Il Cammino Minerario di Santa Barbara, nella Sardegna sud-occidentale, continua a crescere, consolidando il proprio ruolo tra i grandi itinerari europei del turismo lento e sostenibile. A raccontarne l’evoluzione è Mauro Usai, sindaco di Iglesias e presidente della Fondazione che governa e promuove il percorso: un anello di circa 500 chilometri nel cuore del Sulcis Iglesiente-Guspinese che unisce archeologia industriale, paesaggi costieri spettacolari e sentieri montani, oggi sempre più frequentato sia da camminatori sia da cicloturisti.
«Il progetto sta andando molto bene – spiega – il Cammino Minerario di Santa Barbara è un percorso che alterna contesti paesaggistici molto diversi ma allo stesso tempo unici, dalle coste con gli strapiombi sul mare alle zone umide del basso Sulcis fino ai rilievi del Marganai».


A gennaio il prestigioso riconoscimento
Proprio questa varietà, insieme alla forte identità storica del territorio, è uno degli elementi che hanno convinto la community internazionale di Komoot – piattaforma leader mondiale per l’outdoor – a premiare, il mese scorso, il cammino alla Fiera del turismo di Stoccarda con il Global Choice Award come uno degli itinerari più affascinanti al mondo. Un riconoscimento che va oltre il semplice valore paesaggistico e che premia un modello di sviluppo territoriale alternativo alla Sardegna balneare più nota: «La Sardegna che si racconta fuori è quella dei grandi resort – osserva Usai – mentre qui emerge una Sardegna identitaria e culturale, che nel Sulcis Iglesiente trova una delle sue espressioni più autentiche».
Accanto al cammino a piedi, negli ultimi anni si è rafforzata la rete delle ciclovie minerarie, nate in parte contestualmente al tracciato escursionistico e poi progressivamente sviluppate e segnalate. Oggi pedalare lungo il Cammino di Santa Barbara significa percorrere antichi tracciati ferroviari minerari e vie di collegamento tra siti estrattivi, trasformati in piste ciclopedonali che attraversano milioni di anni di storia geologica e, poi, industriale.
«Andare in bici lungo la ciclovia del cammino significa attraversare paesaggi unici al mondo – sottolinea Usai – dove la bellezza del mare e dei monumenti naturali si fonde con quella dei siti minerari: basti pensare a Porto Flavia di fronte al Pan di Zucchero, il faraglione più alto del Mediterraneo».




E ora 2.000 pernottamenti a 10 euro
Il cicloturismo, come sempre, rappresenta anche uno strumento strategico di destagionalizzazione, tema cruciale per un territorio che punta su un turismo lento e distribuito lungo tutto l’anno. «La stagione dei cammini non è l’estate – ricorda il presidente della Fondazione – ma i mesi dal clima più dolce, quando è possibile camminare e pedalare con condizioni ideali».
Ed è proprio per incentivare le presenze nei periodi di media e bassa stagione che, a seguito del premio internazionale, la Fondazione ha lanciato un’iniziativa concreta: 2.000 pernottamenti al costo simbolico di 10 euro destinati a pellegrini e ciclopellegrini nelle posadas del cammino, piccoli ostelli ricavati dal recupero di edifici pubblici dismessi.
Si tratta di strutture essenziali ma accoglienti, spesso di proprietà comunale e ristrutturate grazie a fondi pubblici e comunitari, come l’ex caserma dei Carabinieri di Nebida trasformata in ostello da dieci posti letto, oggi in fase di ampliamento.
«E’ un incentivo per sostare lungo il cammino con un piccolo obolo a favore della Fondazione – spiega Usai – e allo stesso tempo un esempio di sostenibilità: riutilizziamo immobili esistenti senza consumare nuovo suolo».
L’offerta è valida nei periodi non di alta stagione, ovvero dal 10 febbraio al 10 giugno e poi dal 10 settembre al 10 dicembre, con l’obiettivo di distribuire i flussi e sostenere le economie locali lungo tutto l’anno.




13 milioni di euro da investire
L’andamento delle presenze conferma la bontà della strategia: il riscontro dei camminatori e dei pedalatori è definito «molto positivo» dal presidente della Fondazione, che sottolinea come il cammino consenta di scoprire «contesti fortemente segnati dall’attività estrattiva ma oggi riconquistati dalla natura, creando un unicum paesaggistico». Un patrimonio che la Fondazione punta ora a consolidare anche sul piano infrastrutturale, grazie a un accordo da 13 milioni di euro (tra fondi europei e regionali) che permetterà di aumentare i posti letto e potenziare i servizi lungo il tracciato, in collaborazione con i comuni aderenti.
In prospettiva, il Cammino Minerario di Santa Barbara si propone sempre più come modello europeo di rigenerazione territoriale attraverso il turismo lento: un sistema integrato di sentieri e ciclovie, accoglienza diffusa e recupero del patrimonio minerario che trasforma un passato industriale in risorsa per il futuro. E il premio di Stoccarda, insieme all’iniziativa dei pernottamenti simbolici, rappresenta non solo un riconoscimento internazionale ma anche un invito concreto a scoprire – a piedi o in bicicletta – una Sardegna diversa, autentica e ancora sorprendentemente poco conosciuta.







