Che la Croazia sia una delle mete turistiche preferite non è una novità, considerando lo splendido abbinamento tra la bellezza dei suoi paesaggi e i costi relativamente bassi se paragonati a servizi decisamente all’altezza. Il nuovo rapporto Cycle Tourism Index stilato da Bikenomist e komoot promuove il Paese affacciato sull’Adriatico in maniera prepotente, assegnandogli ben 6 delle prime 10 posizioni come meta più ricercata fra le destinazioni straniere.
Non è un caso, perché è frutto di una strategia perseguita per anni, promuovendo la vocazione turistica del Paese come primaria fonte di guadagno, ma questo può avvenire solamente fornendo qualità. Ogni singolo chilometro percorso in bici deve avere un significato, deve essere sostenuto da una struttura efficiente, che garantisca soddisfazione a chi ha scelto questa meta per le proprie vacanze. L’Istria è da anni considerata una delle regioni più valide da questo punto di vista e non è un caso se sia in cima alla classifica, ma nel corso del tempo anche altre zone sono diventate mete agognate.


Un investimento culturale complessivo
Come è avvenuto tutto ciò? Attraverso un investimento che prima di tutto ha guardato a un progetto generale. Da lì si sono sviluppate infrastrutture ciclabili diffuse e protette dal traffico veicolare, strutture ricettive riadattate alle esigenze dei ciclisti oppure costruite appositamente pensando a loro, percorsi che rendessero coste, pianure dell’entroterra, colline e centro storici come un tutt’uno. In questo modo la Croazia è diventata uno scrigno da scoprire piano piano, esattamente al ritmo della pedalata…
E’ chiaro che questo diventa un processo virtuoso: essere premiati dalla ricerca di Bikenomist e komoot, presentata all’ultima Fiera del Cicloturismo e basata sui dati di circa 50 milioni di utenti della famosissima piattaforma è la miglior forma di promozione alla quale si potesse pensare, anche perché essere presenti con sei destinazioni diverse dà un’immagine decisamente completa del territorio permettendo anche di avere un’ampia gamma di scelte.


Il primato indiscusso dell’Istria
Quali sono le mete privilegiate che hanno premiato la Croazia? Al primo posto non poteva che esserci l’Istria che ha aperto la strada a tutto il Paese verso il cicloturismo. Con il punteggio di 71,12, l’Istria è risultata la vincitrice assoluta di questa speciale classifica, dimostrando che ormai la dizione di “Toscana croata” le va stretta. Parliamo di un territorio che è un perfetto mix tra coste cristalline, dove il bagno non ha niente da invidiare a località esotiche molto più caldeggiate dalle agenzie turistiche, e borghi medievali posti nell’entroterra e che sono sempre più ricercati dai cicloturisti.
Un importante contributo in tal senso è venuto anche dalla crescente popolarità della Parenzana, ormai considerata una delle ciclovie più importanti dell’intero caleidoscopio europeo, un percorso ricavato da una vecchia ferrovia riconvertita in pista ciclabile che attraversando gallerie e viadotti regala emozioni già solo percorrendola, nel viaggio stesso, portando in luoghi incantati. Il fatto di essere percorribile tutto l’anno è un valore in più, la colonna portante del successo istriano.


Krk, Zara, Sebenico: c’è da scegliere…
Sicuramente più sorprendente è il terzo posto della regione di Primorje-Gorski Kotar, parliamo della zona litoraneo-montana della Croazia che si distingue per la sua diversità, con le montagne di Gorski Kotar che fanno da controcanto alle isole del Quarnero come la famosissima Krk e Lussino e il fatto che sia un territorio percorribile in una sola giornata è un valore in più.
Poco sotto nel gradimento generale è la regione di Zara, apprezzata per la qualità dei suoi itinerari di collegamento fra parchi nazionali e arcipelaghi, con la perla del percorso straordinario intorno al mare di Novigrad, un tracciato ciclabile ormai celebre in tutto il mondo. Non da meno è la zona di Sibenik-Knin dove a spiccare è la notevole offerta naturalistica con il Parco Nazionale di Krka che permette di pedalare lungo le sponde di fiumi e cascate.


Dubrovnik, una sorpresa per chi non c’è stato
Di grande impatto la zona meridionale della Croazia, con la regione di Dubrovnik-Neretva che forse è ancora un po’ misconosciuta rispetto alle altre ma che sa regalare scorci indimenticabili lungo l’Adriatico. Non dimentichiamo che qui passa l’Eurovelo 8, la rotta ciclabile che collega Spalato a Dubrovnik attraverso una delle zone costiere più belle d’Europa.
A chiudere la Top 10 è la regione di Lika-Senj, sede del celebre Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice e qui trova pane per i suoi denti chi vuole uscire dalle più comuni rotte cicloturistiche per andare alla ricerca di qualcosa di più selvaggio, sorprendente, avventuriero fra le montagne del Velebit e i paesaggi carsici.


L’importanza dell’intermodalità
Un successo di squadra. Ma che non sarebbe possibile se a livello statale in Croazia non si fosse compreso che, per valorizzare convenientemente questo patrimonio e farne un importante volano economico per tutto il Paese era necessario dotarlo di due capisaldi: la sicurezza sulle strade e l’accoglienza specializzata, che passa anche attraverso l’intermodalità, ad esempio con un perfetto abbinamento fra bici e traghetti per essere trasportati con una modica spesa in una delle oltre 1.100 isole che compongono la parte croata che si affaccia sul mare (anzi, si immerge in esso…).
Scegliere un’escursione di più giorni in gravel fra i vigneti istriani oppure un viaggio bike packing fra le isole dalmate di Hvar o Brac può essere la giusta soluzione per una vacanza indimenticabile e che non prosciughi il portafoglio…







