Clelia Sessa, velista Luna Rossa in bici (foto LIV Cycling)Clelia Sessa, velista Luna Rossa in bici (foto LIV Cycling)

| 11 Settembre 2026

La sfida di Clelia: dalla barca alla bici, dal computer al cuore

MISANO ADRIATICO (RN) – Clelia Sessa è una velista da quando aveva cinque anni e suo padre Carlo (che è stato ed è ancora il comandante del Moro di Venezia) la portava ad allenarsi nel Lago Maggiore tutte le mattine prima della scuola, nonostante il freddo che da quelle parti sa essere pungente. La bicicletta è arrivata dopo, ma dice che tra i velisti è spesso una compagna per l’allenamento e il tempo libero

Clelia si occupa di meccatronica in un team sportivo che ha sede a Cagliari e la bicicletta è il suo modo per staccare dopo tante ore di lavoro al computer, alla scrivania o collegata a un motore dove lo spazio è spesso angusto.

Metti insieme la Sardegna, l’autunno che arriva, la passione per la bicicletta e la generosità che traspare nel racconto e capisci che l’impresa che ha progettato per il suo giorno libero – domenica 18 ottobre, il suo One Day Challenge – ha davvero un senso profondo.

«Faccio un giro di 320 chilometri – dice e si stringe nelle spalle, come una bimba che sa di averla sparata grossa – con 3.100 metri di dislivello. Adesso siamo nella fase di preparazione. Il motivo per cui lo facciamo è legato alla raccolta fondi portata avanti dalle Pink Flamingos, un gruppo che appoggio tantissimo».

A IBF 2026, Clelia Sessa era con Ruggero Tita, due volte olimpionico nella categoria Nacra 17, che la seguirà nella sua impresa
A IBF 2026, Clelia Sessa era con Ruggero Tita, due volte olimpionico della vela nella categoria Nacra 17, che la seguirà nella sua impresa
A IBF 2026, Clelia Sessa era con Ruggero Tita, due volte olimpionico nella categoria Nacra 17, che la seguirà nella sua impresa
A IBF 2026, Clelia Sessa era con Ruggero Tita, due volte olimpionico della vela nella categoria Nacra 17, che la seguirà nella sua impresa

Le Pink Flamingos

Ne avevamo già parlato, raccontando il Giro di Sardegna di Tonino Scarpitti con Carlo Alberto Melis. Le Pink Flamingos sono un gruppo di pazienti oncologiche (alcune per fortuna sono anche guarite), che ogni anno pedalano per la Sardegna raccogliendo fondi da donare agli ospedali, prevalentemente nella zona di Cagliari. 

Quest’anno i loro due obiettivi sono contribuire alla realizzazione di una palestra dedicata ai bambini ricoverati presso l’Ospedale Microcitemico di Cagliari e contribuire all’acquisto di un macchinario destinato alla ricerca delle cellule tumorali legate al tumore al seno.

«E’ successo che ho pedalato con loro per un paio di giorni – spiega Clelia – e ho pensato a tutte le volte che dico si essere stanca per il lavoro e ho guardato loro che vanno in bici come elemento di rinascita e libertà, sotto il sole, con il caldo e non si stancano mai. Così mi è venuta la voglia di fare qualcosa di concreto uscendo dalla mia comfort zone.

«Io nasco come velista e la bici l’ho scoperta tardi, però nel mondo della vela è una cosa che apprezziamo molto, secondo me per la diversità dei due elementi. Abbiamo un grosso rispetto per il mare, perché è dove navighiamo e che ci mette in difficoltà. Tante volte quando andiamo in un posto per le regate ci capita di vedere solo il porto. Invece avere la possibilità di girare in bici ed esplorare un elemento completamente diverso è veramente liberatorio».

