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| 24 Gennaio 2026

Fuga dall’inverno: non solo Sud, si va in Liguria nel savonese

Fuga dall’inverno di bici.STYLE continua il suo viaggio e, dopo aver esplorato territori più meridionali, stavolta risale lungo la Penisola per fermarsi in Liguria, nel cuore del ponente savonese. Un’area che, anche nei mesi più freddi, sa offrire condizioni ideali per chi pedala, grazie a un microclima mite, a strade panoramiche sospese tra mare e colline e a un entroterra ricco di salite e sentieri (in apertura foto Gulliver).

Alassio, Ceriale e Finale Ligure diventano così le tappe simboliche di un itinerario che unisce ciclismo, benessere e scoperta del territorio. E’ una Liguria autentica, fatta di profumi di salsedine, ulivi secolari e borghi arroccati, dove l’inverno perde rigidità e lascia spazio a giornate luminose, perfette per allenarsi, viaggiare e ritrovare il piacere di pedalare senza fretta, immersi in un paesaggio che alterna il blu intenso del mare al verde brillante delle colline.

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La sera i borghi savonesi sono molto suggestivi. Qui il porto di Loano. Ma anche Alassio col suo Muretto e i suoi carruggi regalano emozioni (foto Emanuela Aronica)
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La sera i borghi savonesi sono molto suggestivi. Qui il porto di Loano. Ma anche Alassio col suo Muretto e i suoi carruggi regalano emozioni (foto Emanuela Aronica)

Da Capo Noli a Capo Mele

Il ponente savonese rappresenta una delle aree più affascinanti e variegate della Liguria. Si estende lungo la costa tra il confine con la provincia di Imperia e la riviera di Levante, includendo località celebri come Alassio, Albenga, Ceriale, Loano e Finale Ligure, per poi salire rapidamente verso un entroterra collinare e montano punteggiato da piccoli borghi, vigneti, uliveti e boschi. E’ un territorio che vive di contrasti armoniosi: il mare è sempre vicino, ma basta allontanarsi di pochi chilometri dalla costa per trovarsi immersi in un ambiente più silenzioso e selvaggio.

Dal punto di vista climatico, il ponente savonese gode di condizioni particolarmente favorevoli. Le correnti marine mitigano le temperature invernali, mentre la protezione offerta dalle Alpi Liguri e dall’Appennino riduce l’incidenza dei venti freddi. Il risultato è un clima generalmente mite, con giornate soleggiate e temperature che spesso consentono di pedalare con abbigliamento primaverile anche nei mesi di gennaio e febbraio. A dire la verità, il levante savonese potrebbe essere un filino ancora più caldo, tuttavia ci sono percorso meno adatti e il vicinanza con Genova tende ad aumentare il traffico veicolare. Per questo noi abbiamo selezionato una specifica porzione di costa: i 42 chilometri che vanno da Capo Noli a Capo Mele, tra l’altro le strade della Milano-Sanremo.

La storia di questo territorio è strettamente legata al mare, al commercio e alla coltivazione dell’ulivo. Già in epoca romana la via Iulia Augusta attraversava queste terre, collegando Roma alla Gallia. Nel Medioevo i porti di Albenga e Finale furono snodi strategici per i traffici marittimi, mentre l’entroterra si sviluppò attorno a una fitta rete di castelli, pievi e borghi fortificati, molti dei quali oggi conservano intatto il loro fascino.

Come i campioni

Perché scegliere proprio il ponente savonese per una fuga dall’inverno? Siamo certamente più a Nord rispetto alle mete proposte in precedenza, ma il microclima di questa fascia costiera garantisce condizioni sorprendentemente favorevoli per il ciclismo. Qui, storicamente, venivano a svernare le squadre professionistiche, attratte dalla possibilità di allenarsi su strade poco trafficate, con temperature miti e un’ampia varietà di percorsi. Non è un caso che proprio in queste zone sia nata una delle classiche di apertura della stagione, il Trofeo Laigueglia (che si terrà il 4 marzo), appuntamento che ogni anno richiama i grandi nomi del ciclismo internazionale.

La conformazione del territorio permette di alternare facilmente percorsi pianeggianti a tratti collinari e montani. La parte costiera, con la celebre via Aurelia e le numerose strade secondarie parallele al mare, è ideale per pedalate scorrevoli, allenamenti di fondo e uscite rilassanti, sempre accompagnati dalla vista del mare.

