Il traguardo più importante, per il Comitato Organizzatore guidato da Massimo Panighel e da Massimo De Bertolis (i due sono insieme nella foto di apertura), si può dire sia arrivato dopo quello delle gare… A qualche settimana dai Mondiali Mtb Marathon disputati nella Valle di Primiero, in provincia di Trento, emerge infatti con maggiore chiarezza il valore dell’eredità lasciata dalla manifestazione. Non soltanto sul piano sportivo. Ma soprattutto in termini di promozione territoriale, immagine e visibilità internazionale.
Il mondiale del 12 e 13 settembre scorsi ha portato la mountain bike di massimo livello nel cuore delle Dolomiti. Atleti provenienti da decine di Paesi hanno gareggiato in uno scenario naturale capace di diventare parte integrante dello spettacolo. Un binomio tra ciclismo e territorio che ha proiettato sempre più il Primiero e il Trentino verso un pubblico internazionale.


A sottolinearlo è stato Mattia Gottardi, assessore allo Sport della Provincia Autonoma di Trento, che ha definito il Mondiale un evento di assoluto rilievo. Gare spettacolari, panorami dolomitici e la partecipazione di atleti provenienti da circa 50 nazioni hanno difatti trasformato l’appuntamento in una grande vetrina per il territorio.
Un risultato che si inserisce in un 2026 particolarmente significativo per il Trentino. Come evidenziato da Paolo Pozzi, direttore operativo di Trentino Marketing, Olimpiadi e appuntamenti mondiali hanno rafforzato ulteriormente il posizionamento della provincia come destinazione capace di ospitare grandi manifestazioni sportive.


Dall’iride alla promozione turistica
Il vero patrimonio del Mondiale Mtb Marathon di Primiero è però destinato a svilupparsi nel tempo. Le immagini delle competizioni, dei sentieri e delle Dolomiti hanno contribuito a raccontare la destinazione a livello internazionale. Un patrimonio di comunicazione che può trasformarsi in attrattività turistica, soprattutto nei confronti degli appassionati di ciclismo – anche strada e gravel – e outdoor.
Un aspetto evidenziato anche da Antonio Stompanato, presidente dell’ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi. Il Mondiale ha rappresentato un’opportunità per valorizzare le bellezze locali e il risultato di un percorso iniziato diversi anni prima. Una crescita che ha avuto un passaggio fondamentale nel 2021 con la nascita della Mythos Primiero Dolomiti.


Il “boost” di Pedali di Marca
Dietro al progetto c’è inoltre il lavoro organizzativo di Pedali di Marca, guidata da Massimo Panighel. Un percorso durato sei anni e costruito attraverso la collaborazione tra organizzatori, istituzioni e territorio.
Proprio Panighel aveva indicato chiaramente l’obiettivo da centrare: fare in modo che il Mondiale di Primiero iniziasse davvero dopo il 13 settembre. Una manifestazione di questa portata non doveva rappresentare un punto di arrivo, ma la prima base di un progetto più ampio.


Ed è probabilmente questa la principale eredità dei Mondiali Marathon 2026. Aver utilizzato il grande ciclismo come strumento di promozione, costruendo un’immagine internazionale destinata a rimanere nel tempo. Il percorso del Trentino, del resto, guarda già avanti. Nel 2031 il territorio sarà nuovamente al centro del ciclismo internazionale con i “Super Mondiali”, una manifestazione che coinvolgerà ben 20 specialità su due ruote.
Primiero 2026 lascia quindi qualcosa che va oltre medaglie e classifiche. Lascia esperienza organizzativa, notorietà internazionale e un patrimonio di immagini e racconto. Un “heritage” che può continuare a generare valore per il ciclismo e per l’intero territorio trentino.







