Perché il Vietnam? L’idea di fare un grande viaggio è nata in occasione della mia laurea magistrale. Come regalo desideravo avere la possibilità di vivere un’esperienza che potesse stravolgermi, sia nel bene che nel male, e mi mostrasse davvero cosa ci fosse dall’altra parte del mondo. Per me e il mio compagno le vacanze sono solo sportive: nel 90 per cento dei casi, in bicicletta. Così, cercando tra i vari voli dall’Italia le mete più stravaganti, alla fine abbiamo optato per il Vietnam.
Oltre alla scelta del Paese, già di per sé originale, abbiamo deciso di esserlo ancora di più sulle zone da visitare: il Nord. La maggior parte del turismo occidentale infatti, è concentrato al Sud, dove si trovano le spiagge dal clima tropicale. Noi da bravi ciclisti scalatori, abbiamo deciso di partire all’esplorazione dei suoi monti.



Bici noleggiate ad Hanoi
Nei viaggi in aereo la preoccupazione più grande di ogni ciclista è la bici. Vista la lunghezza del viaggio ed i costi nell’imbarcare le sacche, abbiamo deciso di semplificarci la vita optando per un noleggio ad Hanoi. Nella capitale ci siamo affidati al negozio di Nguyen Quang Trung (un ex ciclista professionista vietnamita, con noi nella foto di apertura): Trung Bicycle. Oltre al servizio noleggio, ci ha aiutato con il trip design e la creazione delle tracce gpx.
Uno dei maggiori problemi riscontrati rispetto alle nostre vacanze in bikepacking europee, dove tracciamo in autonomia i percorsi, è stata la quasi totale assenza di tracce su Koomot e Strava. Poterci affidare alla gente del posto, sia per i consigli sui luoghi da visitare, sia per la scelta delle strade percorribili è stato essenziale.


Prima volta con la tripla
Abbiamo noleggiato una Giant Anyroad con tripla corona anteriore (30-39-50) e cassetta 11-32. Era la prima volta che pedalavamo con una tripla. Abituata al “lusso” del cambio elettronico sulla bici da strada e alla monocorona gravel, ho fatto inizialmente un po’ fatica ad abituarmici. I rapporti si sono rivelati però azzeccati, in particolare il 30×32 è stato provvidenziale sulle numerose salite affrontate, specialmente quelle all’11 e 12 per cento.
Grazie all’aiuto e ai consigli dei ragazzi di Trung Bicycle abbiamo percorso 540 km in 9 tappe. Il nostro itinerario non è partito da Hanoi, ma abbiamo preso un transfer che ci ha portato a Ninh Binh, a circa 90 km, il viaggio si è concluso sul lago Thac Ba.


Poche bici e Google Translate
Quello che ci ha stupito della capitale vietnamita è stata la quasi totale assenza di biciclette. Infatti, la maggior parte dei suoi abitanti si muove in motorino, non abbiamo visto ciclabili, ma abbiamo scoperto che esistono strade riservate alle moto. Le automobili sono numerose, specialmente quelle elettriche, e il parco macchina ci è sembrato decisamente più nuovo rispetto a quello italiano.
Giusto ad Hanoi, nonostante il traffico e la quasi totale assenza di un codice della strada, abbiamo avvistato 2 ciclisti sportivi non occidentali. Per il resto del nostro viaggio, a parte qualche gruppo di americani nei primi giorni, siamo stati gli unici (masochisti) ciclisti per strada.
Nel vedere qualche occidentale, e per di più in bici, lo stupore dei “locals” era davvero grande. Quando passavamo davanti a delle scuole, i bambini iniziavano a seguirci incuriositi per salutarci: chi con la sua biciclettina, chi con scooter elettrici (in Vietnam sembra che anche i bambini possano guidare le moto).




Ci hanno stupito e contagiato la spensieratezza e gentilezza della gente del posto, anche se abbiamo riscontrato parecchie difficoltà linguistiche, dato che in pochissimi parlano inglese. Se non fosse stato per Google Translate e la connessione 5G, presente praticamente ovunque, sarebbe stato particolarmente difficile persino prenotare al ristorante o pagare gli alloggi.
Asfalto buono e buche all’improvviso
La qualità dell’asfalto delle strade è stata un’altra grande bella sorpresa. Tutte le arterie principali sono perfettamente asfaltate. Bisogna però prestare MOLTA attenzione, specialmente in discesa, perché a volte l’asfalto termina improvvisamente lasciando spazio a buche, ghiaia e sterrato.
Nei villaggi agricoli le strade sono sterrate o in cemento, ma comunque facilmente percorribili. E’ stata impressionante la quantità di cantieri e lavori in corso nelle aree rurali, segno che il Vietnam sia un Paese in forte crescita. Probabilmente, tra qualche anno, le strade sterrate che abbiamo percorso saranno completamente asfaltate.




Acqua in bottiglia e carboidrati disciolti
Tra gli avvisi ai viaggiatori, è importante segnalare che le tracce non funzionano su Garmin, per la navigazione l’unica alternativa affidabile è Komoot. Per quanto riguarda l’alimentazione in bici, ci siamo affidati ai carboidrati in polvere da sciogliere in borraccia. Abbiamo bevuto acqua unicamente da bottigliette sigillate e fatto, su consiglio dell’ASL, vaccinazioni per tifo, epatite A, e salmonella.
Le temperature si sono aggirate tra i 16 e i 18 gradi, ma vista la forte umidità, la temperatura percepita era molto più alta. Siamo stati fortunati con il meteo. A parte un giorno di pioggia ed un po’ di nebbia, il tempo è rimasto abbastanza stabile




Siamo rimasti entusiasti dalla vastità di panorami: Fiume Rosso, montagne calcaree, terrazzamenti di riso e passi montani. Tutti paesaggi completamente diversi da quelli a cui siamo abituati. Ci hanno lasciato un po’ spiazzati la povertà di certe abitazioni nelle aree rurali e le forti differenze sociali. Infatti è frequente vedere capanne di bambù senza pavimento accanto a case moderne realizzate con le più stravaganti architetture di richiamo barocco.
E’ stato un viaggio molto impegnativo e ricco di difficoltà, che però ci ha insegnato tantissimo, ed aperto verso un modo di pensare diametralmente opposto a quello occidentale.