Spostandosi verso l’entroterra, il profilo altimetrico cambia rapidamente: le salite diventano più impegnative e le temperature possono scendere di qualche grado, ma la qualità dell’asfalto e la bellezza dei panorami ripagano ampiamente lo sforzo. Qualche salita da mettere nel taccuino? Il Colle del Melogno, il bellissimo Monte Beigua, Le Mànie e il Colle di Cadibona il cui Gpm è curioso in quanto è il valico geografico convenzionale che separa le Alpi dagli Appennini.

Non è certo come pedalare nella Locride o a Pantelleria, dove l’inverno è quasi inesistente, ma allo stesso tempo il clima è decisamente più favorevole rispetto alle pianure piemontesi o alle vallate lombarde, spesso avvolte da nebbia e freddo intenso. Qui, anche nelle giornate più fresche, il sole e la brezza marina rendono l’esperienza in sella piacevole e stimolante, ideale per mantenere la condizione fisica e ritrovare il gusto del viaggio.

Nel regno della MTB

Se su strada il ponente savonese offre infinite possibilità, nel mondo della mountain bike questa zona rappresenta un vero e proprio paradiso. Siamo infatti nel regno della Finale Outdoor Region, un’area che ha fatto della rete sentieristica il proprio fiore all’occhiello, diventando una delle destinazioni più rinomate d’Europa per la MTB e l’enduro. Qui i percorsi sono praticamente infiniti: trail panoramici sospesi tra cielo e mare, discese tecniche nel bosco, salite impegnative e anelli più dolci adatti a chi cerca un’esperienza meno estrema.

La varietà è tale da consentire a ogni biker di trovare il tracciato più adatto alle proprie caratteristiche, dal principiante all’esperto. E’ un territorio che invita all’esplorazione, con sentieri segnalati, guide specializzate e strutture ricettive attrezzate per accogliere ciclisti da tutto il mondo. In MTB di sicuro non sentirete freddo! Visto che si va più piano e sulle alture domina sempre (o quasi) il sole. E trovare i sentieri è davvero facile: sono tutti ben segnalati.

Ma Finale non è solo bici: i percorsi a piedi non mancano e permettono a eventuali accompagnatori di scoprire lo stesso territorio attraverso il trekking e il trail running, lungo itinerari che attraversano falesie, macchia mediterranea e antichi borghi in pietra. Una proposta completa, capace di trasformare una semplice vacanza sportiva in un’esperienza a 360 gradi.

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La pasta col pesto è imperdibile, ma date un occhio anche ai piatti di pesce e alla focaccia genovese, ottima anche in bici!
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La pasta col pesto è imperdibile, ma date un occhio anche ai piatti di pesce e alla focaccia genovese, ottima anche in bici!

Pasta al pesto e gomme low pressure

Dal punto di vista logistico, il ponente savonese è una meta estremamente comoda. L’autostrada A10 collega rapidamente la zona sia con il Piemonte sia con la Francia, mentre la rete ferroviaria costiera consente spostamenti agevoli anche senza automobile. L’offerta ricettiva è ampia e variegata: hotel bike-friendly, agriturismi nell’entroterra, bed & breakfast vista mare e strutture specializzate nell’accoglienza dei ciclisti, con servizi dedicati come depositi sicuri, officine e spazi per il lavaggio delle bici. Proprio con Finale Outdoor ci si può aiutare moltissimo a trovare l’alloggio ideale.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda le condizioni dell’asfalto, soprattutto nelle zone in ombra. L’umidità e la salsedine possono rendere le strade particolarmente viscide, specie nelle prime ore del mattino. E’ quindi consigliabile montare coperture leggermente più larghe del consueto, con una pressione inferiore, per migliorare grip e comfort, aumentando la sicurezza senza penalizzare troppo la scorrevolezza.

Infine, l’immancabile capitolo gastronomia. Qui la pasta al pesto è un’istituzione: basilico profumato, olio extravergine d’oliva ligure, pinoli, parmigiano e pecorino danno vita a un condimento semplice e straordinariamente gustoso, perfetto per reintegrare le energie dopo una lunga pedalata. Come seconda pietanza, non può mancare il coniglio alla ligure, cucinato con olive taggiasche, pinoli, erbe aromatiche e vino bianco: un piatto ricco di sapore, che racconta la tradizione contadina e marinara di questa terra e completa nel migliore dei modi una giornata vissuta tra sport e natura.

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