Giuseppe Pecorino, ShardanaGiuseppe Pecorino, Shardana

| 27 Aprile 2026

Shardana in vista. Dritte e racconti da chi l’ha già fatta

Shardana Bikeventure: il grande viaggio in bikepacking attraverso la Sardegna per oltre 1.100 chilometri si avvicina. Partirà il prossimo 1° maggio da Olbia una nuova entusiasmante edizione del principale evento internazionale di bikepacking della Sardegna, pronto a confermarsi anche nel 2026 tra i percorsi più lunghi e affascinanti del panorama europeo.

Con un tracciato ad anello di 1.138 chilometri (ma anche di 874, 490 e 220 chilometri), l’evento accompagnerà i partecipanti in un viaggio attraverso paesaggi straordinari, territori autentici e comunità accoglienti, per poi fare ritorno a Olbia dopo aver attraversato l’isola in tutta la sua varietà.

Giuseppe Pecorino, Shardana
Giuseppe Pecorino è un habitué delle lunghe distanze. Ha viaggiato anche verso Capo Nord
Giuseppe Pecorino è un habitué delle lunghe distanze. Ha viaggiato anche verso Capo Nord
Giuseppe Pecorino è un habitué delle lunghe distanze. Ha viaggiato anche verso Capo Nord

Per la Sardegna…

Shardana Bike Adventure attraverserà numerosi piccoli borghi dell’entroterra, coinvolgendo direttamente B&B, agriturismi, cantine e piccoli liquorifici artigianali. Un sistema diffuso di accoglienza che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’evento, capace di connettere i partecipanti con l’anima più autentica della Sardegna. Le ultime notizie arrivate dal patron Massimo Molon dicono che il 60 per cento degli iscritti è straniero e ben il 98 per cento proviene da fuori regione: «Un dato significativo, soprattutto considerando come in passato la Sardegna fosse percepita come una destinazione complessa dal punto di vista logistico. Anche per questo abbiamo stretto accordi con Grimaldi Lines per ridurre i costi del viaggio, ci sono città partner e Comuni che hanno compreso il valore del progetto. Uno dei nostri messaggi è che la Sardegna è accogliente tutto l’anno, non solo d’estate per chi cerca il mare».

All’approssimarsi dell’evento abbiamo parlato con chi Shardana l’ha già vissuta. Giuseppe Pecorino, cicloviaggiatore di origine siciliana e residente in Toscana, racconta il suo approccio alla seconda partecipazione.

Shardana
Gli spazi immensi e genuini della Sardegna, l’arma in più di Shardana
Gli spazi immensi e genuini della Sardegna, l'arma in più di Shardana
Gli spazi immensi e genuini della Sardegna, l’arma in più di Shardana
Giuseppe, come ti stai approcciando quest’anno a Shardana dopo averla già vissuta?

La differenza principale è che, grazie ai legami nati lo scorso anno, questa volta partirò già in compagnia. Mi imbarcherò insieme ad altri partecipanti con cui ho condiviso la prima edizione. Non sarà più un viaggio in solitaria, ma un’esperienza condivisa fin dall’inizio.

Da dove ti imbarchi quindi?

Da Livorno, che è il porto più comodo per me. Farò Livorno-Olbia e, al ritorno, sbarcherò nuovamente a Livorno per poi rientrare a casa in bici. Vivendo a Pistoia sono circa 100 chilometri: li considero un perfetto riscaldamento! Così evito anche costi e pensieri legati all’auto.

L’organizzazione offre uno spazio temporale di 14 giorni per completare Sharadana. Tu che tabella di marcia ti sei fatto?

Penso di vivermela leggermente più lenta rispetto all’anno scorso che ho mantenuto una media di 100 chilometri al giorno, proprio perché la Sardegna ti offre tanto da vedere, da toccare con mano, quindi fermarsi un po’ prima e godersi quel turismo lento in un’isola fantastica secondo me ne vale la pena. Ecco, magari sostare in punti dove l’anno scorso sono passato più veloce.

Shardana
Non solo natura, con Shardana non mancano gli attraversamenti cittadini. E’ un’esperienza completa
Non solo natura, con Shardana non mancano gli attraversamenti cittadini. E' un'esperienza completa
Non solo natura, con Shardana non mancano gli attraversamenti cittadini. E’ un’esperienza completa
E hai già in mente due o tre alcune tappe che certamente farai?

