La merla con le sue splendide piume bianche credette di essere scampata agli attacchi gelidi di gennaio. Questa volta aveva fatto scorta di provviste e si era rintanata nel nido con i suoi piccoli, aspettando che il mese più freddo passasse. Convinta che l’espediente avesse funzionato, lo splendido uccello uscì troppo presto dal nido e cadde nella trappola. Gennaio infatti non aveva preso bene la trovata e sfoderò proprio sul finire i giorni più freddi.
Quando la merla se ne accorse, non trovò altra soluzione che infilarsi in un camino e aspettare. Il freddo passò ma quando uscì da quel rifugio di fortuna, la merla si accorse che le sue piume bianche erano diventate nere. Per questo le furono dedicati gli ultimi tre giorni di gennaio e ne presero il nome.
Ebbene, dato che non vogliamo farci mancare nulla, ecco la Gravel della Merla: modo tutto ciclistico per omaggiare l’arrivo di febbraio ed esorcizzare il freddo. La saggezza popolare dice che se il 29-30-31 di gennaio farà caldo, la primavera tarderà ad arrivare. Se invece farà freddo, allora ci aspetterà una bella primavera. Per questo si spera in un bel freddo pungente, in modo che la gravel del primo febbraio diventi l’annuncio della bella stagione.


Gravel Therapy 2026: si parte
La Gravel della Merla si svolgerà il primo febbraio con base nella Corte La Regina di San Bassano, paesino di duemila anime in provincia di Cremona, che ha dato i natali a due campionesse del ciclismo su strada: Marta Cavalli e Federica venturelli. Il territorio non presenta grandi salite, per cui il percorso di 70 chilometri ha dislivello di 200 metri, come spiega Filippo Bertolazzi, uno dei tre fondatori di Boost Events, la società bresciana che organizza il Gravel Therapy: circuito di 13 prove fra Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna.
«Siamo una società che fa eventi – spiega – nata da una ASD, quindi dalla grande passione. Non siamo un’agenzia che vende: tutti gli eventi del Gravel Therapy sono nostri, il formato è uguale, le persone sono le stesse. Poi, visto che ce lo chiedevano, abbiamo creato il Boost Team e abbiamo aperto al pubblico con quattro modalità di associazione. All’interno di questo, abbiamo alcuni eventi anche al di fuori dei nostri, dei viaggi e l’organizzazione di attività di team building. Diciamo che abbiamo implementato l’attività in modo che possano iscriversi, sostenerci, supportarci e… sopportarci».




Dalla fioreria alla Corte
La Gravel della Merla è nata l’anno scorso e fa parte del calendario gravel di febbraio. Bertolazzi racconta di essere di Soncino e che vicino casa sua c’è un paese che si chiama Genivolta. E così, guardandosi attorno, si dissero che avrebbero potuto organizzare qualcosa dalle loro parti, visto che non lo avevano mai fatto.
«In un mese e mezzo trovammo un percorso – sorride – e come base scegliemmo una fioreria, sostanzialmente perché cerchiamo sempre location particolari. Non usiamo le piazze, ma sempre posti privati. L’anno scorso venne un centinaio di persone, così abbiamo deciso di mantenerla in calendario».
L’obiettivo, precisa, è crescere ed è un fatto che tutti gli eventi 2025 abbiano segnato un significativo passo avanti rispetto all’anno precedente.
«E visto che nella fioreria non potevamo più starci perché era troppo piccola – prosegue – e non c’era l’organizzazione giusta per il ristoro cui teniamo molto, abbiamo trovato una corte appena ristrutturata in mezzo alla campagna: La Corte Regina. Io che abito a 30 chilometri da lì non l’avevo mai vista. Ci passavamo vicino, ma senza aver mai capito che fosse un posto favoloso. L’abbiamo trovata quasi per caso, la proprietaria è stata super e quindi faremo tutto lì».


Location mai banali
Un po’ per lo spirito gravel e un po’ per un modo di essere allegro, spontaneo e contagioso, la Gravel della Merla non avrà infrastrutture pretenziose.
«Siamo molto easy – prosegue Bertolazzi – non abbiamo i catering e non mi piacciono i track-food. Sono bellissimi, ma mi danno l’idea di uno stacco fra me che sono in basso e loro lassù in alto. Quindi cerchiamo location un po’ particolari. In Franciacorta, le cantine. Nell’ultima Brianza Gravel eravamo nella fondazione Don Gnocchi, nelle sale del Centro Santa Maria alla Rotonda, che è particolarissima. Stessa cosa abbiamo fatto con La Corte Regina. Abbiamo conosciuto Laura (Parizzi, la titolare, ndr), le abbiamo spiegato quel che avremmo voluto fare e abbiamo trovato subito l’accordo».






Aspettando l’ultimo
Tornando al percorso, Filippo lo definisce ridendo: «Pianura vera. Anzi volendo si riuscirebbe a fare anche dislivello negativo!». Si pedalerà fra qualche argine dell’Adda e soprattutto nei campi. Il 90 per cento della Gravel della Merla è sterrato, con un passaggio nella Città Murata a Pizzighettone.
«Insomma – sorride – non è noiosa. Avremo dentro un po’ di tutto: c’è chi mena, chi guarda il cronometro e chi arriva dopo 5 ore. Di solito facciamo una sorta di partenza con un orario definito, ma anche quello è molto indicativo. Suggeriamo le 9,30 perché sia meno freddo, ma c’è anche chi anticipa e chi preferisce aspettare ancora. Li lasciamo abbastanza liberi, l’unica attenzione è per la logistica del ristoro, perché finché non arriva l’ultimo non si sbaracca».


Iscrizioni fino al 29 gennaio
Le iscrizioni resteranno aperte fino a giovedì 29 gennaio, con il tetto a 300 partecipanti, anche se nessuno mai è stato lasciato fuori e così sarà anche per la Gravel della Merla del primo febbraio. Costo dell’iscrizione di 30 euro, mentre la traccia GPX e la manleva saranno inviate via mail 2-3 giorni prima dell’evento.
Scherzando, Filippo si augura che quel giorno ci sia la nebbia. Nonostante lui non ami il freddo, quest’inverno è stato più mite del solito: un tocco di nebbia darebbe più suggestione ai dintorni. E poi non sarebbero i Giorni della Merla, se non facesse un freddo becco…







