Freddy Mair: «Ho imparato da biker a vendere l’Italia all’estero…»Freddy Mair: «Ho imparato da biker a vendere l’Italia all’estero…»

| 19 Febbraio 2026

Freddy Mair: «Ho imparato da biker a vendere l’Italia all’estero…»

Parlare con Freddy Mair nasconde un vagone di nostalgia, perché parliamo di un pioniere della MTB italiana, uno dei campioni del secolo scorso, uno di quelli che dimostrò come ci fosse un’alternativa al ciclismo su strada e si poteva fare attività importante e costruirsi una solida carriera sportiva anche su quell’allora nuovo mezzo girando il mondo per competizioni.

Proprio quell’anima vagabonda acquisita attraverso lo sport ha spinto Mair, una volta appesa la bici al chiodo, a sfruttare tutto quel bagaglio di esperienze per impiantare una nuova attività, dedicata al cicloturismo.

L'imprenditore altoatesino ai Giochi di Predazzo. Oggi gestisce un'azienda in grande espansione
Freddy Mair in questi giorni ha seguito i Giochi Invernali a Predazzo. Oggi gestisce un’azienda in grande espansione
L'imprenditore altoatesino ai Giochi di Predazzo. Oggi gestisce un'azienda in grande espansione
Freddy Mair in questi giorni ha seguito i Giochi Invernali a Predazzo. Oggi gestisce un’azienda in grande espansione

Oggi Mair, attraverso la sua azienda FunActive Tours specializzata in viaggi in bici e a piedi, ha per le mani un tesoro, con un fatturato di 8 milioni di euro l’anno e un parco di oltre 1.200 bici. Un lavoro instancabile, che ha uno strettissimo legame con il suo passato agonistico.

«Risale a una vita fa – ricorda Mair – ma non posso negare che la mia attività sia figlia di quello che facevo e in particolare di un’esperienza. Abbiamo organizzato una gara a tappe in Croazia dove ho conosciuto degli operatori austriaci che cercavano un consulente per l’Italia. Ho fatto il referente per loro due anni, sviluppando prodotti, gestendo i loro clienti, poi ho deciso di aprire la mia agenzia perché mi vedevo portato».

La tua attività è andata sempre in crescendo fino ad avere 1.200 bici a disposizione, come sei strutturato?

Io dico che adesso siamo a un livello limite e vorrei tenere quello che abbiamo. Non guardiamo più all’espansione, ma vogliamo alzare ancora di più la qualità da offrire ai clienti che viaggiano con noi. Lavoriamo soprattutto nel Nord-Est Italia, soprattutto nel Friuli Venezia Giulia. Tanti anni vidi fa una zona grezza, dove non c’era niente dal punto di vista cicloturistico, ma che era ed è una regione ideale perché è piccola con tante stradine senza traffico. Abbiamo due basi, una a Dobbiaco e l’altra a Trieste. Abbiamo diviso le bici un po’ lì, ma anche a Mestre.

Mair quando correva. E' stato un biker di punta dell'Italia anni Novanta, correndo in tutto il mondo
Mair quando correva. E’ stato un biker di punta dell’Italia anni Novanta, gareggiando in tutto il mondo
Mair quando correva. E' stato un biker di punta dell'Italia anni Novanta, correndo in tutto il mondo
Mair quando correva. E’ stato un biker di punta dell’Italia anni Novanta, gareggiando in tutto il mondo
Perché Mestre?

Siamo operatori ufficiali della Monaco-Venezia e abbiamo un tour che fa Venezia-Parenzo, così le bici arrivano a Mestre e ripartono da Mestre. Negli ultimi anni l’attività si è spostata tutto sull’asse Salisburgo, Villach, Tarvisio e Grado-Trieste. Così per noi Trieste è diventata un sito molto importante perché abbiamo dei tour che arrivano dall’Austria, dalle Dolomiti, da Venezia verso Trieste. Da Trieste partono poi i tour che vanno verso l’Istria e fino a Pola, a Parenzo innestandosi sula Parenzana in mountain bike.

Un’attività quindi prevalentemente estera?

