo che mi piace. In queste esperienze serve capacità di adattamento, ma è quello che le rende speciali. Perché alla fine è più simile ad un percorso in gravel che su asfalto. Non sempre è liscia e semplice, a volte è sconnessa e poco confortevole, ma bisogna imparare ad andare avanti lo stesso, e magari così si scoprono le cose più belle.

La Gravel Burn partirà dall’oceano indiano e arriverà, dopo 850 km, in una riserva naturale (foto Gravel Burn)
La Gravel Burn partirà dall’oceano indiano e arriverà, dopo 850 km, in una riserva naturale (foto Gravel Burn)
Maurizio, ultima domanda. Hai detto che festeggerai i tuoi 60 anni alla Gravel Burn ad inizio novembre. Ma il tuo compleanno non è a gennaio?

Sì il 15 gennaio. Ma ho deciso che il vero festeggiamento l’anno prossimo sarà lì in Sudafrica, facendo quello che amo fare, con tutta la mia famiglia. Così posticipo l’anniversario, e per quasi tutto il 2025 avrò ancora 59 anni.

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