Giacomel e la bici, uno strumento per il riscattoGiacomel e la bici, uno strumento per il riscatto

| 14 Marzo 2026

Giacomel e la bici, uno strumento per il riscatto

Tommaso Giacomel era uno degli atleti più attesi ai Giochi di Milano-Cortina, un protagonista annunciato nel biathlon sull’onda della leadership in Coppa del mondo. E protagonista lo è stato, ma certamente non come sperava: dopo l’argento vinto nella staffetta mista insieme a Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, ha vissuto prove individuali sfortunate fino alla mass start conclusiva.

In testa solitaria a metà gara, all’improvviso la luce si è spenta, Giacomel è scomparso dagli schermi per ritrovarsi di colpo lontano dalla zona medaglie fino a essere costretto al ritiro.

Giacomel in ospedale, dopo l'intervento seguito al suo ritiro nella massa start olimpica di Anterselva (foto Instagram)
Giacomel in ospedale, dopo l’intervento seguito al suo ritiro nella massa start olimpica di Anterselva (foto Instagram)
Giacomel in ospedale, dopo l'intervento seguito al suo ritiro nella massa start olimpica di Anterselva (foto Instagram)
Giacomel in ospedale, dopo l’intervento seguito al suo ritiro nella massa start olimpica di Anterselva (foto Instagram)

I Giochi e il “tradimento” del cuore

Che cosa fosse successo si è capito solo giorni dopo: un problema cardiaco, che ha imposto un intervento di ablazione, cosa diventata sempre più comune nello sport, anche nel ciclismo. E a proposito di ciclismo, la ripresa fisica di Giacomel sta passando proprio attraverso le due ruote. Guardando da lontano l’evoluzione della stagione, perdendo tanti treni verso la gloria, ma riguadagnando piano piano la salute attraverso una vecchia amica ritrovata: la sua bici.

Il legame del trentino con le due ruote è di vecchia data: «Da che mi ricordi – sorride Giacomel – ho imparato ad andare in bici quasi in contemporanea con il camminare. La bici è sempre stata il mio mezzo di allenamento preferito: quando avevo 10, 12 anni per allenarmi, andavo quasi sempre in bici perché non mi piaceva correre.

«Poi ho iniziato ad apprezzare di più anche la corsa, ma la bici per me è stata sempre il top e in questi giorni mi sta dando un grande aiuto, fisico ma anche psicologico nel lento cammino di ripresa».

Per Giacomel come per altri biathleti la bici è un elemento fondamentale nella preparazione
Per Giacomel come per altri biathleti la bici è un elemento fondamentale nella preparazione
Per Giacomel come per altri biathleti la bici è un elemento fondamentale nella preparazione
Per Giacomel come per altri biathleti la bici è un elemento fondamentale nella preparazione
Quanto è importante anche nella tua preparazione fisica, nel tuo allenamento dedicato al biathlon?

Tantissimo, perché in bici puoi fare una gran quantità di volume con quasi zero impatto meccanico, che è il contrario della corsa. Se fai un lungo di sei ore in bici, al massimo alla fine hai un po’ di male al collo e le gambe dure, ma se fai un lungo di 3-4 ore di corsa poi sei “demolito”, hai male alle caviglie, alle ginocchia, alla schiena. Per noi biathleti la bici è molto importante anche per il gesto tecnico.

In che misura?

Il movimento e la spinta in bici sono molto simili alla pattinata che facciamo sugli sci, quindi è utile per tenersi in allenamento anche quando non siamo direttamente sulla neve, non perdendo del tutto l’attitudine al gesto.

Il gesto della pattinata sugli sci ha molte affinità con quello della pedalata
Il gesto della pattinata sugli sci ha molte affinità con quello della pedalata (foto FISI/Pentaphoto)
Il gesto della pattinata sugli sci ha molte affinità con quello della pedalata
Il gesto della pattinata sugli sci ha molte affinità con quello della pedalata (foto FISI/Pentaphoto)
Immagino che la utilizziate molto, soprattutto al di fuori dell’inverno, ma durante la stagione ci sono anche sessioni di allenamento in bici tra un weekend e l’altro di Coppa del mondo?

