Unpaved Roads Punta Ala, Toscana (foto Unpaved Roads)Unpaved Roads Punta Ala, Toscana (foto Unpaved Roads)

| 29 Aprile 2026

Un’anticipo di estate alla Unpaved Roads di Punta Ala

PUNTA ALA (GR) – Ci sono eventi gravel che riescono a condensare in poche ore tutto ciò che rende speciale questo modo di andare in bicicletta: esplorazione, fatica, incontri e una certa dose di improvvisazione. La tappa di apertura del circuito Unpaved Roads a Punta Ala, andata in scena domenica scorsa e a cui abbiamo partecipato, è stata esattamente questo. Un ritorno in Toscana dopo aver preso parte ad Unpaved Roads nelle Foreste Casentinesi. Stavolta, però, i faggi e gli aceri dell’Appennino tosco-emiliano hanno lasciato spazio alle pinete, alle strade bianche e agli scorci che si aprono improvvisi sul mare (foto in apertura).

Il quartier generale dell’evento è stato il PuntAla Camp & Resort, versione glamping di una base perfetta per ciclisti: qui già dal sabato si respirava l’atmosfera giusta, tra briefing tecnici curati dall’organizzatore Peppe Esposto, ritiro dei pacchi “gara”, lotterie con estrazioni di gadget tecnici e chiacchiere tra appassionati. Tra questi anche Andrea Borchi, anima del Tuscany Trail, fresco di rientro dalla Patagonia: uno di quegli incontri che danno subito la misura del livello e dello spirito della manifestazione. Del resto Unpaved Roads e Tuscany Trail (che prenderà il via il 20 maggio) fanno parte della stessa famiglia delle Bike Adventure Series.

No race, no stress

La domenica mattina, alle 9 in punto, il gruppo si è mosso compatto per poi sfilacciarsi quasi subito, complice la divisione tra i due percorsi previsti, uno da 83 e uno da 56 chilometri. La nostra scelta è ricaduta sul tracciato corto, più che sufficiente per godersi appieno la giornata seguendo quel “no race, no stress” che negli anni è diventato il mantra di Unpaved Roads.

Uno degli aspetti più interessanti di questi eventi, già notato una anno e mezzo fa nelle Foreste Casentinesi, è la varietà del pubblico. Accanto a gravel tirate a lucido spinte da gambe scolpite e polpacci tatuati di pedalatori navigati convivono e-bike, cicloturisti alle prime esperienze, coppie e gruppetti di amici che pedalano senza fretta.

Unpaved Roads Punta Ala, Toscana (foto Unpaved Roads)
Una giornata più estiva che primaverile ha accompagnato i partecipanti di Unpaved Roads
Unpaved Roads Punta Ala, Toscana (foto Unpaved Roads)
Una giornata più estiva che primaverile ha accompagnato i partecipanti di Unpaved Roads

Un brivido in discesa

I primi chilometri, per noi, scorrono su asfalto, giusto il tempo di prendere ritmo e lasciare la costa alle spalle. Dopo circa sette chilometri, la svolta: si entra nel bosco e cambia tutto. Lo sterrato prende il sopravvento, inizialmente con pendenze docili, poi sempre più deciso. Una carrareccia in falsopiano accompagna la salita verso il punto più alto del percorso corto, poco sopra i 500 metri. La fatica cresce gradualmente, senza strappi violenti ma con una continuità che si fa sentire.

La discesa successiva è di quelle che richiedono attenzione. Fondo smosso, alcune pietre, qualche tratto tecnico, insomma. Chi ha optato per la mtb scende più… allegro. Noi invece, in un tratto in discesa più veloce, peschiamo un “jolly”: una curva affrontata con troppa fiducia e la ruota anteriore che finisce in una pozza di sabbia alla quale, per noi che viviamo in Umbria, non siamo abituati. Nulla di grave, solo una risata con chi ci segue e la conferma che nel gravel l’imprevisto è parte del gioco. 

