La serie Stranger Things ha riportato in auge biciclette anni Ottanta, luci al neon e avventure adolescenziali a colpi di BMX e pedalate notturne. Ma cosa succede quando una bici davvero esistita, rimasta per una dozzina di anni in un garage, viene riconosciuta come incredibilmente simile a quella usata da Mike uno dei protagonisti della serie Netflix? E’ quello che è accaduto a Federico Giaretto, youtuber torinese di 33 anni, che ha deciso di affrontare un restauro completo (documentandolo in tre video sul suo canale) riportando in vita un telaio vintage trovato nel 2013 tra i cespugli in Liguria. Un lavoro durato settimane, tra pezzi irreperibili, soluzioni artigianali e tanta passione per il fai-da-te
Federico, come sei arrivato a portare questa bici su Youtube?
Faccio lo youtuber da cinque mesi, anche se in realtà i video sono una passione che ho da tanti anni, e alla fine ho deciso di provarci seriamente. La bici l’ho trovata nel 2013 durante una vacanza in Liguria, buttata nei cespugli. L’ho lasciata lì per tutta la vacanza, poi tornando a casa ho visto che era ancora lì e me la sono portata via pensando che un giorno l’avrei sistemata.


Quando hai collegato quella bici a Stranger Things?
Recentemente stavo riguardando tutta la serie perché doveva uscire l’ultima stagione e in una scena ho notato che il telaio era identico a quello che avevo in garage. Sono andato a controllare e in effetti cambiavano solo forcella e pochi dettagli. A quel punto ho deciso di provare a renderla il più simile possibile.
Avevi già esperienza di restauro?
Solo a livello estetico, roba leggera. Qui invece ho dovuto riportare il telaio a nudo, riverniciarlo, cambiare forcella, catena, manubrio. Me la cavo col fai-da-te: quando ho comprato casa ho fatto parecchie cose da solo, e poi chiedo consigli agli amici che ne sanno più di me.


Quali sono state le difficoltà maggiori?
Smontare il blocco pedali con le chiavi è stato un incubo, un pezzo non veniva via e ci ho perso mezza giornata. Poi trovare la pipetta giusta per il manubrio è stata un’impresa: girato negozi, siti online, Decathlon, ciclisti della zona. Uno di loro è stato profetico, quando mi disse: «Queste bici sono bellissime, ma impazzirai…». Alla fine, per l’attacco manubrio, mi sono costruito un adattatore a mano. Anche la forcella è stata complicata: quella che avevo ordinato on-line doveva avere il cannotto da 16 centimetri e invece ne è arrivata una da 14. Ho fatto rimostranze ma non è servito a nulla, per cui ho dovuto accorciare il tubo sterzo per farla entrare.
Hai dovuto improvvisare anche sul freno anteriore?
Sì, la forcella originale aveva una staffa per il freno a tamburo, quella nuova no. Avrei dovuto saldare, ma ho preferito usare una fascetta d’acciaio con un pezzo di camera d’aria per non rigare il metallo. Ha tenuto e l’ho lasciata così.
Quanto tempo ti ha portato via tutto il lavoro?
Più o meno un mese, lavorandoci delle mezze giornate. La parte lunga è stata sverniciarla e riverniciarla, poi il rimontaggio è andato più veloce. Anche rifare il sellino è stata una prima volta, ma il risultato mi ha soddisfatto parecchio.






E quanto hai speso più o meno?
Circa 200 euro in tutto, esclusa ovviamente la bici che avevo trovato. Ho speso un po’ di più per forcella e manubrio, poi il resto: catena, copertoni, vernici.
La userai oppure resterà un pezzo da esposizione?
E’ un po’ piccola per me e sono maniaco delle cose fatte bene, quindi usarla significherebbe rovinarla. Preferisco tenerla nel mio studio come una specie di trofeo.
Durante il restauro hai scoperto qualcosa di inatteso?
Sì, sotto la precedente vernice ho visto che era una Bianchi. Cercando online ho trovato lo stesso telaio, probabilmente di metà anni Settanta. Non so se nella serie di Stranger Things la bici sia davvero italiana, ma la somiglianza del telaio è impressionante.


Anche se sei nato nel 1992, tutto ciò ti ha fatto respirare un po’ di atmosfera degli anni Ottanta?
Sì, sono anni che non ho vissuto ma che mi affascinano. Un po’ li rimpiango. Per dire, la mia prima bici fu una BMX, quindi un po’ di quell’aria nostalgica che tanti hanno vissuto rivedendo la serie ce l’ho anche io.
Che riscontri hai avuto dal video?
Gli amici che mi hanno aiutato a girare le riprese mi hanno detto che è venuta benissimo. Io sono molto pignolo, se una cosa non viene non smetto finché non la sistemo. Un amico con una bici simile ora vuole rifare anche lui il sellino dopo aver visto come l’ho fatto.


Continuerai con restauri simili sul tuo canale?
Il mio canale segue quello che mi appassiona: se mi viene un’idea che secondo me è carina, ci faccio un video. Non per forza solo bici, ma progetti manuali, restauri, cose che mi incuriosiscono.
Il risultato finale è una bici tornata a nuova vita, capace di evocare l’immaginario di Stranger Things e dei ragazzini di Hawkins in fuga da Vecna e dal Mind Flayer (nella foto in apertura, Federico ha concluso il video con un effetto speciale in omaggio alla serie), ma soprattutto di raccontare la storia di un appassionato che, partendo da un rottame abbandonato, ha costruito un progetto paziente e artigianale fatto di tentativi, errori e soluzioni creative. Un perfetto esempio di come il ciclismo vintage, quando incontra la cultura pop e la voglia di mettersi in gioco, possa trasformarsi in un’avventura capace di mettere un garage… sottosopra.
Youtube – primo video







