In tutta Italia è ormai arrivata, finalmente, la stagione giusta per pedalare. Anche, quindi, per concedersi un breve viaggio di qualche giorno, magari approfittando di un fine settimana lungo o delle festività primaverili. Ma quanto può costare concedersi un’esperienza del genere? La sensazione è che più di qualcuno rinunci a partire immaginando che l’esborso economico sia importante. Ma è davvero così?
Se verso l’alto il limite è, come si dice, solo il cielo (due notti in un resort di lusso possono costare come un mese di viaggio in tenda) può essere interessante capire invece qual è il budget minimo per regalarsi una breve avventura cicloturistica in Italia.
Per farlo abbiamo contattato Giulia Baroncini, giovane cicloviaggiatrice polesana tra gli ospiti del BAM! dello scorso anno. Baroncini nel 2023 ha ripercorso il “Viaggissimo” fatto nel 1893 (!) dal pioniere Luigi Masetti, da Milano a Chicago. Cinque mesi in bicicletta attraverso l’Europa prima e gli Stati Uniti poi, tutto rigorosamente con budget low cost.


Giulia, come prima cosa ti chiediamo in che modalità hai viaggiato durante il tuo Milano-Chicago.
Avevo una bici gravel settata in modalità cicloturismo, quindi con le borse laterali con tenda e fornelletto al seguito. Sono stata via da giugno a novembre, dovevo coprire tre stagioni, quindi il bikepacking non era la scelta giusta. Io poi non pedalo guardando la performance, mi godo il viaggio e basta, quindi preferisco la comodità che ti danno le borse laterali.
Per quanto guarda gli alloggi invece come ti sei gestita?
Ho cercato di emulare Masetti il più possibile. Una cosa che ci accomuna, oltre ad essere entrambi originari di Trecento in provincia di Rovigo, è il fatto di aver lavorato tutti e due negli hotel. Gli hotel sono sempre posti un po’ freddi, dove al di là del “buongiorno” e “buonasera” con chi sta dietro al bancone è difficile conoscere davvero persone nuove.
Quindi come hai fatto, sempre in tenda?
Cercavo di farmi ospitare il più possibile, anche utilizzando piattaforme come Warmshowers o Couchsurfing, anche se in Europa non funzionano molto. Funzionano bene invece negli Stati Uniti, e nei due mesi e mezzo lì non ho speso nulla, sempre ospitata. In Europa si era sparsa la voce del mio viaggio sui social e un po’ di gente mi ha scritto direttamente per ospitarmi, altre volte sono stata da amici di amici, altre ancora in ostelli. Avevo con me anche la tenda e qualche volta mi sono fermata nei campeggi o nei giardini delle case dopo aver chiesto ai proprietari.


Hai fatto il conto di quanto hai speso in quei cinque mesi?
Durante i viaggi mi segno sempre tutto e alla fine mi piace controllare quanto spendo e come. In cinque mesi ho speso 4.800 euro, circa 30 euro al giorno. Una cifra in cui è compreso davvero tutto, anche il volo da Londra a New York e il traghetto per attraversare la Manica. Oltre alle piccole riparazioni che ho dovuto fare alla bici, e naturalmente il cibo e gli alloggi.
Giulia, veniamo a noi. Da dove si parte per organizzare un viaggio di un fine settimana in bici low cost?
Come prima cosa bisogna giocare un po’ d’astuzia. Per esempio scegliere un periodo di bassa stagione. L’autunno scorso sono stata in Sardegna e i campeggi costavano 10 euro, circa un terzo che a luglio o ad agosto. Poi naturalmente bisogna avere con sé la tenda e il fornelletto per dormire e farsi da mangiare in autonomia. Il campeggio libero in Italia non è permesso e bisogna tenerne conto. Dove non si trovano campeggi si può utilizzare Garden Sharing, una piattaforma dove le persone mettono a disposizione giardini o piazzole per la tenda. Questo non solo mantiene basso il budget ma ti permette anche di conoscere altre persone, un aspetto centrale dei viaggi in bici.


Per il cibo invece che consigli hai?
Se il gioco è spendere il meno possibile, i ristoranti sono i primi a saltare. Anche il cibo ha il suo budget, ma è l’unica spesa che non taglierei, piuttosto farei una notte in tenda in più, ma il cibo è il carburante che ci permette di viaggiare, visto che utilizziamo un mezzo meraviglioso e a propulsione umana come la bicicletta. Poi dipende molto dal livello di adattamento di ognuno. Per esempio io la mattina sto bene anche senza caffè, quindi non ho la necessità di andare al bar per la colazione o di portarmi la moka nelle borse.
Insomma è fondamentale sapersi adattare.
Certo. Per il viaggio a basso budget ci vuole anche più ricerca, devi programmarti bene tante cose. Per esempio bisogna controllare che nel paese in cui arrivi ci sia un supermercato aperto quando arrivi, o altrimenti fare la spesa durante il tragitto per avere la cena e la colazione. Come consiglio per chi è alle prime armi direi di passare per delle città, dove ci sono delle opzioni molto economiche per mangiare attorno a 10 euro o giù di lì, anche da asporto. Per la tenda invece le città sono sempre da evitare, almeno che non ci sia un campeggio.


Prima accennavi ad un viaggio in Sardegna in tenda. Quanto hai speso più o meno in quell’occasione?
Circa 450 euro per due settimane, sempre attorno ai 30 euro al giorno. Questo avendo fatto anche molte notti in struttura nella seconda parte del viaggio, nei dintorni di Cagliari. Anche in quel caso abbiamo studiato molto prima, controllando su Booking e Airbnb i prezzi e sapevamo cosa avremmo trovato.
Prima di finire facciamo un esempio pratico. Tre giorni e due notti in tenda, partendo in bici da Trecenta, il paese tuo e di Masetti: qual è il budget minimo?
In tenda si può stare tranquillamente sotto i 100 euro. Mettiamo 20 euro in media per una notte in campeggio, siamo a 40 euro. Poi diciamo una spesa di 15 euro al giorno per il cibo, che nella mia esperienza sono più che sufficienti, sono altri 45 euro. Totale fa 85 euro per tre giorni di pedalate in assoluta libertà. Naturalmente come dicevo va programmato tutto bene e si deve lasciare a casa un po’ del comfort a cui siamo abituati di solito. Ma questo è parte integrante del bello del viaggiare in bicicletta.