Quattro chiacchiere

Lungo il percorso si incrociano storie diverse. «Io vengo dai Castelli Romani – ci dice un partecipante – e sono qui per variare un po’ e vedere nuovi itinerari». Un altro arriva da Verona e, in un tratto facile che ci permette di pedalare appaiati, gli chiediamo su come sia pedalare sulle sponde del Lago di Garda in preda all’overtourism: «Io andrò controcorrente – spiega – ma sono favorevole ad impedire il transito alle bici sulle sponde del lago durante i giorni di bollino rosso. Personalmente me lo godo in bicicletta durante l’inverno».

Dopo la discesa, il tracciato si addolcisce. Si attraversa il fiume Bruna e proprio sul ponte alcuni rimangono colpiti dalla visuale («Ma che bello qui») e ne approfittano per tirare i freni e scattare qualche foto. Si entra in una fase più scorrevole, quasi rilassante e il paesaggio cambia ancora: campi, vegetazione spontanea, colori accesi. Siamo capitati in un gruppetto di venti unità che procede in fila indiana e, alle nostre spalle, una voce femminile si sofferma a osservare i colori del fiore di cardo, raccontando come venga cucinato dalle sue parti: «In Romagna facciamo il pasticcio di cardi – sentiamo dirle – ma da quando viviamo a Bolzano non li troviamo più». 

Unpaved Roads Punta Ala, Toscana
Un passaggio sopra il fiume Bruna. La prospettiva ha spinto molti a fermarsi lungo il percorso di Unpaved Roads a scattare qualche foto
Unpaved Roads Punta Ala, Toscana
Un passaggio sopra il fiume Bruna. La prospettiva ha spinto molti a fermarsi lungo il percorso di Unpaved Roads a scattare qualche foto

Nella Diaccia Botrona

La Riserva Naturale della Diaccia Botrona introduce a uno degli scenari più suggestivi della giornata. Costeggiando il padule capita anche di incontrare un gruppo di fenicotteri e buona parte del gruppetto si ferma per immortalarli. In lontananza appare Castiglione della Pescaia, con il suo borgo medievale che svetta sul mare. Per raggiungerlo, però, bisogna ancora zigzagare tra sterrati e passaggi interni alla riserva, un labirinto naturale che rende l’avvicinamento ancora più affascinante.

Il ristoro, posizionato sul lungomare, segna una pausa meritata. Il contrasto tra la tranquillità dei boschi appena attraversati e la vivacità della spiaggia già abbastanza affollata è netto. Qui il gruppo si ricompone, si scambiano impressioni, si ricaricano le energie prima dell’ultima parte.

La prossima? In Val di Sole

Il rientro verso Punta Ala riserva ancora qualche sorpresa. Un trivio interpretato male porta a deviare un gruppetto su uno strappo breve ma impegnativa. Colpa nostra. «Non ti preoccupare – scherza uno – tanto la mia gravel è elettrica». Poco dopo, il “debito” viene restituito quando siamo noi con un fischio a richiamare gli altri che hanno sbagliato sentiero, complice un’errata lettura della traccia fornita dagli organizzatori. Meglio allora formare un gruppo e proseguire insieme.

Gli ultimi chilometri scorrono così, tra collaborazione e condivisione, affrontando l’ultima asperità prima della discesa finale. L’arrivo al PuntAla Camp & Resort chiude il cerchio, riportando tutti al punto di partenza, ma con qualcosa in più: storie da raccontare, gambe stanche e quella sensazione difficile da spiegare che solo certe giornate in bici sanno lasciare.

Punta Ala ha aperto dunque il circuito Unpaved Roads, confermandone la filosofia: niente gara e niente stress. Il prossimo appuntamento è già fissato, il 27 e 28 giugno, a Mezzana (Trento), in Val di Sole (le iscrizioni chiudono il 3 maggio). Un cambio di scenario netto, dalle colline toscane alle montagne trentine: dislivelli differenti, ma da affrontare con lo stesso spirito. 

Unpaved Roads

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