Ci sono tanti odori che si mischiano, a Lastra a Signa, quasi come i colori. Quello della canfora che avvolge i muscoli, quello dell’olio che lubrifica guarnizioni e catene, quello di maglie di lana che risalgono a cinquant’anni fa ma anche oltre di più… Ogni volta è questa l’accoglienza che ogni tappa del Giro d’Italia d’Epoca regala a chi viene a partecipare e La Lastrense di quest’anno non fa differenza. E’ la prova di apertura della stagione, ci sono tutti gli stati generali di un circuito che per tanti appassionati disegna tutta l’evoluzione della stagione.
Da quest’anno il circuito ha nella sua organizzazione una mano tutta femminile. A capo del circuito c’è Michela Moretti Girardengo, bisnipote del grande Costante: «Il fatto che la guida sia di donne è una sorta di piccola rivoluzione nel mondo delle due ruote, seguendo l’esempio tracciato da Alfonsina Strada. Vogliamo trasformare il ciclismo storico in uno spazio di riscatto, dando al ciclismo contorni nuovi».


Qual è la storia della vostra organizzazione?
Il Giro d’Italia d’Epoca è nato come associazione nel 2010, quando è stata allestita la sua prima edizione e nasce a Gaiole in Chianti nei giorni dell’Eroica, da un gruppo di appassionati che hanno pensato di esportare in tutto il resto dell’Italia quella filosofia che appunto ha fatto diventare l’Eroica un fenomeno mondiale. Una filosofia fatta di riscoperta dei territori, il pedalare lento, il riutilizzo delle biciclette d’epoca, l’utilizzo delle maglie di lana.
I vostri eventi guardano quindi soprattutto all’aspetto turistico…
Sì, puntiamo alla valorizzazione del territorio a tutto tondo, perché sono tutti eventi che vanno a riscoprire anche le tradizioni enogastronomiche, i prodotti tipici e che poi permettono di conoscere nel profondo le realtà locali.


Da oltre 15 anni siete stati testimoni anche di come il messaggio dell’Eroica si sia propagato a macchia d’olio anche oltre l’Italia…
Noi stessi abbiamo una tappa in territorio estero che è San Marino, anche se è nel cuore dell’Italia, e poi due eventi in Brasile, ai quali il Giro Italia d’Epoca tiene particolarmente perché sono eventi organizzati nelle due città più popolate da italo-brasiliani. Naturalmente l’Eroica ha portato questa filosofia in giro per il mondo, in Inghilterra, in Germania, in Giappone, a Cuba… Stiamo cercando di esportare questa idea estremamente positiva di persone che nel rispetto dell’ambiente, nel riutilizzo e nel riciclo di mezzi e abbigliamenti vanno a riscoprire il territorio ma anche le nostre radici.
Quante tappe sono previste?
Ogni anno il numero delle tappe cambia, quest’anno sono 20 e vanno da quella di questo weekend a Lastra a Signa fino all’ultima tappa che sarà ai primi di novembre a Polignano a Mare (BA). Con la ciclostorica pugliese andiamo quest’anno a toccare anche diverse località del Sud. Località ancora abbastanza inesplorate dal punto di vista della filosofia ciclostorica, radicata tra la Toscana e l’Emilia Romagna, dove ci sono il maggior numero non solo di eventi, ma anche di appassionati che restaurano e collezionano biciclette di inestimabile valore.
IL CALENDARIO DEGLI EVENTI
| 13-15 marzo | Lastra a Signa (FI) | La Lastrense |
| 21-22 marzo | Novi di Modena (MO) | La Lambrustorica |
| 2-3 maggio | San Vincenzo (LI) | La 99 Curve Vintage |
| 9-10 maggio | Scauri (LT) | La Marittima |
| 16-17 maggio | Ragusa | La Barocca |
| 1-2 giugno | Follonica (GR) | La Leopoldina |
| 6-7 giugno | Pordenone | La 100 Volte Bottecchia |
| 20-21 giugno | San Marino | La Titanica |
| 27-28 giugno | Castellania Coppi (AL) | La Mitica |
| Data da destinarsi a giugno | Porto Alegre (BRA) | Giro Vecchio Autunno |
| 25-26 luglio | Cesiomaggiore (BL) | La Sanvido Classic |
| 21-23 agosto | Marlia (LU) | La Vinaria |
| 29-30 agosto | Lugo di Romagna (RA) | IlGirodellaRomagna |
| Data da destinarsi ad agosto | Sao Luis do Paratinga (BRA) | Giro Vecchio Primavera |
| 5-6 settembre | San Giorgio del Sannio (BN) | La Maleventum |
| 12-13 settembre | Parma | La Polverosa |
| 18-20 settembre | Foligno (PG) | La Francescana |
| 10-11 ottobre | Batignano (GR) | La Batignanese |
| 23-25 ottobre | Cervia (RA) | La Divina |
| 31- ottobre-1 novembre | Bari | La Ciclostorica Puglia |
E quante richieste avete avuto per organizzare una tappa?
Gli eventi che si propongono sono sempre tantissimi, considerando che su tutto il territorio italiano ci sono circa un centinaio di ciclostoriche. Noi però andiamo a valutare nell’ingresso una serie di elementi come la sicurezza, oppure il fatto che vengano proposti almeno due o tre percorsi in modo tale da avvicinare anche i neofiti della bicicletta. E poi chiediamo, per quanto possibile, che vengano organizzati eventi anche per il sabato, in modo tale da allargare la scoperta del territorio e rendere il weekend sufficientemente pieno ed attrattivo.


In queste tappe che voi avete organizzato, le è mai capitato di trovare qualcosa di particolare, di veramente inaspettato?
E’ capitato, proprio perché a questi eventi partecipano anche tanti collezionisti, che naturalmente sono quelli che fanno il percorso breve. Quelli che fanno i percorsi più lunghi pedalano con bici anni dagli anni ‘40 agli anni ‘80, negli altri trovi invece bici così preziose che trasformano quei tracciati in una sorta di sfilate di bellezza. Sono capitati ad esempio i classici velocipedi d’inizio Novecento ma anche delle bici con la “retropedalage”, cioè si pedala all’indietro per affrontare le salite, perché pedalando all’indietro cambia il rapporto. Tutte le ciclostoriche sono dei viaggi meravigliosi che ti lasciano sempre qualcosa di entusiasmante e di unico, anno dopo anno.


Le è capitato anche di trovare cimeli risalenti al suo bisnonno?
Cimeli del bisnonno sono difficili da trovare, ma mi è capitato di visitare attraverso queste esperienze collezioni dove il collezionista raccontava che Costante gli regalò una bicicletta con la quale corse i campionati italiani nel 1919. Adesso qui siamo in Toscana, terra bartaliana ed è più facile trovare i cimeli di Bartali o qualcosa di Coppi.







