Una doverosa premessa: nel trattare l’argomento turismo negli USA – e cicloturismo in particolare – non intendiamo neanche sfiorare l’aspetto politico e sociale. Non si può però prescindere dal fatto che stiamo parlando di un Paese che sta vivendo una profonda trasformazione, che prescinde anche dalla sua situazione ai vertici, come testimoniato da chi è transitato con la propria bici ben prima delle ultime elezioni presidenziali.


Un mercato in ripresa, nonostante tutto
Detto questo, è chiaro che il Paese di assoluto riferimento per tutto l’Occidente sia visto oggi con qualche perplessità, da chi vuole progettare una vacanza a stelle e strisce, ma qual è la situazione attuale del turismo a stelle e strisce? A rispondere è Ivana Di Stasio, Booking Supervisor & Product Development Manager di Going.
«In questo momento – dice – stiamo notando un’interessante ripresa, dopo qualche settimana di fermo totale per le note questioni internazionali. Gli Stati Uniti sono la destinazione a lungo raggio che si attesta tra le prime per il nostro mercato.
«Guardando più specificamente al cicloturismo, è un tema molto interessante perché generalmente quando si pensa agli USA il viaggio per eccellenza è quello “fly and drive”, quindi si pensa all’automobile. D’altra parte, è una nazione che fonda la sua forza economica nello sviluppo industriale, ma è anche un Paese molto votato all’attività outdoor. C’è un sistema di parchi nazionali distribuito in tutto il Paese che sono molto diversi fra loro e quindi il cicloturismo è sicuramente un’altra componente molto interessante per un viaggio negli Stati Uniti perché esistono tanti bike trail molto sviluppati».


50 stati, un solo continente
Nella scelta di un viaggio americano su due ruote ci sono alcuni aspetti da considerare: «In primis va fatto un discorso climatico, perché parliamo di una nazione grande quanto un continente, che quindi attraversa fasi climatiche differenziate. Quindi se penso ad un viaggiatore italiano, è diversamente abituato rispetto a uno statunitense che si muove all’interno del suo Paese, il discorso climatico va assolutamente valutato».
Quando si pensa agli Stati Uniti, il primo concetto che emerge è quello dello spazio sconfinato. Tenendo appunto conto anche del differente clima, quale può essere considerata la destinazione principale per chi ama la bici? «A me viene in mente la Napa Valley, una delle piste ciclabili sulle quali io personalmente ho fatto un approfondimento. Siamo nella regione a nord di San Francisco, la regione vinicola della California dove c’è una pista ciclabile di oltre 70 chilometri che attraversa tutti i vigneti. La pista è apprezzata per due motivi: perché è un percorso paesaggistico straordinario e perché climaticamente è quella parte della California che offre quasi sempre bel tempo, ideale da affrontare anche d’inverno.


In bici nella terra del vino
«Inoltre siccome percorre tutte queste pregiatissime case vinicole riconosciute anche a livello mondiale, la bici è ideale per affrontare il percorso in luogo dell’auto considerando che quando si beve gli americani sono molto rigidi, non si può in alcun modo guidare, anche per questo è una pista molto battuta. Anche grazie a una fortissima promozione turistica».
Il sogno americano è costituito storicamente dal viaggio “coast to coast”, ma attraversare gli USA in bicicletta non è certamente semplice, rientriamo nel campo dell’avventura epica: «Ci sono anche dei percorsi che si fanno e che attraversano tutti gli Stati Uniti da est ad ovest, ma sono di difficoltà elevata perché non ci sono piste ciclabili ovunque. Quindi il mio consiglio, se un viaggiatore italiano vuole fare un percorso cicloturistico negli USA, un buon modo per cominciare è proprio questo percorso della Napa Valley. Tra l’altro le biciclette si possono affittare in loco, ci sono tante compagnie che mettono a disposizione bici e attrezzature, ma soprattutto è una regione che si presta molto a questo tipo di vacanza slow».


Gli USA non sono tutti uguali…
Come vengono visti i cicloturisti USA? «Gli statunitensi, come anche i canadesi, sono molto dediti alle attività outdoor, hanno l’abitudine di vivere all’aria aperta, dagli sport a livello agonistico più estremo alla fruizione della natura. Teniamo però presente che stiamo parlando comunque di 50 Stati. Non c’è dappertutto la stessa vocazione, ma lo stesso si potrebbe dire anche per l’Italia. Ci sono zone più attrezzate, più ben disposte e altre dove c’è una minor consuetudine».
Questo comunque significa che un certo mercato per il cicloturismo negli USA, quasi di risposta ai tantssimi che da lì vengono a conoscere il nostro territorio, c’è: «Quello che ci richiedono tantissimo sono le attività di un’intera giornata in bici e questo noi lo offriamo in queste zone degli USA dove c’è questo tipo di vocazione. Ad esempio noi proponiamo un’escursione in bicicletta a San Francisco ma anche a Chicago, a Santa Monica dove sulla spiaggia c’è una bellissima pista ciclabile che collega appunto la cittadina di Santa Monica a Benny’s Beach. Chi è appassionato di cicloturismo capita che ci richieda di vivere la città in bici, capita molto spesso».


Un mercato quindi in ripresa, anche grazie all’aspetto economico e al cambio dollaro-euro tornato abbastanza favorevole a chi abita al di qua dell’Atlantico: «Ci sono ancora per quest’estate delle ottime offerte, soprattutto di collegamenti diretti tra l’Italia e gli USA, c’è un’ottima disponibilità e questo fa anche abbassare abbastanza le tariffe. Un volo verso gli Stati Uniti non è tra le destinazioni più care che si possano immaginare…».







