La nostra collana Fuga dall’inverno questa volta ritorna al Sud, dove il freddo si attenua e la luce si fa già primaverile. Il Gargano, promontorio della Puglia che si protende nell’Adriatico come uno sperone verde, è una delle mete ideali per chi vuole continuare a pedalare anche nei mesi più rigidi (in apertura foto Parco Nazionale Gargano).
Siamo in provincia di Foggia, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, tra mare cristallino, foreste ombrose e borghi bianchi affacciati sull’acqua. Qui l’inverno ha temperature miti, traffico ridotto e strade panoramiche che diventano un invito irresistibile per il cicloturista e per chi ama allenarsi lontano dal caos.


Un promontorio unico
Il Gargano è un massiccio calcareo che si alza improvviso dalla pianura del Tavoliere e si distende fino al mare con falesie, baie e persino trabucchi. La costa alterna lunghe spiagge sabbiose, come a Rodi Garganico, a tratti più selvaggi e rocciosi tra Mattinata e Vieste. Proprio Vieste, con il suo centro storico arroccato e il monolite del Pizzomunno, è una delle località più iconiche, insieme a Peschici, balcone bianco sospeso sull’Adriatico. E’ davvero un luogo particolare, unico in Italia con una litologia simile.
Il Gargano è un luogo da vedere assolutamente. All’interno domina la Foresta Umbra, cuore verde del promontorio, dove querce e faggi creano un microclima sorprendente. Mentre sulle sue pendici sorgono centri abitati come Monte Sant’Angelo con il Santuario di San Michele Arcangelo, patrimonio UNESCO, o Rodi Garganico.
D’inverno il Gargano mostra il suo volto più autentico: meno folla, luce tersa, orizzonti amplificati. Pedalare qui significa alternare tratti costieri spettacolari a saliscendi nell’entroterra, con continui cambi di scenario. Sicuramente è la metà meno calda fra quelle proposte, ma se si sceglie di fare base verso Manfredonia si è al riparo dai possibili venti da Nord, l’unico vero ostacolo. Se ci sono correnti da Nord o Est può diventare un luogo fresco altrimenti è in linea con temperature ben al di sopra dei 12-14 gradi.






L’anello del Gargano
I giri potrebbero essere infinti, tra il salire e scendere dal massiccio o il pedalare lungo la costa o magari godersi i paesini delle pendici. Noi vi proponiamo adesso un grande classico, che vi aiuterà a scoprire e comprendere bene il territorio del Gargano. Parliamo dell’anello del Gargano. Si tratta del periplo del massiccio che unisce costa ed entroterra in un itinerario completo e vario.
Si può partire da qualsiasi località alle pendici del Gargano, ma per convenzione fissiamo come punto di riferimento Manfredonia. Il consiglio come spesso ci è capitato di dire, è quello di pedalare in senso antiorario, così da avere la costa sempre sulla destra e godere di panorami migliori.
Dicevamo, partenza da Manfredonia. Si segue la litoranea SP53 (che a tratti diventa SP54 o SP52, bisogna sempre optare per il bivio a destra) verso Mattinata, Baia delle Zagare e Vieste, E’ una strada ricca di curve, che scorre a picco sul mare ma che regala vedute a dir poco uniche. Pensate che si possono vedere persino le Isole Tremiti. Superata Vieste, la strada corre verso Peschici e Rodi Garganico, alternando strappi e tratti scorrevoli.
Da qui si rientra nell’interno, nelle vaste pianure foggiane che d’estate, assieme a qualche zona dell’entroterra siciliano e alle valli del Montalbano Jonico, sono i punti più caldi d’Italia. I 45 gradi sono spesso la norma.
Dopo Rodi, l’anello naturale del Gargano direbbe di puntare per Apricena, noi però suggeriamo di restare lungo la costa per solcare anche i laghi di Varano e Lesina dove si possono ammirare specie di uccelli migratori come canapiglia, il fischione, il tuffetto, le folaghe.
A questo punto si punta su San Servero, Rignano Garganico e Manfredonia. La distanza è notevole. Parliamo di quasi 200 chilometri, ma è anche vero che il dislivello è praticamente assente, ad esclusione degli strappi in partenza, e se si si parte di buon mattino non ci dovrebbero essere grosse difficoltà a completarlo. Alla peggio, anziché visitare i laghi di Lesina e Varano a Rodi Garganico si scala il Gargano e si plana poi su Manfredonia: un taglio vero e proprio.






I borghi e la traversata del Gargano
Se la costa regala panorami, l’interno offre quota e silenzio. A proposito di quota, non ne abbiamo ancora parlato ma se la cima del Gargano supera di poco i 1.050 metri il suo valico maggiore sfiora gli 800 metri di quota ed è posto al bivio fra la SP528 e la SP52bis.
Sono molte le salite che conducono verso la Foresta Umbra, cioè il cuore del promontorio. Tra l’altro, curiosità per i patiti del training, queste salite hanno pendenze ideali per i lavori di forza-resistenza, visto che le pendenze medie si aggirano sul 5 per cento. D’estate qui si cerca il fresco, ma in inverno si pedala in condizioni perfette, con aria dolce e strade a traffico zero.
I borghi da vistare sono molti. Prima abbiamo citato Monte Sant’Angelo con la sua cattedrale. Ma non vanno dimenticati San Marco in Lamis o San Giovanni Rotondo, dove ha vissuto e predicato Padre Pio, le cui spoglie sono custodite nel santuario locale.
Parlando di salite e giusto per cogliere l’intero cuore dell’intero Gargano, una traversata affascinante è la Manfredonia–Peschici–Manfredonia. E’ una traversata abbastanza impegnativa: 130 chilometri e quasi 2.000 metri di dislivello. Si parte e ci si arrampica subito verso Monte Sant’Angelo, tra tornanti regolari e tratti più dolci, poi di fatto si resta a lungo in quota. Dopo aver toccato Peschici e magari essersi goduti uno spuntino tra i suoi vicoli tipici, si riparte seguendo la SP52Bis, che sale dal lato del Laghetto Falascone d’Umbra. Da qui in poi è quasi tutta discesa. E’ un percorso che abbina mare e montagna nello spazio di poche ore, offrendo al ciclista la sensazione di attraversare più regioni in un solo giorno.


E a tavola…
Dopo la bici, il Gargano si racconta a tavola. Tra i piatti simbolo ci sono le orecchiette con le cime di rapa, semplici e saporite, e il pancotto, ricetta contadina a base di pane raffermo, verdure e olio extravergine locale. Da non perdere anche i prodotti del mare e gli agrumi del promontorio.
Per dormire non mancano strutture bike friendly: a Vieste l’Hotel delle More offre servizi per ciclisti. A Peschici il Marc Hotel mette a disposizione deposito bici e assistenza. E nell’entroterra, tra Vico e la Foresta Umbra, si trovano agriturismi attrezzati per gruppi sportivi. In ogni caso i ragazzi di Gargano Bike sapranno aiutarvi.
Detto questo, noi abbiamo proposto principalmente itinerari per bici da strada, ma bisogna sapere che il Gargano in generale offre anche molti percorsi per MTB. Tuttavia vista la grandezza dell’area in questo caso sarebbe meglio soggiornare nelle strutture sulla cima. Ma così facendo verrebbe meno il concetto di ricerca del “caldo”. Se volete andarci in MTB aspettate la primavera… inoltrata!
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