MAROSTICA – Officina Battaglin è una specie di santuario in cui vengono custoditi i segreti delle bici fatte come un tempo. E, allo stesso tempo, usati come spunto per creare qualcosa di completamente nuovo. Qualche settimana fa siamo stati ospiti di un particolare open day dell’azienda, il giorno precedente di quello rivolto al pubblico.
Se il nome dell’azienda risuona nelle orecchie di qualcuno, un motivo c’è. Officina Battaglin è infatti di proprietà di Giovanni Battaglin, tra i più grandi corridori italiani degli anni a cavallo tra i 70 e gli 80. Siamo qui per vedere in anteprima i quattro nuovi modelli appena presentati. Anzi, che vengono presentati per la prima volta al mondo sotto i nostri occhi.




Fatte a mano in Italia
Nello showroom al primo piano dell’azienda ci accoglie Alessandro Battaglin, figlio di Giovanni, e ce li spiega uno a uno. C’è Modena, il modello da strada che sfrutta un’innovativa tecnologia basata sulla congiunzione tra carbonio e titanio (ne parleremo più nel dettaglio in seguito).
Dall’altro lato della sala vediamo invece Siena, una bici da strada costruita secondo la lavorazione più tradizionale e artigianale che ci sia, quella dell’acciaio. Gli altri due modelli sono Cortina e Matera, le versioni gravel di, rispettivamente, Modena e Matera. Tutti nomi italiani dunque, come anche i precedenti modelli Roma e Portofino, ed è tutt’altro che un caso. Officine Battaglin produce tutto in Italia, e vende (quasi) tutto all’estero.
I tubi, di acciaio e di titanio, arrivano dalla milanese Columbus, mentre le parti in carbonio vengono prodotte in Toscana. Tutto il resto, dalla progettazione, alla realizzazione dei telai, fino ai test e alla colorazione (e il montaggio dei componenti) avviene qui, nella sede di Marostica, in provincia di Vicenza.




Il ritorno all’anima dell’azienda, e della bici
L’azienda ha una storia più che quarantennale, essendo stata fondata da Battaglin senior nel 1982, cioè quando ancora correva. Durante quei primi decenni sono stati sperimentati diversi materiali, dall’alluminio fino ai telai in monoscocca in carbonio. Sembrava una scelta quasi obbligata, in un mondo sempre più alla ricerca di performance e leggerezza. Per questo l’acciaio venne accantonato, sacrificato sull’altare del (presunto) progresso.
Ma nel 2014 Giovanni Battaglin decise di fare una scelta controcorrente. Messi da parte i più leggeri, ma più anonimi, monoscocca, riprese a fare quello aveva sempre saputo (e amato) fare: telai in acciaio personalizzati. Questa scelta, basata sull’assoluta artigianalità della costruzione, che ha privilegiato la qualità alla quantità (sono passati da qualche migliaia a poche centinaia di telai l’anno), ma ha riportato l’azienda più vicina alla sua anima. E una scelta che ha pagato, dal momento che ora Officina Battaglin vanta migliaia di fedelissimi clienti sparsi in giro per il mondo.
Gli ultimi quattro modelli sono stati realizzati su un concetto nuovo per l’azienda. Non più, cioè, realizzati sulle misure personali di ogni cliente, ma basati su 7 taglie standard. Questa scelta semplifica e velocizza di molto la realizzazione dei telai, senza incidere sulla qualità dei prodotti, che rimangono rigorosamente fatti in Italia (anzi, a Marostica).




Acciaio Spirit o titanio e carbonio, ma tutto sempre artigianale
Infatti nella sede di Officina Battaglin i tubi in acciaio Spirit che poi diventeranno i modelli Siena e Matera vengono tagliati, fresati, puntati, saldati, spazzolati, verniciati. Tutto a mano, con un’attenzione certosina in cui ogni passaggio è curato al millimetro. Siena ha un passaggio ruote che arriva a 35 mm, ed è completata da una forcella in carbonio. Matera ha invece un passaggio ruote fino a 50 mm, e anche in questo caso la forcella è in carbonio.
Diversa invece è la lavorazione necessaria per realizzare Modena e Cortina. Questi due telai infatti sono in titanio e carbonio e si avvalgono di congiunzioni in titanio stampate in 3D. Ma non solo. I tubi in titanio non sono saldati alle congiunzioni, come avviene normalmente con l’acciaio. Questo perché, ci spiegano, il titanio saldato perderebbe molte delle sue caratteristiche peculiari. Da qui la scelta di incollare anche i tubi in titanio, come avviene per quelli in carbonio.
Questa tecnologia ha permesso anche di abbattere i tempi di produzione, oltre che di peso, eliminando del tutto la fase della saldatura. Il kit telaio di Modena e Cortina comprende anche la forcella in carbonio, e i passaggi ruote sono rispettivamente di 35 e 50 mm.
Quello che non cambia tra le bici di Officina Battaglin – che siano in acciaio o in titanio e carbonio – è la passione e l’anima con cui vengono costruite.







