| 3 Aprile 2025

The Hills Gravel Race: tra fango e sorrisi, un giorno da rifare

SPRESIANO – Finalmente anche in Italia è arrivato un evento del Gravel Earth Series, il circuito mondiale che organizza le maggiori competizioni gravel in tutto il mondo (in apertura, foto di Chiara Redschi). L’obiettivo era unire la competizione al rispetto per la natura, la cultura del territorio, e lo spirito di aggregazione e divertimento tipico del gravel. The Hills infatti, ha lo scopo, oltre a quello della competizione, di far conoscere le colline del Prosecco, patrimonio dell’Unesco, attraverso la bicicletta.

L’evento ha preso il via dal Lago Le Bandie in provincia di Treviso tra i comuni di Villorba e Spresiano. Location dal punto di vista logistico perfetta, sia per l’ampia possibilità di posti auto, sia per la facilità di raggiungerla via auto, venendo dall’autostrada all’uscita di Treviso Nord. 

Al termine della giornata, con il fango sul volto: The Hills è stata una giornata di gravel piuttosto impegnativo
Al termine della giornata, con il fango sul volto: The Hills è stata una giornata di gravel piuttosto impegnativo

Gregari, no grazie

The Hills ha offerto la possibilità di pedalare su due percorsi di differente lunghezza: uno lungo da 183 km e uno corto da 89 km. Particolare (e molto apprezzata) è stata la scelta di far partire uomini e donne separatamente. Infatti, le donne sono partite 12 minuti dopo gli uomini, in modo che la competizione potesse essere il più “corretta” possibile, evitando il famoso fenomeno del “gregario uomo”.

Tuttavia, lo spirito gravel non è solo competizione, ma aggregazione e amicizia. Infatti numerosissimi sono stati quelli che non cercavano la competizione contro l’avversario e il tempo e hanno potuto pedalare in tutta serenità con gli amici. Ponendosi come semplice sfida, quella personale di finire il percorso in condizione metereologiche avverse.

Gaia Benzi, l’autrice dell’articolo, ha alle spalle una carriera da corridore su strada
Gaia Benzi, l’autrice dell’articolo, ha alle spalle una carriera da corridore su strada

Tra fango e volontari

La prima edizione ha avuto infatti un battesimo meteorologicamente sfortunato: non ha mai smesso di piovere durante tutta la durata della manifestazione! In più, avendo piovuto anche nei giorni precedenti, il percorso è risultato particolarmente fangoso, molto più simile a quelli che si è abituati a vedere negli eventi di ciclocross, rispetto alle strade di ghiaia che ci si aspetterebbe, da cui appunto prende nome la disciplina: gravel, in inglese ghiaia.

In compenso il percorso era ben segnalato, pieno di volontari pronti a chiudere il traffico ed a indicare le svolte. Non presentava tratti particolarmente impegnativi dal punto di vista tecnico. E nonostante la pioggia, si è potuto ammirare e scoprire lo splendido scenario delle colline del Prosecco. In più all’arrivo il ricco pasta party ha ripagato degli sforzi del freddo e del fango mangiato durante la pedalata.

Aspettative soddisfatte

In generale, si era partiti con l’obiettivo più che della competizione, di uscire dalla propria “comfort zone”. Infatti al di là della pioggia che ha reso la sfida e l’evento epico, pedalare tanti chilometri su strade sterrate è molto più impegnativo fisicamente che su asfalto. Alla fine le aspettative sono state pienamente soddisfatte.

Alla partenza il fatto di avere una griglia solo donne mi ha dato la possibilità di chiacchierare con ragazze con la mia stessa passione per la bici, occasione più unica che rara, sebbene piano piano, anche il movimento femminile amatoriale stia crescendo. Ero partita con l’idea di fare il percorso lungo da 180 km, ma un piccolo problemino tecnico al freno e le condizioni atmosferiche non proprio delle mie preferite mi hanno fatto optare per il percorso corto. Lungo tutto il tragitto è stato bellissimo avere l’occasione di scambiare due parole con ragazzi stranieri che hanno deciso di partecipare alla The Hills semplicemente per lo spirito di aggregazione e per visitare il territorio.

Con Gaia a The Hills c’era anche Marco Tonti, il suo ragazzo a sua volta ex corridore (foto Diego Del Favero)
Con Gaia a The Hills c’era anche Marco Tonti, il suo ragazzo a sua volta ex corridore (foto Diego Del Favero)

Tifo da stadio all’arrivo

L’arrivo, che corrispondeva allo stesso punto di partenza e si trovava leggermente rialzato, offriva la possibilità di vedere chi stava per raggiungere il traguardo, creando l’occasione per incitare e tifare i partecipanti. E’ stato emozionante poter fare il tifo per il mio ragazzo, che ha optato per il percorso lungo, durante i suoi ultimi sforzi e pedalate verso la fine. Pedalare per tanto tempo nel fango e sotto la pioggia ha pienamente soddisfatto il desiderio di sfidare i nostri limiti.

In più, l’evento ha offerto intrattenimento anche per gli accompagnatori che non pedalavano. Infatti è stato organizzato un bellissimo after party che ha dato la possibilità di vivere a tutto tondo lo spirito di aggregazione e amicizia del gravel. A questo punto, non resta che scoprire come sarebbe con il sole. Un altro buon motivo per iscriversi alla prossima edizione, no?

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