Soggiornare al Fracanzana Bike Hotel significa immergersi nella storia. Perché quegli stabili che possono sembrare così moderni pur essendo immersi nel verde raccontano secoli di cambiamenti, passaggi del testimone e cambi di destinazione. Per risalire alle sue radici si torna addirittura al Medioevo, a quando la famiglia Fracanzan che arrivava dall’Umbria acquistò quei terreni, era il 1316 per stabilirvisi e da lì iniziare la sua scalata sociale, divenendo una delle più nobili e agiate famiglie del Vicentino, pienamente immersa nelle vicende della Repubblica di Venezia.
I giorni nostri parlano di un ampio hotel che da qualche tempo ha fortemente investito anche nel suo futuro ciclistico e molto ancora ha in procinto di fare. A raccontare il presente e il futuro della struttura è la responsabile commerciale Roberta Mecenero.
«Il Fracanzana Bike Hotel si trova a Montebello Vicentino – spiega – che è tra Vicenza e Verona. Siamo vicinissimi all’uscita del casello autostradale, quindi facilmente raggiungibili, inoltre abbiamo la stazione dei treni a 2 chilometri, quindi i biker che vogliono viaggiare in treno possono raggiungerci facilmente, anche perché dalla stazione abbiamo anche un servizio navetta che li porta in hotel».


Di tutto il passato c’è traccia nell’hotel?
Ne è parte integrante. All’interno abbiamo ad esempio un dipinto fatto da una persona del posto che descrive la Battaglia di Sorio dell’8 aprile1848, agli inizi della Prima Guerra d’Indipendenza, dove tutti i contadini sono andati con i forconi contro l’esercito austriaco per difendere le loro terre. Alcuni volontari italiani si rifugiarono nel casolare di allora per sparare contro gli occupanti, che alla fine ebbero la meglio, saccheggiando e bruciando la struttura.
Perché scegliere il vostro bike hotel?
Intanto nel territorio in cui sorge il Fracanzana Bike Hotel ci sono diversi itinerari percorribili, sia piste ciclabili che sentieri adatti alle mountain bike e alle bici a pedalata assistita per l’offroad. Le nostre guide stanno facendo degli itinerari che partendo proprio da Fracanzana portano fino al borgo di Soave, nel Veronese, ma si possono fare anche escursioni nelle montagne, nelle piccole Dolomiti che abbiamo qua vicino. Sono itinerari che prima di essere proposti vengono testati da noi.


La struttura ha mantenuto qualcosa della sua vecchia costituzione?
Sì, l’antica costruzione è parte di tutto lo stabile, dove ci sono le stanze c’erano le stalle, poi in fondo c’è ancora il cerchio dove c’erano i cavalli. All’interno l’hotel ha mantenuto le travi in vista, quando è stato fatto, si è cercato di rimanere fedeli il più possibile alla fattoria che c’era prima proprio perché era importante conservare quello spirito.
Quando avete virato verso il mondo cicloturistico?
E’ già qualche anno, ma è un “work in progress”. Tutta la parte di fronte alla piscina infatti è stata abbattuta per dare spazio a 20 nuove camere specifiche per cicloturisti. Sotto ci sarà tutto uno spazio dedicato alle bike, dalle postazioni di ricarica alla bike room dotata di tutti gli strumenti all’avanguardia. E’ da questa nuova ala che parte questo progetto. Abbiamo iniziato a lavorarci un anno fa circa. Prima avevamo una bike room molto piccola e senza le ricariche per le bici elettriche. Ma è il mercato stesso, i movimenti della zona che ci hanno indirizzato in tal senso.


Pensate anche a servizi specifici per cicloturisti?
Certamente. Intanto i cicloturisti possono portarsi le biciclette in camera e sappiamo che questo atto di cortesia è particolarmente apprezzato. Poi abbiamo il servizio navetta per accoglierli e riaccompagnarli se vengono in treno. Inoltre c’è la bike room, come detto piccola ma in ampliamento, dove se non vogliono portarsi la bici in camera, possono riporla in tutta sicurezza. Possono fare la colazione specifica su richiesta, la mattina presto, inoltre anche i pasti si possono modificare come abbiamo fatto lo scorso anno per il Giro d’Italia o le classiche venete quando abbiamo ospitato Astana, Jayco AlUla, Tudor e altri team. Poi c’è anche qualcosa di speciale…
Che cosa?
Offriamo dei servizi anche ai cicloturisti che non dormono direttamente in struttura: c’è ad esempio un’area camper dove si può parcheggiare potendo poi usufruire ad esempio delle nostre docce con accappatoi e asciugamani messi a disposizione.


La clientela ciclistica è tutta italiana o viene anche dall’estero?
C’è un mercato in forte evoluzione e ci stiamo accorgendo che è figlio proprio del nostro lavoro per il Giro d’Italia, quando abbiamo ospitato squadre professionistiche. Che, ci tengo a sottolinearlo, ci hanno contattato e da lì abbiamo partiti. Non so se hanno visto la promozione attraverso i social, fatto sta che abbiamo avuto tante prenotazioni dal centro Europa, soprattutto dalla Germania. Io ho fatto promozione per l’area camper in alcuni siti del Nord Europa dove questa forma di turismo è molto diffusa. Questo è un mercato in continua evoluzione e noi gli stiamo andando dietro, per questo i nostri lavori di ristrutturazione procedono a ritmo spedito, per farci trovare pronti quanto prima…