Sì, alcune saranno legate anche agli eventi organizzati. Il 5 maggio, ad esempio, a Villacidro è prevista una serata con DJ set insieme a Moko di Radio 105, con cui ho condiviso parte del viaggio lo scorso anno. Lui è una persona fantastica, sempre positiva e operativa. In un’avventura così lunga condividi tutto: dalla tenda agli imprevisti. Sono esperienze che creano legami forti. Dopo Villacidro penso di fermarmi anche a Decimomannu e poi sull’altopiano della Giara, magari in modalità wild.

Dove si trova l’altopiano della Giara?

E’ situato nella parte centro-meridionale della Sardegna. E’ un luogo ancora incontaminato, dove si possono incontrare cavalli selvatici. Ci sono agriturismi autentici dove si respira davvero la cultura locale. E’ una tappa che consiglio assolutamente a chi viaggia in bici.

Parliamo di equipaggiamento, Giuseppe. Cosa cambierai rispetto allo scorso anno?

Poiché mi sto preparando per un altro lungo viaggio un po’ più ambizioso (Pecorino andrà in Sud America, tra l’altro è un seguace di Lanzaretti, ndr), sfrutterò Shardana anche come allenamento, come test. Viaggerò leggermente più pesante rispetto agli standard dei partecipanti, perché avrò tenda, avrò fornello… farò parecchi giorni wild. Porterò le borse laterali, da 20 litri ciascuna, piuttosto che un semplice, normalissimo bikepacking con borsa sottosella, borsa anteriore cilindrica.

Shardana
Uno dei consigli di Pecorino è quello di partire leggeri
Shardana
Uno dei consigli di Pecorino è quello di partire leggeri
Quindi borsa anteriore cilindrica e due posteriori laterali, ma niente zainetto…

No, lo zaino lo evito perché fa sudare la schiena e sul lungo periodo diventa scomodo. Porterò invece una sacca ultraleggera, utile per la spesa, quando si entra nei supermercati.

E la bici? Hai fatto modifiche forte dell’esperienza 2025?

Uso una Scott gravel in alluminio. Per Shardana monterò gomme da 40 millimetri. Sarebbe ideale arrivare a 42, ma sono al limite con il telaio. In Sardegna ci sono tratti impegnativi: sabbia, sterrati tecnici, anche scogliera. Una sezione più larga aiuta molto con il carico. Specie per me che con il peso che mi porto dietro devo cercare di non affondare eccessivamente.

C’è qualcosa che ti è rimasto particolarmente impresso?

L’accoglienza ricevuta dai sardi. Mi ha colpito tanto perché io comunque sono siciliano, quindi vengo da un’isola, mi sono accorto che i sardi sono molto uniti. Pertanto ho avuto un’accoglienza fantastica anche al di fuori di quello che era il contesto di Shardana. E ovviamente anche gli organizzatori sono stati straordinari. Per il resto è un nuovo modo di vedere i turisti. Il bikepacking è un turismo differente, un approccio diretto col territorio. E mi ha colpito proprio anche e soprattutto la libertà di poter fare un tour del genere... Nonostante io avessi qualche paura.

Shardana, Sardegna, mare tramonto
Lambendo la costa occidentale ci si può godere tramonti simili
Shardana, Sardegna, mare tramonto
Lambendo la costa occidentale ci si può godere tramonti simili
Paura…

Le mie preoccupazioni erano di entrare in un tour organizzato dove avrei avuto dei vincoli, delle tempistiche da rispettare, degli standard. Shardana invece mi ha colpito perché è libertà. Ti dà la possibilità di farlo in tantissime versioni, quindi da avventura di tre giorni dormendo in hotel, ad avventura lentissima con la tenda. In veste da competizione o come una sfida con te stesso. O ancora, come un periodo da dedicare a te stesso…

Che consiglio daresti a chi partecipa per la prima volta?

Consiglio di viaggiare leggeri, perché il clima è buono: lo consente. E perché comunque ci sono dei dislivelli da non sottovalutare in Sardegna, per quanto non si possa pensare. Attraversando anche l’entroterra, io consiglierei proprio di viaggiare più leggeri possibili.

Shardana Bikeadventure

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