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| 6 Marzo 2026

Strade Bianche asciutta e polverosa? Le dritte di Ballan

Salvo sconvolgimenti meteo dell’ultima ora, quella che si prospetta sarà una Granfondo Strade Bianche asciutta, forse anche polverosa. E quando si verifica questa situazione la sensibilità di guida diventa primaria. Magari qualcuno userà una gravel e sugli sterrati toscani non avrà proprio problemi, ma gli altri… dovranno rivedere molti dettagli.

A darci qualche dritta in merito è Alessandro Ballan. L’ex iridato ha disputato molte volte la classica toscana, tanto da salire persino sul podio di Piazza del Campo. E l’ha fatta con bici che nel corso del tempo hanno subito una certa evoluzione. La particolarità è tutta qui: guidare una bici da corsa su un terreno che non è l’asfalto. il fascino della granfondo Strade Bianche passa anche da qui.

Strade Bianche
Alessandro Ballan (classe 1979) sugli sterrati della Strade Bianche. Il veneto fu secondo nel 2011
Strade Bianche
Alessandro Ballan (classe 1979) sugli sterrati della Strade Bianche. Il veneto fu secondo nel 2011
Alessandro, la Strade Bianche si avvicina e sembra che sarà un’edizione secca e polverosa. Come cambia la guida? E’ più difficile guidare su quei terreni così sdrucciolevoli?

L’asciutto rende la strada più scorrevole, quindi le velocità sono più alte. C’è anche un po’ più di rischio di foratura perché il brecciolino si compatta meno sul terreno e quindi può capitare qualche episodio in più. Poi bisogna stare molto attenti nelle curve. Con la strada bagnata hai un’aderenza, a mio parere, superiore. Con tanto asciutto, avendo più brecciolino, è più facile scivolare. Diciamo che le accortezze tra una strada asciutta e una bagnata sono più o meno queste.

La polvere dà molto fastidio alla visibilità?

La polvere dà fastidio agli atleti, soprattutto nelle prime posizioni quando hai la moto di ripresa davanti oppure le macchine dell’organizzazione. Alzano tanta polvere e riducono la visibilità. E’ un po’ come andare in mezzo alla nebbia, per capirsi. In secondo luogo questa polvere, con l’andare dei chilometri, tende anche a entrarti in gola mentre respiri. Ti lascia un gusto diverso in bocca e ti costringe anche a bere un po’ di più.

Quindi è importante idratarsi meglio?

Io ricordo che arrivavo ai finali di certe Strade Bianche con il naso pieno di polvere anche due o tre ore dopo la gara. E mi ricordo proprio questa sensazione di gusto di terra in bocca che ti porti dietro per parecchio tempo.

La polvere da fastidio più alla gola e al naso che alla visibilità, specie se non si hanno moto o auto davanti (foto Alessandro Garofalo/La Presse)
La polvere da fastidio più alla gola e al naso che alla visibilità, specie se non si hanno moto o auto davanti (foto Alessandro Garofalo/La Presse)
E se si sta in mezzo al gruppo come si fa con la visibilità?

Di per sé la parte peggiore ce l’hanno quelli davanti, come detto se la macchina è molto vicina alla testa del gruppo. Ma questo non dovrebbe riguardare i gruppi degli amatori. In gruppo la bici alza un po’ di polvere, ma non crea una situazione di non visibilità così fastidiosa. Anche perché sui tratti di sterrato difficilmente il gruppo resta compatto: quasi sempre si procede in fila indiana e quindi il problema della polvere è minore.

E sul fronte della meccanica? Gli appassionati sono molto attenti alla loro bici. E non a torto, visti i prezzi…

Ormai non si ha quasi nessun tipo di problema. Pensiamo a tutti i componenti che sono integrati e anche alla componentistica wireless, che soffre sicuramente meno rispetto a un cambio meccanico.

Con lo sterrato asciutto come ci si regola con la pressione delle gomme?

Rispetto ai miei anni, una decina fa, c’è un abisso. Io correvo ancora con coperture più strette perché al massimo arrivavi a un 28 millimetri e avevamo la camera d’aria. Da una parte era anche più facile intervenire in caso di foratura, ma di contro si bucava molto di più. Oggi, come sappiamo, si usano coperture più larghe. Ma non solo: è cambiata anche la sezione della ruota, con cerchi più larghi che consentono di sfruttare meglio le coperture da 30 millimetri.

Hutchinson, Blackbird 32 mm
La gomma da 32 millimetri è lo standard più consigliato da Ballan
Hutchinson, Blackbird 32 mm
La gomma da 32 millimetri è lo standard più consigliato da Ballan
O anche più larghe…

Esatto. Immagino che i pro’ il giorno prima monteranno almeno un 30 millimetri, ma ci sarà chi userà un 32 e, se certi telai consentono il passaggio, anche un 34 millimetri. Con il lattice, poi, è logico che la pressione è cambiata radicalmente: si scende molto di più. Io con il 28 millimetri gonfiavo a 6-6,5 bar. Chi parte con il 30 gonfia le ruote a 3,8-4 bar, ma anche meno. La pressione è diminuita di circa un terzo.

Alessandro, hai parlato di velocità più alte. Qualche accorgimento di guida da tenere in considerazione?

E’ logico che lo sterrato non è asfalto e di base tiene meno. In discesa le strade bianche sono un po’ come un asfalto bagnato, ma ancora più scivolose. Un’accortezza può essere quella di sfruttare le corsie delle ruote delle auto, che sono più levigate rispetto al centro della strada o ai lati dove c’è molto più brecciolino. Dove il brecciolino è abbondante è facile che la ruota scivoli quasi come sul ghiaccio.

Strade Bianche
La partenza della granfondo Strade Bianche è fissata per le 7,30 (percorso da 87 km) e per le 9 (percorso da 137 km)
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La partenza della granfondo Strade Bianche è fissata per le 7,30 (percorso da 87 km) e per le 9 (percorso da 137 km)
Meglio una frenata corta e decisa, come il freno a disco suggerisce, o più modulata?

Sullo sterrato meglio una frenata modulata, assolutamente. Soprattutto con il freno davanti: se inchiodi rischi di far scivolare la ruota e di cadere. La frenata va sempre modulata.

Un’ultima domanda, Alessandro: ti piacevano di più la Strade Bianche in versione bagnata o in versione asciutta?

Sapete che alla fine non ho mai fatto una Strade Bianche bagnata? Ma non solo: non ho mai trovato neanche una Parigi-Roubaix con la pioggia. Ed è un peccato, perché nella mia carriera l’ottanta per cento delle gare che ho vinto le ho vinte sotto l’acqua. Con queste condizioni riuscivo a rendere sempre un po’ di più.

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