«La cosa buffa è che è la salita che ha preso il nome dal nostro hotel ristorante. Di solito succede il contrario…». Ci scherza su Alberto Stocco nel ricordare come sia esplosa la mania per il Muro di Ca’ del Poggio che, effettivamente, nelle carte del Comune di San Pietro di Feletto (Treviso), risulta essere Via dei Pascoli. Un nome troppo… bucolico per una salita secca che si arrampica tra le colline del prosecco (in apertura, un’istantanea della GF Prosecco Cycling).
Ma dopo svariati passaggi del Giro d’Italia (il prossimo fra poco più di due mesi, in occasione della 18a tappa) ormai gli appassionati di ciclismo lo chiamano così e lo cercano per andare a sfidare le pendenze fino al 19 per cento di quell’impegnativo chilometro abbondante.
Ma non c’è solo il Muro. Per chi vuole arrivare in quest’angolo del Trevigiano non mancano le occasioni per inforcare la bici. E dunque vediamo cos’ha da offrire questo territorio.


La logistica per un weekend
«Iniziamo col dire che per arrivare al Ca’ del Poggio ci sono tre modi – spiega Stocco – per chi arriva in aereo c’è l’aeroporto di Treviso-Venezia, da lì c’è un servizio transfer che mettiamo a disposizione dei nostri ospiti per andarli a prendere. Per chi arriva in treno, la stazione più vicina è quella di Conegliano e andiamo a prenderli anche lì. Infine ci sono le tre uscite autostradali di Vittorio Veneto Sud, Vittorio Veneto Nord e Conegliano».
Una volta in struttura, il cicloturista può noleggiare la bici oppure usare la sua servendosi dei servizi che un bike hotel come Ca’ del Poggio offre dal ricovero per la bici (ma anche possibilità di portarla in camera), all’officina per riparazioni di meccanica di base.
«Per gruppi dalle 10 persone in su facciamo anche dei menù dedicati – specifica – ma siamo comunque molto attenti all’alimentazione e alla colazione. E proponiamo anche dei tour organizzati con delle guide».


I percorsi e la gastronomia
Un tour semplice per approcciare alla zona può essere quello che, una volta saliti in cima al muro, porta alla vista di Conegliano e del suo castello: «Quindi torniamo un attimo indietro – prosegue Stocco – verso San Pietro di Feletto, dove c’è la bellissima chiesa patriarcale del Cinquecento, con l’affresco del Cristo della Domenica. Da qui si scende fino a Refrontolo, dove si trova il famoso mulinetto della Croda, uno dei più antichi e che offre una vista veramente spettacolare». Sono circa 40 chilometri ma ovviamente non mancano le tracce dei percorsi sul sito per riempire un eventuale weekend di primavera.
Si prosegue poi con dei saliscendi toccando Rolle e Cison di Valmarino per poi rientrare al Ca’ del Poggio attraverso i Laghi di Revine. Una volta in struttura ci si può rilassare nella piscina a sfioro, un’infinity pool con una bellissima vista, dove si può godere un momento di relax magari sorseggiando proprio un calice di prosecco.
Il territorio non offre solo vino, ma anche altri prodotti tipici: «I formaggi, il miele – elenca Stocco -, degli insaccati molto interessanti, quali il salame e la soppressa. Inoltre, chi soggiorna da noi per più giorni, in una sera potrà vivere l’esperienza della carne cotta allo spiedo. Proprio in occasione dell’arrivo di tappa del Giro d’Italia a Pieve di Soligo ne organizzeranno uno gigante».




La chiave è il turismo slow
Il ristorante del Ca’ del Poggio invece è specializzato nel menù di pesce, ma non solo: «Oltre al pesce ci stiamo aprendo anche alla cucina vegetariana ed al menù di carne. Siamo molto attenti a tutte le intolleranze alimentari dei nostri ospiti, con un staff molto preparato. Due piatti tipici del nostro menù? Direi il risotto di mare ai sapori delicati e le crudité, il pesce crudo».
Nel 2019 questo territorio è diventato patrimonio Unesco: un angolo da preservare dalle insidie dell’overtourism: «Il turismo slow oggi è quello che noi cerchiamo perché abbiamo un territorio che non può essere visitato dalla massa – spiega Stocco -, perché manca la possibilità di ospitarla. Quindi la soluzione migliore, secondo me, è quella di puntare sul turismo slow e la bicicletta è il miglior modo per visitare le nostre zone». E anche a piedi. Tanto che al Ca’ del Poggio hanno deciso di organizzare una run podistica competitiva che, alla seconda edizione, ha fatto registrare già 5.000 iscritti: «Ma io non mi accontento: voglio portarla al decimo anno con 10.000 iscritti» chiosa Stocco.







