La Greenway del Mella è oggi uno dei progetti più interessanti di rigenerazione ciclabile in ambito urbano a Brescia. Il percorso segue il corso dell’omonimo fiume, diventando una vera e propria infrastruttura verde capace di connettere quartieri, aree naturali e spazi di vita quotidiana. Un tassello importante è arrivato nell’ultima estate con l’apertura del nuovo ponte ciclopedonale che collega Roncadelle con Brescia, migliorando in modo significativo la continuità del tracciato e la sicurezza di chi si muove a piedi o in bicicletta.
A rendere ancora più innovativo questo tratto cittadino è il sistema di illuminazione adattiva realizzato da A2A, pensato per garantire visibilità nelle ore serali riducendo al tempo stesso consumi energetici e impatto ambientale. Un intervento che mostra come la mobilità ciclabile possa dialogare con tecnologia e sostenibilità, trasformando una greenway urbana in uno spazio vissuto a tutte le ore.




Risalendo il Fiume Mella per 40 chilometri
Uscendo dalla città e risalendo il corso del fiume, la Greenway del Mella cambia volto e diventa una vera ciclovia valliva, entrando nel territorio della Valle Trompia. Qui la gestione e lo sviluppo del percorso sono in capo alla Comunità Montana, come spiega Arianna Bonardi, responsabile dell’ufficio turismo.
«La Ciclovia del Mella è uno degli assi portanti della Greenway delle Valli Resilienti – spiega Arianna Bonardi – un progetto che mette in rete Valle Trompia e Valle Sabbia e che oggi conta 97 percorsi per un totale di circa 3.500 chilometri». Una dimensione che va ben oltre il singolo itinerario e che offre possibilità adatte a tutti i tipi di bici e di ciclisti, dal turismo familiare a chi cerca tracciati più lunghi e impegnativi.
Il tratto che risale la Valle Trompia, da Brescia fino a Bovegno, misura 40 chilometri ed è pensato per essere accessibile e sicuro. «Gran parte del percorso si sviluppa lontano dalla viabilità ordinaria, spesso sull’altra sponda del Mella – sottolinea Bonardi – ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza». Pedalare lungo il fiume significa immergersi in un paesaggio che alterna aree naturali, centri abitati e testimonianze della storia produttiva della valle, mantenendo sempre un contatto diretto con l’acqua e con l’ambiente fluviale.


Miniere, forni, magli e musei
La ciclovia diventa così anche uno strumento di lettura del territorio. «La Valle Trompia è storicamente legata al ferro – ricorda – e lungo il percorso si incontrano miniere, forni fusori, magli e musei che raccontano questa identità». Dal museo minerario di Pezzaze a quello de Il Forno fusorio di Tavernole sul Mella, fino al Museo delle Armi e della Tradizione Armiera di Gardone Val Trompia, la pedalata si intreccia con un patrimonio culturale diffuso, che la Comunità montana sta cercando di valorizzare in chiave cicloturistica.
Accanto agli aspetti storici, non manca l’attenzione ai servizi. «Stiamo lavorando per rendere la ciclovia sempre più fruibile anche per chi viaggia in e-bike – aggiunge Bonardi – con punti di ricarica, aree di sosta e un collegamento diretto con le strutture ricettive e di ristorazione». Nella parte alta della valle, tra Tavernole e Bovegno, agriturismi e piccoli esercizi diventano tappe naturali di un viaggio che invita a rallentare e a fermarsi.


La gestione in capo alla Comunità Montana
La Greenway del Mella è inoltre un’infrastruttura viva, che continua a evolversi. Un breve tratto è oggi interessato dai lavori per il raccordo autostradale tra la A4 e la Valle Trompia, la cui conclusione è prevista per il 2028. Ma la Comunità Montana ha già previsto soluzioni alternative.
«Abbiamo individuato percorsi provvisori che attraversano i paesini, in modo da garantire comunque la continuità dell’itinerario», spiega Bonardi. Allo stesso tempo, la manutenzione si rende necessaria anche a causa dei mutamenti dovuti ai cambiamenti climatici, per cui la gestione dell’intera Greenway in capo ad un unico ente, la Comunità Montana, permette di intervenire in maniera più efficace.
Senza dimenticare i nuovi interventi che hanno rafforzato il tracciato, come il ponte ciclopedonale di Pezzaze, detto il “Salto” di Aiale, realizzato con fondi regionali e con il coinvolgimento di un’azienda locale, la Redaelli Tecna Spa, che ha fornito a prezzo di costo le funi ed i pendini necessari ed offerto gratuitamente il supporto di know-how per la progettazione, posa e tesatura delle funi del ponte.


Sistema coerente tra città e valle
Inserita nella più ampia Greenway delle Valli Resilienti, la ciclovia del Mella rappresenta oggi un esempio concreto di come la mobilità ciclabile possa diventare leva di sviluppo territoriale.
«L’obiettivo è quello di offrire un sistema coerente e riconoscibile – conclude Bonardi – capace di attrarre cicloturisti ma anche di essere utilizzato quotidianamente dai residenti». Dalla città di Brescia alle montagne della Valle Trompia, la bicicletta diventa così il filo conduttore di un territorio che punta su sostenibilità, identità e qualità dell’esperienza.







