«Il giro del Ballino è uno dei classici giri da fare in bici da corsa quando si soggiorna nella zona del Garda Trentino. Ho perso il conto delle volte che l’ho percorso ma è sempre un bellissimo giro per le strade e per l’ambientazione. Pochi chilometri tanta soddisfazione». A parlare è Michele Malfatti, guida e cartografo-tracciatore di percorsi nella zona delle Alpi Giudicarie, quindi nel sud ovest del Trentino.
Non è la prima volta che Malfatti “ci porta” in bici con lui. Ma questo anello, con partenza e arrivo a Riva del Garda, è perfetto per la primavera. Perfetto per riprendere il feeling con le salite, togliere la ruggine dell’inverno e tornare a respirare aria di montagna e tornanti.
Il Giro del Ballino, che prende il nome dal suo valico simbolo, il Passo del Ballino appunto, spesso affrontato anche dal Giro d’Italia e dal Tour of the Alps, ruota attorno al gruppo del Monte Brento e del Misone, due cime delle Alpi Ledrensi appartenenti all’area delle Giudicarie. Sono montagne meno note, ma proprio per questo ancora selvagge e capaci di mantenere un certo isolamento che ne amplifica il fascino.




Ballino e le Alpi Ledrensi
Il percorso prende avvio da Riva del Garda, lasciando il centro abitato in direzione della Valle di Ledro. La salita iniziale si sviluppa su una delle strade più suggestive della zona, con pendenze regolari che permettono di trovare subito il giusto ritmo. Prima della galleria che conduce a Ledro, si devia a sinistra imboccando la SP37 in direzione Tenno. La carreggiata si snoda tra gli ulivi e conduce verso la località Deva, da cui si apre un primo, ampio colpo d’occhio sul Lago di Garda.
Proseguendo, sulla destra, si nota il castello di Tenno, maniero privato in posizione dominante. E’ uno di quei punti in cui il paesaggio si impone con forza, tra lago e montagna. A questo punto si dà assalto al Ballino.
Prima però c’è forse la perla dell’intero giro, il Lago di Tenno. Si tratta di uno specchio d’acqua noto per il suo colore cristallino, che varia dal turchese al blu intenso grazie alla purezza delle sue acque. Situato a 570 metri di altitudine, rappresenta un ecosistema di grande valore, tutelato dal 2024 con l’istituzione della Riserva Naturale Locale Lago di Tenno. L’ambiente circostante, intatto e silenzioso, contribuisce a rendere questo passaggio uno dei momenti più iconici dell’intero anello.
Dal lago nasce il corso d’acqua che alimenta la spettacolare Cascata del Varone, visitabile attraverso il parco Grotta Cascata Varone: un sistema di sentieri, ponti e gallerie che permette di osservare da vicino il salto d’acqua incastonato nella roccia. Anche se è un anello per bici da corsa, l’ideale sarebbe quello di avere scarpe adatte anche per camminare. Certe soste infatti vanno gustate.




Verso il Passo del Ballino
Dopo il lago, la strada cambia ritmo: un breve tratto in discesa introduce una nuova salita nel bosco, sempre con pendenze costanti. In breve si raggiunge l’abitato di Ballino, dove una piccola piazza con fontana offre un punto di sosta naturale.
Ripartendo, la carreggiata prosegue con una leggera ascesa tra campi e boschi fino al Passo del Ballino, a 750 metri di quota, punto più alto del percorso. Il bello del Ballino è che è una salita “dolce” e panoramica. Da Riva del Garda, sostanzialmente, misura poco più di 15 chilometri per una pendenza media del 4,5 per cento. E soprattutto è abbastanza regolare. Insomma, il Ballino è perfetto per il cicloturista.
Da qui inizia una discesa scorrevole, caratterizzata da curve ampie e lunghi rettilinei immersi nel verde. Discesa che termina nella piana di Fiavè, tratto pianeggiante dove si trova anche un importante sito archeologico con resti di palafitte, oggi valorizzato da un museo locale.
Il percorso prosegue attraversando Stumiaga, Dasindo e Vigo Lomaso, in un contesto agricolo che cambia colore con il susseguirsi delle stagioni. E’ uno dei segmenti più rilassanti del giro, tra campi coltivati e strade poco trafficate. Ora domina potente il verde: margherite e gli alberi che riprendono vigore con le loro gemme nuove.
Oltre al Lago di Tenno e alla Cascata del Varone, meritano una visita le Terme di Comano, centro dermatologico di eccellenza a livello europeo. Da qui la strada riprende a salire con pendenze regolari. In realtà qui sarebbe ideale soggiornare prima o dopo l’uscita.




Lungo il Sarca fino al rientro
Bellezze finite? Macché. Usciti da Comano si imbocca la ciclabile del Limarò, ricavata dalla vecchia strada oggi chiusa al traffico. E’ uno dei tratti più spettacolari: la carreggiata è scavata nella roccia e affacciata sulla forra del fiume Sarca, che nasce dall’Adamello e sfocia nel Garda.
La ciclabile conduce verso valle costeggiando il Sarca tra vigneti e meleti, fino a Pietramurata. Qui il paesaggio cambia improvvisamente con le Marocche, una vasta area di frana glaciale che crea un ambiente quasi lunare.
Il percorso continua tra saliscendi fino all’ex centrale di Fies, oggi centro di arte contemporanea, e prosegue verso Dro e Ceniga, dove si ritrova la ciclabile. A questo punto basta continuare seguendo la ciclabile, che è sempre in lievissima e quasi impercettibile discesa e si rientra a Riva del Garda.
Una volta rientrati a Riva, ecco il momento ideale per concedersi una pausa gastronomica con la tradizionale carne salada, eccellenza del Trentino e simbolo culinario dell’Alto Garda.
In generale il giro del Ballino misura 63 chilometri e poco più di 1.000 metri di dislivello (qui la traccia), per questo, come dicevamo all’inizio, è ideale per il cicloturista e per questo periodo dell’anno. Non è duro e non è neanche facilissimo. Raggiunge quote fattibili, ma che al tempo stesso regalano panorami ampi e maestosi. Non resta che mettersi in sella!