Per certi versi sì. Ultimamente lavoriamo anche tanto con la Slovenia. L’ultimo tour che mi sono inventato è la Vienna-Trieste, sulle tracce della vecchia linea ferroviaria che collegava le due città al tempo dell’impero asburgico.

La Fun Active Tours ha due sedi principali, a Dobbiaco (BZ) e a Trieste
FunActive Tours di Freddy Mair ha due sedi principali: a Dobbiaco (BZ) e a Trieste
La Fun Active Tours ha due sedi principali, a Dobbiaco (BZ) e a Trieste
FunActive Tours di Freddy Mair ha due sedi principali: a Dobbiaco (BZ) e a Trieste
Quindi il tuo lavoro va un po’ al contrario di quel che fanno molti tour operator italiani, ossia non ti rivolgi tanto al mercato nazionale, quanto a quello estero…

Esatto, io praticamente vendo l’Italia all’estero. Il nostro vantaggio è che siamo bilingue e quindi ci rivolgiamo in primis a tutto il mercato tedesco, svizzero, belga, austriaco, ma abbiamo clienti da tutto il mondo.

Che tipo di bici va in questo momento?

Siamo nel pieno di un cambiamento. Fino a qualche anno fa erano in voga le solite bici trekking standard. Negli ultimi anni è cresciuta molto la richiesta della bici elettrica, che ci ha permesso di aumentare il nostro bacino di clienti, anche perché la nostra clientela è soprattutto over 50, gente che vuole godersi le vacanze in bicicletta. Questo ha portato a una trasformazione del nostro parco bici, due terzi del quale è oggi composto da e-bike.

Mair ha fondato la Fun Active Tours nel 2002, incentrando la sua attività nel Triveneto ma coprendo tutta Italia
Mair ha fondato FunActive Tours nel 2002, incentrando la sua attività nel Triveneto ma coprendo tutta Italia
Mair ha fondato la Fun Active Tours nel 2002, incentrando la sua attività nel Triveneto ma coprendo tutta Italia
Mair ha fondato la FunActive Tours nel 2002, incentrando la sua attività nel Triveneto ma coprendo tutta Italia
E’ difficile fare un paragone, ma come attività è più difficile quella che facevi prima, da corridore di alto livello o quella attuale?

Io dico sempre che prima mi sono divertito ad andare in bici, adesso mi diverto a “far” andare in bici. Vedere i clienti soddisfatti dopo un viaggio è la mia vittoria, frutto di un lavoro abbastanza complesso. Il nostro format prevede che cambiamo hotel tutti i giorni, gli portiamo le valigie, facciamo l’assistenza, gli diamo la documentazione per i viaggi, li riportiamo a fine tour al punto di partenza o all’aeroporto. Diamo un supporto completo, la loro soddisfazione alla fine è anche la mia.

Si dice sempre che la mountain bike sia in crisi rispetto a quando tu gareggiavi. Se guardiamo al di fuori del discorso sportivo, è ancora in voga o è stata un po’ soppiantata da altri tipi di bici?

La mountain bike c’è sempre. Forse una parte del suo mercato si è spostata verso la gravel, ma la richiesta di viaggi offroad è aumentata.

Il parco bici dell'azienda supera le 1.200 unità, oltre 800 delle quali sono elettriche
Il parco bici dell’azienda supera le 1.200 unità, oltre 800 delle quali sono elettriche
Il parco bici dell'azienda supera le 1.200 unità, oltre 800 delle quali sono elettriche
Il parco bici dell’azienda supera le 1.200 unità, oltre 800 delle quali sono elettriche
Da quest’anno che cosa ti attendi?

Ci siamo inventati un prodotto che si chiama Roda: Ride on Dolomite Alps. E’ sempre per un cliente non sportivo, una persona che vuole andare in bici però senza sudare più di tanto. Ci siamo messi insieme con Dolomiti Superski e abbiamo trovato dei format dove il cliente fa una settimana di mountain bike nelle Dolomiti e piuttosto che fare 2.000 metri di dislivello in bici, ne fa 1.500 con le cabinovie e 500 in bici, così anche clienti meno allenati riescono a farsi una bella vacanza pedalando tra le montagne, cosa che magari non avrebbero neanche sognato di fare.

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