PADOVA – La Fiera del Cicloturismo si è spostata da Bologna a Padova. Spazi più ampi per un format sempre più in espansione. Abbiamo assistito ad un gran numero di talks suddivisi fra i tre palchi concepiti dall’organizzazione di Bikenomist e spalmati sui tre giorni dell’evento che si è concluso ieri. Molti gli stand ed i visitatori che sono approdati (alcuni anche in bici, visto l’apposito parcheggio allestito accanto ai padiglioni) per organizzare le prossime vacanze in bicicletta: insomma, il movimento ormai è una bella realtà.
Del resto il cicloturismo in Italia continua a crescere e a strutturarsi come uno dei segmenti più dinamici dell’intero comparto turistico. A certificarlo è il Rapporto “Viaggiare con la bici 2026”, realizzato da Isnart-Unioncamere in collaborazione con Legambiente e presentato proprio alla Fiera del Cicloturismo, che restituisce una fotografia aggiornata e significativa del fenomeno.


49 milioni di presenze
Nel 2025 le presenze cicloturistiche hanno raggiunto la quota di quasi 49 milioni, confermando la solidità di un trend ormai consolidato. A questo dato si affianca un impatto economico complessivo pari a 6,4 miliardi di euro, cifra che evidenzia il ruolo sempre più rilevante della bicicletta come leva di sviluppo per i territori.
Non si tratta più solo di un turismo legato alla pratica sportiva, ma di un’esperienza articolata che coinvolge più ambiti. Il rapporto sottolinea infatti come un cicloturista su due abbini la pedalata alla scoperta culturale ed enogastronomica, segno di una domanda che cerca esperienze complete e integrate. La bici diventa così un vero attivatore di altri turismi, capace di valorizzare patrimoni locali e tradizioni.


Raggiunta la parità di genere
Dal punto di vista del profilo dei viaggiatori, emergono cambiamenti interessanti. La componente femminile cresce in modo significativo, arrivando al 47,1% del totale, contro il 29,7% dell’anno precedente. Un dato che viene sottolineato anche da Loretta Credaro, presidente Isnart.
«Mi fa molto piacere constatare come la domanda di cicloturismo sia sempre più “in rosa”, fenomeno che – auspica – trovi conferma anche dal lato dell’offerta, creando tante nuove occasioni di auto-imprenditorialità, anche al femminile, nelle piccole e grandi destinazioni del nostro Paese».
Accanto a questo, si registra un forte incremento della presenza giovanile. I cicloturisti appartenenti alla Gen Z rappresentano il 17,3%, quasi raddoppiando rispetto al 9,3% del 2024. Si tratta di un pubblico attivo e curioso, che associa la bicicletta a esperienze variegate: visite nei centri storici, escursioni in ambienti naturali e momenti legati alla gastronomia locale.


Crescono le spese giornaliere
Anche le modalità di scelta e condivisione dell’esperienza riflettono questa evoluzione. Il 60% dei cicloturisti utilizza il web per organizzare il viaggio, cercando informazioni su itinerari e offerte, mentre circa la metà condivide poi l’esperienza sui social, contribuendo alla diffusione del fenomeno.
Dal punto di vista economico, cresce anche la capacità di spesa. Il cicloturista spende mediamente 69 euro al giorno per l’alloggio e 91 euro per altri beni e servizi (nel 2024 erano rispettivamente 65 e 70 euro). A questi si aggiungono 22 euro giornalieri per la ristorazione e circa 10 euro per prodotti tipici locali, oltre a una quota di circa 17 euro dedicata a servizi wellness e termali. Numeri che confermano un impatto diffuso e articolato sull’economia locale.


Boom dei noleggi
Il rapporto accende inoltre i riflettori sul comparto del noleggio bici, considerato un indicatore chiave dello stato di salute del settore. Pur in presenza di un numero stabile di imprese, si registra una crescita del 47% dei punti di servizio rispetto al 2019, segnale di un’offerta sempre più capillare e organizzata sul territorio. Una dinamica che risponde a una domanda in costante aumento e sempre più esigente.
«Quest’anno abbiamo voluto accendere i riflettori sul settore del noleggio bici – evidenzia Sebastiano Venneri di Legambiente – che è un indicatore ulteriore dello stato di salute del cicloturismo. Abbiamo selezionato e raccontato nel Rapporto dieci esperienze di successo, a testimonianza di quanto il cicloturismo generi buona economia distribuita e un significativo indotto sul territorio. L’aumento delle unità di sede rispetto al noleggio conferma una tendenza che abbiamo chiamato “effetto Pollicino” perché il cicloturismo lascia sul territorio una scia economica interessante».


Necessaria una policy nazionale
Un concetto ribadito anche da Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo, che parla di «crescente rilevanza di questo segmento turistico» e della necessità di politiche dedicate per renderlo ancora più competitivo. Ha inoltre dichiarato: «I 265 espositori presenti alla quinta edizione della Fiera del Cicloturismo (+63% rispetto al 2025), invece, evidenziano nei fatti la crescita di un movimento che meriterebbe una policy nazionale dedicata, così da divenire ancora più competitivo anche sui mercati esteri».
I dati del Rapporto “Viaggiare con la Bici 2026” restituiscono quindi un quadro chiaro: il cicloturismo non è più una nicchia, ma una componente strutturale del turismo italiano. Un settore capace di generare valore economico, promuovere territori meno conosciuti e intercettare nuove tipologie di viaggiatori, contribuendo allo sviluppo di un modello di turismo più sostenibile e diffuso.
Rapporto “Viaggiare con la Bici 2026” – versione completa
Fiera del Cicloturismo







