Il progetto Catena Blu che vede protagonisti InCremona, nella persona di Giordano Nobile e di Alex Kornfeind, è stato presentato alla BIT un paio di settimane fa e ora è pronto a partire. Man mano le idee diventano concrete e prendono forma, in un progetto che vuole dare una nuova prospettiva al cicloturismo sportivo. Un format che sia in grado di unire natura, territorio, figure di esperienza, campioni del ciclismo e cultura. Dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia, passando per il Veneto, lo si fa però attraverso i corsi d’acqua: i fiumi. Un collegamento per parlare di storia, tradizione con un accento sull’enogastronomia e l’ospitalità.
«Il nome – ci spiega Alex Kornfeind – è “Catena Blu, Epopea dei Grandi Fiumi” e nasce dall’esperienza maturata da Giordano Nobile e da me nel campo del cicloturismo. In molti anni a seguito di diverse realtà e a raccontare progetti ho voluto proporre qualcosa che potesse unire tanti aspetti, tutti differenti e interessanti. Con il supporto di InCremona siamo andati a valorizzare il cicloturismo fluviale. Un aspetto che nelle Regioni interessate, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, ha un importante legame con il territorio».


Vita
L’acqua è vita, il lento muoversi della bicicletta ha permesso a molti progetti di nascere e a tante realtà di riprendere quota. Scegliere un turismo lento non vuol dire perdersi qualcosa, ma fermarsi ad apprezzare ciò che si ha davanti.
«Per decenni non abbiamo dato peso ai fiumi – racconta Alex Kornfeind – ma questi erano le autostrade dell’antichità e sono stati dei punti di riferimento per lo sviluppo di diverse civiltà. Anche in epoca più recente i corsi d’acqua sono rimasti centrali nello sviluppo del tessuto economico, sociale e storico del nostro Paese. Inoltre pedalare accanto a essi permette di aprire le porte a un cicloturismo sportivo, vero, ma anche introspettivo».


Campioni e racconti
La voglia è quella di raccontare la storia di territori importanti, unici e legati alla nostra tradizione. Storia e cultura si uniscono alla voglia di pedalare, con un format che nella testa degli organizzatori è ben preciso.
«Siamo partiti dal concetto di dividere i due aspetti – spiega ancora Kornfeind – ma senza slegarli. Pedalare rimane l’attività principale, e per attrarre i cicloturisti e gli appassionati anche all’estero abbiamo scelto un format facile, ispirato al Giro-E. Insieme ai gruppi pedaleranno ex atleti e campioni dello sport. Quindi abbiamo contattato delle figure che siano riferimenti per il territorio e un richiamo per chi pedala.
«Ci sono comuni che hanno sposato subito la nostra idea – prosegue – come quello di Sabbioneta e il suo sindaco. Il nostro obiettivo è quello di creare qualcosa che possa creare interesse verso il territorio e lasciare qualcosa. Strutture, punti di ristoro come ristoranti o cantine e un tuffo nella cultura. Pedalare, gustare e conoscere, ma con i giusti tempi e modi. Apprezzando in maniera piena il territorio».




Supporto e collegamenti
Una serie di percorsi, interconnessi grazie al supporto e all’esperienza di InCremona, che mette a disposizione mezzi, conoscenza e un’idea di lavoro ben chiara.
«Noi come agenzia di viaggi – dice Giordano Nobile – mettiamo a disposizione un supporto concreto fatto di biciclette, sia muscolari che elettriche, ma anche di guide e strutture. Servizi, alberghi, ristoranti, trasporto, supporto, tutto sarà curato nei minimi dettagli per fornire qualcosa di unico. Le nostre guide di CrArt (Cremona Arte e Turismo) saranno i riferimenti per la parte lombarda, mentre in Veneto e Friuli abbiamo avviato i contatti con guide locali. E’ importante avere qualcuno che conosce il territorio e che sappia raccontarlo sotto diversi aspetti».