A Misano con una cargo c'era anche  Carlo Sessa, padre di Clelia, con la piccola Manù
A Misano con una cargo c’era anche Carlo Sessa, padre di Clelia e velista di lungo corso, con la piccola Manù (foto Instagram)
A Misano con una cargo c'era anche  Carlo Sessa, padre di Clelia e velista di lungo corso, con la piccola Manù (foto Instagram)
A Misano con una cargo c’era anche Carlo Sessa, padre di Clelia e velista di lungo corso, con la piccola Manù (foto Instagram)

Sport e socialità

Ma non è tutto qui, non è solo per pedalare e fare fatica. C’è di più, c’è la dimensione sociale dello sport e l’aggancio con le Pink Flamingos ha dato l’occasione per riflettere su tutto questo.

«Nel ciclismo ci sono fatica e dedizione – riflette Clelia – tutto quello che ho potuto prendere dal mio sport e portare sulle due ruote. E appunto il messaggio che vogliamo mandare, oltre al sostegno a queste ragazze incredibili, è proprio il fatto che lo sport può essere vissuto anche in questo modo.

«Innanzitutto per la comunità. Vai in bicicletta dopo il lavoro, fai chilometri insieme, poi ti fermi al bar a bere un cappuccino. E’ un altro modo di socializzare con le persone con cui passi giornate intere al chiuso di un posto di lavoro. E’ un obiettivo liberatorio. Tanti lavori come il nostro sono totalizzanti, spiegare che nel giorno libero ci si possa concedere quella che potrebbe sembrare una pazzia magari sarà di ispirazione anche per altri».

Clelia Sessa ha scelto di compiere la sua impresa fra Cagliari e Olbia. Qui durante Ride Like King, evento dedicato a King LIu, fondatore di Giant (foto LIV Cycling)
Clelia Sessa ha scelto di compiere la sua impresa fra Cagliari e Olbia. Qui durante Ride Like King, evento dedicato a King Liu, fondatore di Giant (foto LIV Cycling)
Clelia Sessa ha scelto di compiere la sua impresa fra Cagliari e Olbia. Qui durante Ride Like King, evento dedicato a King LIu, fondatore di Giant (foto LIV Cycling)
Clelia Sessa ha scelto di compiere la sua impresa fra Cagliari e Olbia. Qui durante Ride Like King, evento dedicato a King Liu, fondatore di Giant (foto LIV Cycling)

Appuntamento al 18 ottobre

Le diciamo sorridendo che anche noi, ogni volta che abbiamo un giorno libero, ci spariamo 320 chilometri, ma ci rendiamo conto che nel dirlo c’è già venuta voglia di accompagnarla. E siccome lei l’ha capito, l’invito scatta subito e non è troppo per scherzo.

«Sono nata a Belgirate, ma Cagliari è il posto che mi ha adottata – spiega – per cui nello scegliere il percorso, ci tenevo a partire da lì. Volevo fare una roba durissima, proprio per andare fuori dalla mia comfort zone, fuori dalle mie capacità. Dovevo fare tanti chilometri e ho pensato a due opzioni. Una da Cagliari ad Alghero e l’altra da Cagliari a Olbia, per arrivare in una città importante della Sardegna.

«Alla fine ho scelto la costa est, quindi Cagliari-Olbia, perché sono zone che mi affascinano moltissimo e l’ho scoperto proprio vivendoci d’inverno. La Sardegna è bella tutta, però passare in quel lato il 18 ottobre, quindi totalmente fuori stagione, servirà a mostrare un lato bellissimo della regione senza i riflettori e il chiasso dell’estate».

La One Day Challenge di Clelia Sessa servirà anche a raccogliere fondi con le Pink Flamingos
La One Day Challenge di Clelia Sessa servirà anche a raccogliere fondi con le Pink Flamingos
La One Day Challenge di Clelia Sessa servirà anche a raccogliere fondi con le Pink Flamingos
La One Day Challenge di Clelia Sessa servirà anche a raccogliere fondi con le Pink Flamingos

Sport e lavoro

La sveglia alle 4 del mattino per allenarsi prima del lavoro e prima che arrivi il caldo. Le luci e tutto ciò che può servire per la sicurezza e per non dare problemi al lavoro.

