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| 7 Gennaio 2026

Fuga dall’inverno. Nel Sulcis pedalate autentiche e tramonti memorabili

Quando l’inverno stringe l’Italia continentale in una morsa di freddo e giornate corte, c’è un luogo che continua a offrire luce, silenzi e temperature miti: il Sulcis. Per la nostra collana Fuga dall’inverno ci spostiamo nel Sud Ovest della Sardegna, in una terra affascinante e ancora poco raccontata dal punto di vista cicloturistico (in apertura foto Sardegna Turismo).

Dopo il Cilento, l’itinerario ideale per pedalare lontano dal gelo ci porta tra miniere abbandonate, strade costiere battute dal vento, piccoli borghi e una natura aspra e autentica. Ma basta un raggio di sole e anche l’inverno si trasforma in primavera. E’ una Sardegna diversa da quella più conosciuta, meno patinata e più vera, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo antico. Un territorio che invita a rallentare, a esplorare e a vivere la bicicletta come mezzo privilegiato per entrare in sintonia con il paesaggio.

Sulcis
Porto Botte: zona umida e ricca di uccelli migratori (foto Comune di San Giovanni Suergiu)
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Porto Botte: zona umida e ricca di uccelli migratori (foto Comune di San Giovanni Suergiu)

Scopriamo il Sulcis

Il Sulcis si trova nella parte sud-occidentale della Sardegna, affacciato sul Mar di Sardegna e delimitato da un entroterra collinare che digrada verso il mare. Comprende vari comuni, alcuni piuttosto noti come Iglesias, Carbonia, Sant’Antioco e Carloforte. E’ una delle aree più ricche di storia dell’intera isola. Per secoli legato all’attività mineraria, il Sulcis conserva ancora oggi un patrimonio unico fatto di gallerie, laverie e villaggi di operai che raccontano un passato industriale intenso e spesso difficile.

Dal punto di vista territoriale alterna coste selvagge, falesie, spiagge lunghissime e zone interne punteggiate da macchia mediterranea, vigneti e uliveti. In inverno il clima è uno dei grandi alleati del ciclista: le temperature oscillano mediamente tra i 10° , quando fa veramente freddo, e i 18°, con giornate spesso soleggiate. Un contesto ideale per chi vuole continuare ad allenarsi o semplicemente viaggiare in bici quando altrove è ancora pieno inverno.

Cicloturismo, vocazione in crescita

Negli ultimi anni il Sulcis ha iniziato a farsi conoscere come destinazione cicloturistica, grazie a una rete di percorsi permanenti che valorizzano strade secondarie, sterrati scorrevoli e tracciati costieri di grande impatto. Qui gli sterrati sono davvero tanti e l’ente turistico locale ha colto il valore del cicloturismo. Il viaggio in bici è un fenomeno in netta crescita in tutta la Sardegna. La gravel bike ha dato un impulso mostruoso. E comunque anche se si girasse per strada, in certi periodi dell’anno come l’inverno, appunto, il traffico è davvero scarso.

Ma dicevamo del cicloturismo e delle tante proposte. Tra gli itinerari più significativi spicca il Cammino Minerario di Santa Barbara, un percorso ad anello che attraversa tutto il Sulcis Iglesiente collegando i principali siti minerari dismessi.

Molto apprezzata anche la Vecchia Ferrovia del Sulcis, un tracciato che ricalca l’antica linea ferroviaria mineraria, oggi trasformata in una ciclabile immersa nel verde. Questa è davvero un’esperienza da fare, anche perché il percorso è facile da seguire.

La varietà del territorio consente di alternare mare e interno, salite dolci e tratti pianeggianti, rendendo ogni uscita diversa dalla precedente. Un giro molto easy per esempio è quello che porta all’Isola di Sant’Antioco. C’è una ciclabile piatta come un biliardo che scorre sulla strisciolina di terra che collega la Sardegna a Sant’Antioco. Già solo pedalarci è un’esperienza. Una volta sull’isola i più allenati potrebbero anche fare il periplo di Sant’Antioco. L’anello misura appena più di 60 chilometri, presenta qualche strappo e una salita di 3 chilometri… ma anche scorci incredibili.

Sulcis in Fundo

Tra le tracce che stanno facendo parlare di sé c’è senza dubbio il Sulcis in Fundo, un grande anello che trae il nome da un gioco di parole chiaramente (Dulcis in fundo). Un anello che è divenuto virale e la cui traccia si trova su Komoot. E’ un giro pensato per le MTB, ma può andare bene anche con una gravel le cui gomme sono abbastanza larghe. Certo, è per gente abbastanza allenata, perché comunque propone qualcosa come 240 chilometri e oltre 5.200 metri di dislivello. Ma ne vale davvero la pena. Offre tratti della vecchia ferrovia di cui dicevamo prima e i borghi della Sardegna più selvaggia, quella dell’interno.

E’ dunque una traccia pensata per il bikepacking e forse non super indicata per un raid che sia una fuga dall’inverno. Ma non si poteva non suggerire.

In alternativa, c’è il più semplice anello del Sulcis occidentale, che si può fare anche con la bici da corsa. Si parte e si arriva a Carbonia passando per Gonnesa, Medau Casteddu, Porto Botte, con il suo enorme stagno dove proprio d’inverno si possono ammirare numerose specie di uccelli, e ritorno a Carbonia.

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Tra i vari piatti tipici, un dolce perfetto per chi pedala è la seadas a base formaggio e miele (foto Lucake)
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Tra i vari piatti tipici, un dolce perfetto per chi pedala è la seadas a base formaggio e miele (foto Lucake)

Dormire, mangiare, noleggiare

Organizzare un viaggio in bici nel Sulcis è oggi più semplice che in passato. Le strutture bike friendly sono in aumento, soprattutto tra agriturismi, piccoli hotel e B&B nell’entroterra e lungo la costa. Molte offrono ricovero bici, colazioni abbondanti e flessibilità sugli orari. Una struttura che offre tutto ciò è una casa vacanze, la S’anninia, che si trova a Gonnesa.

A tavola il territorio regala grandi soddisfazioni: cucina di mare lungo la costa, piatti di terra nell’interno: si va dal pecorino sardo al pane carasau, dalla pasta con la bottarga alle seadas. E da vini come il Carignano del Sulcis e il classico Cannonau.

Per quanto riguarda la bici, la scelta migliore è una gravel. Ma stavolta anche la MTB non stona affatto. Davvero i limiti non si pongono con questo mezzo. I collegamenti aerei sono garantiti dagli aeroporti di Cagliari, con voli dalle principali città italiane, da cui il Sulcis è facilmente raggiungibile in auto o treno. Ma per chi cerca un supporto locale, cicloguide, noleggio bici e organizzazione di tour (anche da e per l’aeroporto di Cagliari), un riferimento è Sulcis Bike, realtà specializzata nel cicloturismo nella zona. Ma sono molto attivi anche i ragazzi di NatourAll.

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