Io faccio quasi sempre High Intensity Interval Training sulla bici e solo quando fuori è più di zero gradi lo faccio anche di corsa. Ma in particolare la bici la uso più che altro per defaticare dopo le gare, visto che c’è da fare la premiazione, le interviste, l’antidoping e quindi dopo quando torno in appartamento o in hotel faccio sempre defaticamento sulla bici per sciogliere le gambe.

Dopo l’intervento che hai subìto al cuore, è stata proprio la bici il primo mezzo che hai utilizzato, non potendo salire sugli sci?

A dir la verità la prima attività che ho fatto è stata una corsa perché avevo l’holter addosso da utilizzare per vedere la risposta del cuore. Da me ormai è primavera, di giorno tocchiamo anche i 17 gradi, quindi i sentieri sono belli asciutti perché è da un pezzo che non piove. E allora sono andato un po’ di volte con la mountain bike.

Fai più strada o mountain bike?

Dipende dalla stagione, a maggio-giugno e anche a settembre vado di più con la bici da strada. Invece nei due mesi estivi faccio quasi solo mountain bike perché abito in una valle estremamente turistica, quindi se vado sulla strada ci sono troppi rischi.

Il "suo" Trentino è la meta privilegiata per le sue uscite in bici, in MTB d'estate, su strada a primavera
Il “suo” Trentino è la meta privilegiata di Giacomel per le sue uscite in bici, in MTB d’estate, su strada a primavera
Il "suo" Trentino è la meta privilegiata per le sue uscite in bici, in MTB d'estate, su strada a primavera
Il “suo” Trentino è la meta privilegiata di Giacomel per le sue uscite in bici, in MTB d’estate, su strada a primavera
Quali sono i posti più belli dove hai girato con la tua bici?

Beh, dove abito io per andare in mountain bike è bellissimo, tant’è che quest’anno ci faranno anche i mondiali marathon. Ma due anni fa siamo stati in raduno in Francia, a Villard de Lans e lì è veramente un paradiso per andare in bici. E poi qua giriamo, giriamo parecchio, ci sono tanti bei posti. Sono stato anche in Valpolicella con la mia ragazza, mentre l’anno scorso siamo andati con la gravel giù in Val d’Orcia, sulle Strade Bianche ed è stata una vera emozione.

Tutti voi biathleti utilizzate la bicicletta anche per allenamento, vi capita anche di fare delle uscite collettive?

C’è a chi piace di più e a chi meno. A me piace tanto, quindi la uso parecchio. E’ comunque un mezzo che è parte della nostra preparazione.

Giacomel era arrivato ai Giochi con tante speranze viste le sue vittorie ripetute in Coppa. Ha chiuso con un argento (foto FISI/Pentaphoto)
Giacomel era arrivato ai Giochi con tante speranze viste le sue vittorie ripetute in Coppa. Ha chiuso con un argento (foto FISI/Pentaphoto)
Giacomel era arrivato ai Giochi con tante speranze viste le sue vittorie ripetute in Coppa. Ha chiuso con un argento (foto FISI/Pentaphoto)
Giacomel era arrivato ai Giochi con tante speranze viste le sue vittorie ripetute in Coppa. Ha chiuso con un argento (foto FISI/Pentaphoto)
Come stai metabolizzando tutto quello che è successo?

E’ stata dura all’inizio, quando ho saputo che dovevo essere operato. Avevo già capito che la mia stagione sarebbe finita, anche perché dopo l’operazione avrei dovuto fare un periodo di riposo. Avrei potuto gareggiare a Oslo in questi giorni, ma non era nel mio interesse, non sarei stato al mio livello alto: quel giorno ho probabilmente perso una medaglia olimpica e anche la possibilità di giocarmi la Coppa del mondo generale, visto che sono ancora secondo, quindi è stata davvero dura. Ma ora sono abbastanza in pace, è una cosa che devo accettare.

Quando ricomincerà la tua preparazione e quanto influirà anche l’allenamento sulle due ruote?

Penso che ricomincerà a pieno regime intorno ai primi di aprile. Spero che continui a fare delle belle giornate come sono adesso, per poter andare in bici tranquillamente e iniziare l’allenamento in maniera un po’ più serena e piacevole.

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