Da quando Andrea Raccagni Noviero, atleta della della Soudal Quick-Step, formazione belga del WorldTour, ovvero la massima categoria del ciclismo professionistico, ha scoperto il fascino della Repubblica Ceca ne è rimasto stregato. Il ragazzo ligure, classe 2004, ha conosciuto questo Paese grazie alla sua ragazza Eliska Sibravova, biatleta. I due si sono conosciuti lo scorso anno dopo che Raccagni Noviero era stata a correre in Repubblica Ceca con la nazionale under 23, da quel momento ogni volta che può passa qualche settimana immerso nel verde di questi boschi.
«Andando spesso a camminare e correre tra sentieri e foreste – racconta Raccagni Noviero – questi luoghi mi hanno stregato. Così durante la pausa invernale, prima di partire per la Repubblica Ceca per passare qualche giorno con la mia ragazza, ho comprato una mountain bike».


Fascino unico
Alla fine Andrea Raccagni Noviero ha ceduto al fascino e allo spettacolo della natura incontaminata che la Repubblica Ceca è capace di offrire ed è andato a pedalare alla scoperta di un Paese dai mille volti.
«Nonostante tutto possa sembrare simile – prosegue – non lo è davvero. E’ vero che non è un Paese con montagne alte o vette da scalare, i punti più alti che si raggiungono rimangono tra i 750 e i 1000 metri d’altitudine. Quello che però affascina, e rende unico il pedalare in Repubblica Ceca, è la varietà di sentieri e la loro pulizia.
«A differenza della Liguria, dove vivo, tra i boschi della Repubblica Ceca si trovano veri e propri single track o sentieri che ti portano per chilometri e chilometri nella natura incontaminata. A Liberec, nel nord del Paese, vicino al confine con la Polonia, c’è un percorso di una settantina di chilometri perfetto per chi ama il cross country. Il percorso misura 70 chilometri e praticamente non si pedala mai su asfalto, al massimo esci per pochi metri per poi rientrare».




Storia
Nel corso di questi ultimi mesi Andrea Raccagni Noviero ha scoperto tanti luoghi diversi, ognuno con il proprio fascino e la sua storia da raccontare.
«Uno dei percorsi più affascinanti – ci dice – è quello che passa dall’aeroporto abbandonato di Ralsko, una trentina di chilometri a sud di Liberec. In quell’area ti trovi a pedalare immerso nella natura, poi a un certo punti svolti e ti si apre davanti agli occhi uno scenario particolare con questi edifici enormi nascosti ormai dagli alberi. Devo ammettere che ne sono rimasto piacevolmente colpito, unire storia e natura ha un fascino davvero particolare. Vicino a Ralsko ci sono anche delle miniere abbandonate dalle quali una volta veniva estratto l’uranio».




Mtb e territorio
La mountain bike è una delle attività sportive più gettonate in Repubblica Ceca, anche se il periodo favorevole a un giro in bici è abbastanza ristretto visto il clima e le temperature percepite durante l’inverno.
«Io ho pedalato tra ottobre e novembre – racconta ancora Raccagni Noviero – non il periodo ideale ma devo dire che i sentieri erano sempre puliti e praticabili. Questo perché ci sono grossi sponsor che lavorano insieme allo Stato e ai vari enti comunali. Un esempio di tutto ciò lo si trova nei pressi della cittadina di Trutnov, dove è presente una collina con un dislivello di poco superiore ai 300 metri. Da lì partono sei o sette sentieri e nel giro di due ore e mezza li ho fatti tutti.
«Un altro aspetto affascinante – conclude – è la totale assenza di traffico e l’organizzazione dei tracciati. Grazie al padre della mia ragazza, anche lui appassionato di mountain bike, ho avuto modo di pedalare sempre lontano dalle strade asfaltate e dal traffico. La cosa incredibile è che ci sono tante strade bianche le quali durante l’estate e l’autunno vengono utilizzate dalle biciclette, mentre in inverno diventano vere e proprie piste di sci di fondo. Nonostante piova di più rispetto all’Italia, i sentieri hanno una manutenzione quasi maniacale. Inoltre il terreno non è mai viscido o particolarmente scivoloso anche se cade tanta acqua».