«Pedalo nel tempo che riesco – spiega – e scarico la mente, è una roba impressionante. Adesso è un periodo in cui mi sto allenando tanto e quando torno, ho la mente libera e al lavoro mi sembra di rendere il doppio. Certo (sorride, ndr) non bisogna allenarsi troppo, perché poi non rendi abbastanza, però ho notato che essendo abbastanza allenata, la mia giornata lavorativa diventa più facile.

«Ho la testa più libera, sono rilassata, arrivo al lavoro che ho scaricato tutti gli stress che ci sono in qualsiasi ruolo di responsabilità. Le responsabilità mettono ansia e preoccupazioni e avere un modo per scaricarle, è fondamentale. Per ognuno è diverso: per me è la bicicletta, che mi aiuta davvero tanto a vivere meglio, a lavorare meglio, a sopportare di più, a essere anche più sul pezzo».

Il bello di IBF è che si può pedalare ed ecco Clelia Sessa nell'autodromo di Misano (foto LIV Cycling)
Il bello di IBF è che si può pedalare ed ecco Clelia Sessa nell’autodromo di Misano (foto LIV Cycling)
Il bello di IBF è che si può pedalare ed ecco Clelia Sessa nell'autodromo di Misano (foto LIV Cycling)
Il bello di IBF è che si può pedalare ed ecco Clelia Sessa nell’autodromo di Misano (foto LIV Cycling)

A Olbia per cena

La seguiranno altri velisti: quelli dei suo team e altri che l’hanno saputo. E’ diventata una challenge per tutti: era partita in sordina, ma sta diventando un evento per tutto il team. I velisti pedalano quasi tutti, l’anno scorso c’erano dei ciclisti che producevano l’elettricità di bordo, e l’impresa di Clelia sta facendo parlare.

«Cinque o sei persone cercheranno di farla tutta con me – spiega – altri solo per qualche pezzo. Partiremo verso le 4 del mattino e cercheremo di sfruttare la giornata a pieno. Inizialmente volevamo partire a mezzanotte per fare davvero una One Day Challenge, però sarebbe stato complicato con il ciclo del sonno.

«Per cui si parte alle 4 del mattino di domenica 18 ottobre, dovremmo fare i 25 di media, che sarebbero 13 ore. Mettiamoci qualche pausa e le ore diventano 18. Significa arrivare a Olbia per cena e poi dovremo organizzarci per tornare a Cagliari, che il lunedì si lavora. Per cui – dice ridendo – escluderei di rientrare il giorno dopo pedalando».

La sua LIV Avail è stata montata, messa a punto e ritirata nel negozio di Giorgio Carta a Cagliari (foto LIV Cycling)
La sua LIV Avail è stata montata, messa a punto e ritirata nel negozio di Giorgio Carta a Cagliari (foto LIV Cycling)
La sua LIV Avail è stata montata, messa a punto e ritirata nel negozio di Giorgio Carta a Cagliari (foto LIV Cycling)
La sua LIV Avail è stata montata, messa a punto e ritirata nel negozio di Giorgio Carta a Cagliari (foto LIV Cycling)

Da tutto il mondo

Pedalerà da Cagliari a Olbia su una LIV Avail che le è stata consegnata ad agosto affinché trovasse il modo per allenarsi e prenderci confidenza.

«La bici è molto bella – saluta – mi è stata consegnata nel negozio di Giorgio Carta a Cagliari, che verrà con noi e si occuperà del nostro supporto tecnico. Giant porterà anche altre biciclette per chi viene da lontano, dato che noi velisti siamo sparsi in tutto il mondo e chi viene da lontano può scegliere di non portare la bici. E poi pedaleranno con noi le ragazze di Pink Flamingos e questo è molto bello. E voi che fate, venite a pedalare con noi?».

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