Robi Bike BellunoRobi Bike Belluno

| 22 Febbraio 2026

Due bici per fare tutto? L’opinione di un (buon) meccanico

Dal momento che una bici è molto più che un semplice oggetto, un buon meccanico è molto più che un operaio specializzato. E’ una via di mezzo tra un confidente e uno scudiero, tra un alchimista e un artigiano. Gli si chiede consiglio, si discutono con lui possibili soluzioni tecniche ed estetiche, a volte si passa da lui anche solo per fare due chiacchiere sul nuovo modello della tal bici o del tal cambio.

Esagerando un po’ si potrebbe parafrasare una battuta all’inizio di “Provaci ancora Sam”, il film di Woody Allen. Quando Sam Felix, il protagonista, dopo che l’ormai ex moglie gli dice: «Il mio avvocato chiamerà il tuo», risponde: «Io non ho un avvocato, digli di chiamare il mio dottore». Ecco, qualcuno di noi, al posto di Sam Felix, potrebbe anche rispondere: «Digli di chiamare il mio meccanico».

Enrico Viel, anima del negozio Robi Bike di Belluno, nonché del progetto ciclistico A Roda Alta, corrisponde molto bene a questa descrizione. E’ capitato così di parlare con lui delle innumerevoli tipologie di bici presenti ormai sul mercato, a cominciare da tutte le sfumature del gravel, ma anche di quelle da strada e delle mtb. Tra bici aero, da salita o all-rounder, mtb front, full o mullet, gravel race o adventure – senza contare tutti gli ibridi tra un modello e l’altro – viene quasi il mal di testa nel tentativo di orientarsi.

Enrico Viel Robi Bike Belluno, negozio di bici
Enrico Viel gestisce il negozio Robi Bike di Belluno, il più fornito della città dolomitica
Enrico Viel Robi Bike Belluno, negozio di bici
Enrico Viel gestisce il negozio Robi Bike di Belluno, il più fornito della città dolomitica

Due sono abbastanza, tre sono troppe

Al punto da chiedersi quante biciclette dovrebbe avere in garage un singolo essere umano per essere pronto ad ogni evenienza (e quanto grande dovrebbe essere quel garage). Ma secondo Enrico, che oltre ad essere un buon meccanico è anche un ottimo confidente, sono sufficienti due bici per coprire egregiamente tutto lo scibile ciclistico. 

«La prima cosa è capire il territorio in cui si abita – dice Enrico – in un posto montuoso come il nostro consiglierei una gravel race, che fa benissimo anche la funzione da bici da strada, e poi una mtb. Oppure una bici da strada e una gravel adventure, se si abita in luoghi più pianeggianti. Ma in quest’ultimo caso basterebbe anche solo una gravel un po’ stradale, con doppia corona e passaggio ruote generoso, diciamo da 45 mm. In questo modo puoi fare quasi tutto semplicemente cambiando i copertoni» .

Sarebbe meglio avere due treni di ruote, uno con gomme stradali e uno con gomme più larghe?

Le doppie ruote sono un po’ un falso mito secondo me. Intanto non è un’opzione super economica, e poi ci sono comunque sempre diverse regolazioni da fare, nei freni e nel cambio. A quel punto è meglio cambiare i copertoni quando serve, oppure utilizzarne un paio che siano sia scorrevoli che adatti allo sterrato. Ormai non mancano le possibilità.

Monstercross Enrico Viel
La monstercross di Enrico, un ibrido tra una gravel e una mtb
Monstercross Enrico Viel
La monstercross di Enrico, un ibrido tra una gravel e una mtb
Tornando all’idea delle due bici, dovendo indicarne due secche?

Se si vuole fare proprio tutto, una gravel race e una mtb. Con gravel race intendo una gravel che sia anche performante su strada, cioè con doppia corona. Una delle più vendute in Italia ultimamente è la Bianchi Impulso, oppure anche la Cervelo Áspero. Come mtb invece direi una full, con doppia sospensione, per riuscire a coprire quello che non si riesce a fare con la gravel. Le mtb front non hanno più tanto senso di esistere oggi, proprio perché sono state soppiantate dalle gravel. La vera mtb al giorno d’oggi è la full.

Tu però hai una monstercross, una gravel ammortizzata all’anteriore, a chi la consiglieresti?

Per dove abitiamo noi, nelle Dolomiti, è la bici perfetta per fare tutto con un mezzo solo. Monta gomme da 55 mm e la sospensione da 100 mm, quindi fai praticamente tutto quello che puoi fare in mtb. E’ perfetta anche per eventi come il Veneto Trail per esempio. Ma, di nuovo, è il territorio che decide.

Bianchi Impulso Robi Bike Belluno
Con una gravel race come la Bianchi Impulso si riescono ad affrontare molto bene sia sterrato che asfalto
Bianchi Impulso Robi Bike Belluno
Con una gravel race come la Bianchi Impulso si riescono ad affrontare molto bene sia sterrato che asfalto
Qualche anno fa, agli albori del gravel, si usavano le bici da ciclocross. Potrebbero essere ancora un’opzione valida? 

A mio parere sono troppo spinte e c’è il rischio di farsi venire male la schiena e al collo col passare dei chilometri. C’è un livello di bici che sconsiglio a chi non fa le gare, per via del carbonio più rigido e della geometria. Alla fine diventa una bici da strada e per usarla nel fuoristrada devi essere molto bravo ad usarla, quindi si rischia di perdere la versatilità

Per chi abita abita in montagna abbiamo detto. Per chi sta in pianura quindi bici da strada e gravel adventure? 

Sì, ma volendo si può anche puntare su una all-road e si è a posto con una bici sola. Ora molti modelli stradali permettono di montare gomme da 35 mm.

Ridley Grifn Robi Bike Belluno
Dovendo scegliere solo una bici per tutto, l’opzione migliore secondo Viel è una all-road, come la Ridley Grifn in foto
Dovendo scegliere solo una bici per tutto, l’opzione migliore secondo Viel è una all-road, come la Ridley Grifn in foto
Quasi una gravel…

Infatti nel Nord Europa usano tanto queste all-road, che sono una via di mezzo tra strada e gravel. Come per esempio la Ridley Grifn, una bici molto scorrevole ma in cui puoi montare portapacchi, parafanghi e anche la dinamo al mozzo. Con quella puoi farci davvero tutto, dalle gran fondo e ai viaggi in bikepacking.

Quindi volendo, tornando all’inizio e allo spazio in garage, il numero di bici si può anche ridurre ad uno?

Forse sì, perché questi ultimi modelli di cui ho parlato sono ancora più versatili delle gravel race, che di solito non hanno attacchi per portapacchi e parafanghi. Poi tutto dipende, di nuovo, dall’intenzione d’uso della bici e dal territorio che si ha attorno. Ma il bello del giorno d’oggi è che siamo pieni di alternative tra cui scegliere.

Sempre che si abbia un buon meccanico a cui chiedere consiglio, aggiungiamo noi.

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