Il turismo sta cambiando e il cicloturismo con esso. Consideriamo innanzitutto il fatto che ormai per la stragrande maggioranza delle persone, programmare una vacanza, cercare una destinazione, prenotare sono tutti passaggi che si svolgono per via digitale. La Rete ha cambiato questo come ogni altro aspetto della vita umana ed è un processo in continua evoluzione, attraverso il quale tutti devono fare i conti a cominciare da chi lavora in questo ambito.


All’ultima edizione della BIT il turismo digitale è stato argomento di un interessante dibattito, per capire come è cambiato il suo influsso sulle nostre abitudini, sull’evoluzione delle scelte popolari e in generale su quello del mondo delle due ruote. Fra i protagonisti della discussione anche Giacomo Giuriani, Business Director Forward per Lastminute, una delle principali piattaforme per i viaggi.
Quanto influiscono le nuove piattaforme digitali come la vostra nella ridefinizione del cicloturismo e quanto hanno pesato sulla sua espansione in questi ultimi anni?
Le piattaforme digitali stanno democratizzando il cicloturismo, rendendolo accessibile anche ai neofiti. Chiunque può trovare mappe, percorsi, strutture bike-friendly e consigli online, riducendo le barriere all’ingresso. Con Bike+Hotel, la nostra piattaforma proprietaria, colleghiamo domanda e offerta, valorizzando destinazioni sostenibili e semplificando prenotazioni e accesso a servizi. Strumenti come il nostro contribuiscono a rendere più agevole la pianificazione del viaggio e a migliorare l’esperienza complessiva del cicloturista.


Per la vostra esperienza, il cicloturista è cambiato, è più informato sui posti che vuole visitare, ha più esigenze?
Il cicloturista oggi è più informato, consapevole ed esigente, cercando comfort, autenticità e servizi di qualità. Mantiene esigenze tecniche come la ricerca di un hotel bike-friendly, percorsi sicuri e tappe ben strutturate. Pianifica distanze giornaliere e prenota alloggi lungo l’itinerario, integrando infrastrutture ciclabili e strumenti digitali. E’ un viaggiatore evoluto che richiede standard elevati e un’esperienza completa in ogni dettaglio.
Nel proporre una destinazione, quali sono i principali canoni da seguire, soprattutto pensando a un pubblico che sceglie le due ruote per visitare i posti?
Una destinazione deve essere sostenibile, accessibile e integrata: percorsi sicuri, infrastrutture continue, alloggi e servizi lungo l’itinerario. Deve valorizzare natura, cultura e tradizioni locali, offrendo un’esperienza progressiva e immersiva nel territorio e nella cultura del posto. La comunicazione deve evidenziare itinerari, sicurezza, strutture bike-friendly e l’impegno concreto per la sostenibilità, creando un ecosistema coerente e completo.


La vostra è una piattaforma internazionale: notate differenze nelle proposte di città italiane ed estere, in quanto a servizi, ospitalità, luoghi d’interesse?
Nel Nord Europa il cicloturismo è consolidato: infrastrutture continue, servizi diffusi e cultura bike-friendly avanzata. In Italia l’offerta è meno omogenea, ma cresce interesse e investimenti in infrastrutture e strutture dedicate. Il nostro Paese ha vantaggi unici, come clima favorevole e ricchezza culturale, che, insieme a un’ospitalità più strutturata, promettono una crescita significativa. Il divario esiste, ma la traiettoria è positiva e le distanze vanno riducendosi.
Il commercio in questo ambito si sta evolvendo e secondo voi in quale direzione?
Il mercato sta passando da un approccio “prodotto-centrico” a soluzioni integrate: itinerari strutturati, hotel bike-friendly, noleggio avanzato, assicurazioni e guide locali. L’orientamento è verso esperienze complete, personalizzabili e facilmente prenotabili, con l’esperienza del viaggio al centro.


Quanto influisce il mercato cicloturistico nell’insieme delle vostre attività?
Oggi il cicloturismo ha un peso contenuto, ma mostra una crescita costante e segnali molto positivi. Campagne strutturate e ben comunicate generano forte domanda, come evidenziato da progetti con Turismo Irlanda e BikeMi. E’ un segmento con margini concreti, strategico per turismo sostenibile e destagionalizzato, destinato a crescere con la domanda di viaggi attivi e consapevoli.







