E’ innegabile che la Valchiavenna sia un autentico scrigno di eventi ed emozioni. La Gravel Escape o il Passo Spluga Bike Day sono solo alcune delle manifestazioni che hanno richiamato folle di appassionati delle due ruote nel territorio e non è un caso, perché la Valchiavenna sembra fatta apposta per attrarre chi ama le due ruote. Questo si deve anche all’impegno dell’uomo per fare sì che la bici sia un mezzo di accompagnamento quotidiano, costruendo anche infrastrutture adatte. La Ciclabile della Valchiavenna è in questo senso un vero fiore all’occhiello.
La Ciclabile rappresenta uno dei percorsi più affascinanti e tecnicamente accessibili dell’intero arco alpino italiano. Si snoda lungo un territorio di confine che unisce la bassa Valtellina alle vette della Svizzera, offrendo un’esperienza che coniuga sport, storia millenaria e una natura incontaminata. Inserita nel sistema dei Sentieri di Valtellina, questa pista è una meta imprescindibile per famiglie, cicloturisti e amanti del trekking leggero.


Un aumento di presenze dell’8 per cento
Per questo la Comunità Montana e i Comuni hanno investito molto negli anni sul suo sviluppo e i risultati sono stati decisamente importanti. Nel 2025 sono stati registrati più di 90 mila ciclisti sul suo percorso con un incremento rispetto all’anno precedente di quasi l’8 per cento e se si parla di camminatori il numero è più che raddoppiato.
«Il cicloturismo ha conosciuto in questi anni un grande sviluppo – sentenzia il Direttore del Consorzio Turistico Filippo Pighetti – ma non intendiamo fermarci a questo, la crescita prosegue. Noi abbiamo un mercato domestico che è ancora molto forte, quindi lombardo, gli escursionisti che usufruiscono nel fine settimana della ciclabile e poi il grosso del mercato internazionale viene da Svizzera e Germania. La cosa interessante è che la Ciclabile accoglie tutti: chi la declina come ciclismo su strada con le grandi salite dei grandi passi alpini, chi come gravel o mountain bike sulle strade bianche ma poi ci sono i primi fruitori, i locali che la usano anche per gli spostamenti quotidiani».
La nascita della Ciclabile risale quasi agli albori del nuovo secolo: «E’ frutto della prima legge regionale sui sistemi turistici – riprende Pighetti – dove la Valchiavenna è stata all’avanguardia e nell’ambito di questa legge che finanziava i sistemi turistici, la totalità degli enti pubblici che definivano un po’ le linee di indirizzo individuarono quale asset principale lo sviluppo della Ciclabile.


Un percorso adatto alle famiglie
«E’ stato un lungo cantiere, ad oggi ancora in evoluzione, ma che è diventato un asset fondamentale per tutto il territorio. E’ un progetto rivolto ad un target familiare, nazionalpopolare, davvero cicloturistico, con molti agriturismi, ristori che insistono sul sentiero. Poi da qui negli ultimi anni la Comunità Montana sta sviluppando la prosecuzione verso la Valle Spluga, il tratto che arriva a San Giacomo Filippo e poi prosegue fino a Campodolcino».
Non è quindi un caso se il percorso risulta anche fra i premiati dell’Oscar del Cicloturismo, con il suo terzo posto del 2022. Il percorso si sviluppa per circa 42 chilometri, con un dislivello complessivo contenuto che lo rende adatto anche ai ciclisti meno esperti o ai bambini. Il tracciato inizia ufficialmente a Colico, sulle rive del Lago di Como, dove l’Adda incontra il Lario. Qui, sul fondo della Val Bregaglia, il paesaggio è dominato dal Piano di Spagna, una riserva naturale di straordinaria importanza ornitologica.


