Nel 2022 ci pensò Marta Cavalli, una delle più forti cicliste al mondo, a spiegare al mondo del ciclismo come funzionasse il sistema Map MyOwn di Prologo, grazie al quale aveva contribuito allo sviluppo di una nuova sella. Si trattava della Scratch Eva, un modello disegnato appositamente per l’anatomia femminile, che Marta utilizzò e sviluppò quasi per un anno prima che venisse messa sul mercato.
L’utilizzo di Map MyOwn, che il 25 marzo è stato svelato nella sua versione più attuale, servì per identificare i punti di pressione del corpo femminile sulla sella e modellarne l’imbottitura di conseguenza.
«Tante volte – disse Cavalli – capita che una posizione non perfetta porti a comprimere qualche vena o un nervo e questo genera dei formicolii. Ognuno dovrebbe avere la sua sella e non semplicemente sceglierla perché è bella. Magari il lavoro che ho fatto servirà per allargare la base delle praticanti e farle stare più comode».


E’ arrivato Pressure Map MyOwn
Pressure Map MyOwn è l’evoluzione di quel sistema che Prologo ha immaginato, progettato, realizzato e sviluppato per bike fitter, rivenditori specializzati e team professionistici, dato che le informazioni che permette di raccogliere hanno bisogno di una lettura competente.
La valutazione dei vari punti di pressione consente infatti di individuare la sella più adatta ad ogni ciclista, portando al posizionamento più adatto alla sua anatomia, tenendo in considerazione il comfort e le performance, soprattutto prevenendo o risolvendo dolori o fastidi.


L’analisi più realistica
Il nuovo sistema si compone di un sottile tappetino dotato di 64 sensori ad alta sensibilità. E’ collegato a una centralina wireless alimentata da una batteria a lunga durata, che via Bluetooth trasmette a uno smartphone (grazie all’app mobile iOS o Android) i dati raccolti durante la rilevazione. Questo permette di svolgere le misurazioni non soltanto al chiuso, con la possibilità per il bike fitter di allagare la sua osservazione alla risposta del corpo alle vibrazioni, ai movimenti e alle pressioni dovute al ciclismo su strada, in pianua come pure in salita.
Ovviamente Pressure Map MyOwn è sviluppato per adattarsi ai modelli delle selle di Prologo, selezionando nell’app il modello che si utilizza nella fase del test. Tuttavia, per allargarne la diffusione, il sistema è compatibile con ogni marchio di selle sul mercato, quali che ne siano la forma e le dimensioni.




Tre protocolli di test guidato
Il nuovo sistema Pressure Map MyOwn consente di effettuare dei test liberi, in cui al ciclista è permesso di pedalare senza alcun vincolo di tempo o posizione in sella, assecondando le necessità e l’esperienza del bike fitter. In sostanza, applicando la copertura sulla sella, si può svolgere una normale attività mentre il sistema raccoglie i dati.
Prologo fornisce tuttavia un protocollo di test guidato per analizzare la pedalata in 3 differenti posizioni per una durata di 30 secondi ciascuna. La prima prevede una posizione più rilassata con le mani sulla parte alta del manubrio. La seconda è intermedia, con le mani sulle leve. La terza è più aggressiva e prevede le mani sulla parte bassa del manubrio. In ciascuno dei tre casi l’appoggio sulla sella varierà e Pressure Map MyOwn potrà registrare le differenti pressioni legate alle tre posizioni.


La verifica delle variazioni
I risultati del test vengono trasferiti sullo schermo e hanno la forma di grafici e tabelle, che consentono al biomeccanico di analizzare rapidamente la posizione del ciclista tramite valori di pressioni medi e massimi, distribuzione delle pressioni e bilanciamento in sella.
Dopo aver corretto e perfezionato il posizionamento sulla sella o aver individuato il modello più adeguato all’anatomia del ciclista in test, è possibile effettuare un nuovo test per verificare che ai cambiamenti introdotti corrisponda un miglioramento effettivo.
E’ superfluo sottolineare che Pressure Map MyOwn sia un alleato piuttosto importante per il bike-fitter che voglia andare a fondo nell’analisi del ciclista. Spesso si perdono delle ore ragionando di angoli e lunghezze, senza considerare che, come ci ha chiaramente detto Marta Cavalli, capita che una posizione non perfetta porti a comprimere qualche vena o un nervo e questo generi dei formicolii. Non c’è niente di peggio di trovarsi in sella in simili condizioni.







