Inverno, Palagiano, GravineInverno, Palagiano, Gravine

| 2 Gennaio 2026

Fuga dall’inverno. Nella terra delle gravine: tra colline, canyon e mare

C’è un momento, tra gennaio e febbraio, quello in cui di fatto siamo entrati ieri, in cui l’inverno sembra non finire mai. Le giornate corte, il freddo che punge e le strade spesso ostili alla bici spingono molti ciclisti a sognare una fuga verso Sud, alla ricerca di luce, temperature più miti e paesaggi che restituiscano voglia di pedalare. E’ da questa esigenza che nasce questa sorta di rubrica “Fuga dall’inverno”. E uno dei posti “caldi” o che quantomeno anche in pieno inverno sanno regalare tepore è Palagiano, borgo in provincia di Taranto, che sorge sulle colline che si affacciano sul Mar Ionio.

E a proposito di Mar Ionio, potremmo dire che con Palagiano si chiude la “trilogia dello Ionio”, dopo Montalbano Jonico in Basilicata, e la Sibaritide in Calabria. Palagiano è un punto strategico tra l’altopiano delle Murge, le gravine tarantine, Matera e il Golfo di Taranto. Un territorio ancora poco battuto dal cicloturismo di massa, dove le strade secondarie scorrono tranquille tra uliveti e campi di grano, con un clima che, anche nei mesi più freddi, regala giornate ideali per pedalare (in apertura foto Cammino Materano).

Inverno, Palagiano, Gravine
Proprio sul bordo della gravina di Ginosa c’è “l’albero pensante”. Un ulivo secolare il cui tronco ricorda il volto di un filosofo greco
Inverno, Palagiano, Gravine
Proprio sul bordo della gravina di Ginosa c’è “l’albero pensante”. Un ulivo secolare il cui tronco ricorda il volto di un filosofo greco

Palagiano, Matera e le gravine

Palagiano si trova nella parte occidentale della provincia di Taranto, in una zona di confine con la Basilicata, che racchiude alcune delle espressioni più autentiche della Puglia ionica. Da un lato l’entroterra, con dolci saliscendi che attraversano campagne ordinate, dall’altro un territorio improvvisamente inciso dalle gravine, profonde spaccature rocciose che disegnano un paesaggio spettacolare e inatteso. E’ qui che la bici diventa strumento privilegiato per leggere il territorio, coglierne i dettagli e apprezzarne il silenzio.

Spingendosi verso Nord si entra progressivamente nell’orbita di Matera, la città dei Sassi, patrimonio UNESCO e simbolo di una Basilicata arcaica e affascinante, raggiungibile attraverso strade poco trafficate e panoramiche, ma una Basilicata che rientra fortemente nei flussi turistici pugliesi.

Le gravine, come quelle di Laterza e Ginosa, accompagnano il ciclista con continui cambi di scenario: tratti aperti e luminosi si alternano a passaggi più raccolti, quasi intimi, dove la roccia e la macchia mediterranea dominano la scena. Un territorio che sorprende per varietà e che, anche nei mesi invernali, mantiene colori caldi e una luce forte, perfetta per chi cerca un’esperienza di viaggio lenta e insolita… se vogliamo. Qui il cicloturismo sta nascendo proprio adesso.

I percorsi più belli, tra Ionio e Appia Bike Tour

Pedalare intorno a Palagiano significa avere a disposizione una fitta rete di strade secondarie ideali per la bici da strada, ma anche numerosi tracciati adatti al gravel. I percorsi si sviluppano prevalentemente su stradine poco trafficate, con dislivelli mai proibitivi e continui saliscendi che rendono la pedalata fluida e piacevole. L’unica incognita potrebbe essere il vento.

Tra gli itinerari più interessanti c’è l’anello delle gravine, quelle di Ginosa e Laterza in particolare. Tra l’altro sia Ginosa che Laterza fanno parte del Parco Regionale delle Gravine. Un parco che si sviluppa a “macchia di Leopardo” e racchiude appunto oltre 60 gravine della Puglia. Quella di Ginosa è affascinante perché è proprio sotto la città moderna e lascia ammirare le antiche abitazioni dei pastori di un tempo scavate nella roccia. Quella di Laterza invece spicca per la sua magnificenza e per il suo essere selvaggio. E’ un vero e proprio canyon in “stile americano”. L’anello (Palagiano – Ginosa – Laterza – Castellaneta – Plagiano), misura poco più di 60 chilometri e 720 metri di dislivello.