Ciclabile attrezzata per l’intermodalità
Il tracciato va considerato come parte della Ciclovia dell’Adda ed è ben collegato sia al Sentiero Valtellina che alla Ciclabile del Lago di Como. Questo significa che in uno spazio abbastanza ristretto, le opportunità turistiche sono molteplici e su questo aspetto il territorio, a cominciare dalla Regione Lombardia, sta investendo molto.
Non è quindi un caso se sia Colico che Villa di Chiavenna, altro capo a nord, siano perfettamente integrati con il trasporto pubblico, con le stazioni di Trenord lungo il suo sviluppo e gli autobus adibiti anche al trasporto di bici in servizio tra Chiavenna, Splugen e St.Moritz in Svizzera. Inoltre, cosa non da poco, tutti i suoi 42 chilometri offrono numerose scelte per aree di sosta, fontane d’acqua, noleggi, assistenza tecnica per le bici, stazioni di ricarica per le e-bike, numerose soluzioni anche per la logistica. Il tutto ben segnalato e facilmente raggiungibile.
Proseguendo verso nord, la pista costeggia il lago di Mezzola e segue il corso del fiume Mera. Il primo tratto attraversa la piana di Chiavenna, caratterizzata da ampi spazi aperti e una vista costante sulle pareti granitiche che cingono la valle. La qualità del manto stradale, quasi interamente asfaltato e protetto dal traffico veicolare, permette di godersi il silenzio dei boschi e il mormorio dell’acqua senza distrazioni.
Passando per i bellissimi borghi di Samolaco, Gordona e Mese si raggiunge la città di Chiavenna, insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e punto nodale del tragitto. Giunti qui, è d’obbligo una sosta per esplorare il centro storico risalente al XVI secolo, con le sue mura sforzesche. Le strade in pietra, i palazzi nobiliari e i ponti sul Mera raccontano di un passato in cui Chiavenna era il crocevia fondamentale per i traffici commerciali tra l’Italia e il Nord Europa attraverso i passi dello Spluga e del Maloja.


Alla scoperta del Crotto…
Per chi cerca una pausa gastronomica, la tappa ideale è un Crotto. Parliamo di cavità naturali formate da antiche frane, dove soffia il “sorel” (un vento a temperatura costante), sono utilizzate da secoli per la stagionatura di salumi e formaggi. Sedersi a un tavolo di pietra e gustare i celebri Pizzoccheri bianchi di Chiavenna o la caratteristica bresaola è parte integrante dell’esperienza ciclistica.
Lasciata Chiavenna, la ciclabile punta verso la Val Bregaglia. Dopo pochi chilometri si raggiunge la località di Piuro, chiamata anche la “Pompei delle Alpi” per i suoi scavi archeologici e che spicca anche per il cinquecentesco Palazzo Vertemate Franchi con bellissimi affreschi, dove si trova uno degli spettacoli naturali più iconici della Lombardia: le Cascate dell’Acquafraggia. Questo monumento naturale, citato persino da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico, colpisce per la sua maestosità.


Un viaggio che offre un grande spettacolo naturale
Le cascate offrono un’area verde attrezzata, perfetta per un picnic o una sosta rinfrescante prima di affrontare l’ultimo tratto. Da qui, il percorso diventa leggermente più impegnativo in termini di pendenza, inerpicandosi verso il confine svizzero di Castasegna. Il paesaggio muta nuovamente: i prati lasciano il posto a castagneti secolari, tra i più estesi e curati d’Europa, che in autunno trasformano la valle in una tavolozza di colori caldi. La sua chiusura è a Villa di Chiavenna, dove però si può proseguire il proprio viaggio su due ruote verso Val Bregaglia ed Engadina.
Pedalando lungo la ciclabile, l’osservatore attento può notare la ricca biodiversità della zona. Oltre alla riserva del Piano di Spagna, dove è possibile avvistare cigni e aironi, la valle ospita una vegetazione che varia dai canneti lacustri ai boschi di latifoglie. La conformazione della valle, stretta e profonda, crea microclimi particolari che favoriscono una flora rigogliosa anche a quote relativamente basse. A differenza di altri percorsi ciclabili più blasonati ma spesso sovraffollati, la Valchiavenna conserva un’atmosfera autentica e tranquilla.
E’ un viaggio che soddisfa non solo il desiderio di attività fisica, ma anche la sete di cultura e bellezza. Che si tratti di ammirare le incisioni rupestri nel Parco delle Marmitte dei Giganti appena fuori Chiavenna o di pedalare all’ombra dei campanili romanici, ogni chilometro rivela una sorpresa.