Per chi cerca tracciato super facili ci sono le strade sterrate, perfette per il gravel, della Pineta di Castellaneta Marina. Qui una delle escursioni più belle è quella che porta alla foce del fiume Lato. E’ un luogo davvero suggestivo. Dall’odore dei pini marittimi si arriva al mare, che d’inverno ha sempre il suo fascino, e ci assiste al fiume che si getta nello Jonio

Un riferimento importante è il progetto Appia Bike Tour, promosso dalla Federazione Ciclistica Italiana, che valorizza l’antico tracciato dell’Appia Antica in chiave cicloturistica, collegando l’entroterra al mare attraverso le gravine.

Appia Bike Tour

In particolare alcuni Comuni della zona, spinti proprio da Palagiano hanno insistito sul tratto terminale dell’ Appia Bike con la Appia Bike Tour dalle Gravine al Mare. Si tratta di uno dei progetti più ambiziosi e affascinanti del cicloturismo pugliese. Questo nasce con l’obiettivo di trasformare l’antico tracciato della Via Appia in una dorsale ciclabile capace di unire storia, paesaggio e mobilità dolce. Nel tratto che interessa Palagiano e il suo territorio, il progetto prende forma in un itinerario che collega l’altopiano murgiano al Golfo di Taranto, attraversando alcune delle gravine più spettacolari della Puglia ionica.

Il percorso non è lineare, ma raccoglie (e mira a realizzare) una rete di percorsi ciclabili tra l’area delle gravine e il litorale ionico, promuovendo l’uso quotidiano della bicicletta. Quindi si sviluppa su strade secondarie a basso traffico, alternando asfalto, tratti bianchi e segmenti rurali, rendendolo ideale per il gravel ma perfettamente godibile anche con una bici da corsa versatile.

Si pedala tra muretti a secco, uliveti secolari e campi di grano, con continui affacci sulle incisioni rocciose che caratterizzano quest’area. Le gravine diventano così non solo elementi paesaggistici, ma veri corridoi naturali che guidano il ciclista verso il mare. Lungo il tracciato emergono testimonianze archeologiche, masserie storiche e piccoli centri abitati, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice pedalata. E’ un viaggio lento, da assaporare soprattutto nei mesi invernali, quando il clima è mite e il territorio restituisce il suo volto più autentico.

L’Appia Bike Tour rappresenta la sintesi perfetta dello spirito di questa “fuga dall’inverno”: pedalare nel sole del Sud, seguendo una strada che racconta millenni di storia.

Inverno, Palagiano, Gravine
La pasta piccante, Tagghiarin Ascuante (foto Terra delle Gravine)
Inverno, Palagiano, Gravine
La pasta piccante, Tagghiarin Ascuante (foto Terra delle Gravine)

Tra masserie e tradizione ionica

Uno dei punti di forza dell’area di Palagiano è l’offerta ricettiva, ampia e diversificata. Masserie storiche ristrutturate, agriturismi immersi nella campagna e numerosi B&B caratterizzano soprattutto la zona costiera e la parte bassa del paese.

E’ facile trovare strutture bike friendly, abituate ad accogliere ciclisti anche fuori stagione, quando il ritmo è più lento e l’ospitalità ancora più autentica. Dormire in masseria significa vivere un’esperienza completa, fatta di silenzio, spazi aperti e cucina legata al territorio.

A tavola invece dominano i sapori semplici e decisi della tradizione pugliese: olio extravergine d’oliva, pane di grano duro, formaggi locali, legumi e verdure di stagione. Ma il piatto in assoluto più tipico sono le “Tagghiarin Ascuante”, ovvero delle tagliatelle piccanti condite con una salsa abbondante di peperoncini e ragù. Si trovano quasi sempre nelle sagre di paese e ad ottobre si tiene anche una sagra in onore della Madonna della Stella del Mare. Non solo, ma si solito vengono servite su una foglia di fico d’india (ovviamente ben ripulita dalle spine). Oggi questa foglia è sostituita da più comodi piatti in ceramica a che hanno la sua forma.

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