Uno degli eventi centrali di questo weekend dedicato alla Fiera del Cicloturismo a Padova è la presentazione della Carta dei Valori del Cicloturismo, nuova iniziativa che Toscana Promozione Turistica ha intrapreso per dare nuova luce alla regione sul piano dell’andamento lento dettato dalle due ruote. La Toscana è sempre in primo piano nel mondo del ciclismo e vuole dare un’impronta anche sul modo di proporsi a chi ama le due ruote, mostrare come si deve accogliere chi arriva e vuole godersi una vacanza in puro relax.


Un concetto sviluppato nella sua essenza dal direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tappinassi: «La Toscana è la prima regione ad aver creato un atlante degli itinerari cicloturistici della regione, che ha toccato i 20.000 chilometri mappando tutti i percorsi fattibili, da piste ciclabili, ciclovie, percorsi per mountain bike, gravel e così via. E’ un lavoro iniziato nel 2022. Abbiamo creato la Carta dei Valori, strumento già utilizzato con successo per gli altri verticali turistici della regione (family, pet friendly, sostenibile, mentalwellness, turismo femminile), dove parliamo in una maniera un po’ più alta dell’accoglienza bike friendly senza affidarci ai semplici servizi come bike room, cilcoofficina e tracce gpx, ma un senzo di ospitalità che va ben oltre».
Perché questa scelta?
Anche a me personalmente capita di andare magari dalla receptionist di una struttura ricettiva per chiedere un’informazione e non sanno indicare dove noleggiare una bici o dove posso andare a pedalare dietro l’angolo, tutte risposte che a un cicloturista bisogna offrire. Quindi l’abbiamo creata insieme alle strutture ricettive, ai noleggiatori, a tutti i player della filiera dell’ecosistema del cicloturismo andando a elencare e redarre un manifesto che è un impegno della parte istituzionale e di quella operativa per una ospitalità adeguata a chi viene a visitare la nostra regione al ritmo della pedalata.


Che risposta c’è stata?
Ci sono state anche delle obiezioni, ma nel complesso è stata accolta positivamente. Toscana Promozione organizza abitualmente dei workshop di diversa natura come ad esempio per la creazione dell’offerta specifica per determinati eventi, come è successo ad esempio per il Tour de France. Abbiamo fatto dei workshop per gli operatori per aiutarli, accompagnarli proprio nel creare delle offerte dedicate di co design del prodotto, dove non si parla solo di cicloturismo, perché sappiamo che il cicloturismo non va solo in bicicletta, ma vuole fare anche altre esperienze, mixando anche il turismo enogastronomico, quello esperienziale e magari quello del mental wellness. La risposta è stata più entusiasmante del solito.
Dove vi siete mossi?
L’abbiamo fatto in maniera diffusa, quindi ci siamo spostati andando nei quattro angoli della Toscana e sono venuti ovviamente tutti gli operatori del settore, ma anche le associazioni sportive, perché volevamo coinvolgere le comunità. Uno dei valori emerso è lo stile di vita toscano, per mantenere la tradizione che passa anche attraverso l’enogastronomia e non solo.


La Carta dei Valori è mutuata da altri ambiti, come ha funzionato in questi casi?
Le altre carte che sono state create precedentemente sono quella per il family, per il turismo sostenibile, per il mental wellness, turismo femminile e pet friendly. Quella del cicloturismo è stata l’ultima, anche perché è comunque uno dei turismi più maturi in Toscana, ma anche per questa ragione abbiamo voluto convalidare e affermare questo primato che comunque la Toscana ha come prima destinazione in Italia. Le altre carte sono state sempre organizzate nella stessa modalità, quindi sempre coinvolgendo gli operatori. Per ogni verticale ci sono dei consulenti dedicati, sempre con ovviamente la presenza del direttore. Abbiamo posto delle domande chiedendo perché un cicloturista dovrebbe venire in Toscana, che cosa apprezza e che cosa loro si sentono di poter offrire di diverso e identitario per il territorio.
La carta in che cosa consiste?
Sono 7 impegni che gli operatori si sono assunti: autenticità, ospitalità, umanesimo, competenza, attenzione alla bellezza, diritto a rallentare e sostenibilità. Lo step successivo sarà proprio quello di ampliare il numero di imprese che vanno a sottoscrivere tale impegno in modo tale che poi il turista sappia a chi rivolgersi.


La Toscana è in prima fila nel discorso cicloturistico e soprattutto ha tante province, quindi con tanti percorsi diversi. Quali sono le province dove forse si può fare ancora un passo successivo?
Lo stand fieristico della Regione Toscana ospiterà 8 comunità d’ambito delle 28 che compongono la regione e che mettono insieme anche più province nella stessa. A Padova fanno promozione l’Amiata, il Casentino, il Chianti, la Costa degli Etruschi, la Lunigiana, la Piana di Lucca, Riviera Apuana e Terre di Pisa. Ci sono zone che si stanno impegnando per crescere cicloturisticamente, come il Mugello o la Maremma, che ha l’unicità del Parco della Maremma, che ti porta in una immersione proprio nella natura, allo stato più puro e più tutelato. Un’altra comunità d’ambito che sicuramente sta andando a valorizzare il cicloturismo è la Lunigiana insieme alla Garfagnana.


Da questa carta dei valori che presenterete alla fiera del cicloturismo, che cosa vi attendete in particolare?
Un legame maggiore con l’ospite ossia chi ospita e chi viene ospitato, definiti con lo stesso termine per simboleggiare il rapporto che si va a instaurare tra colui che viaggia e che si deve sentire accolto e gli operatori turistici che devono essere vessilli della Toscana, onorando i suoi valori di accoglienza. Vogliamo che si ponga attenzione non più solo alla bellezza, ma a come ci si sente parte del territorio, in chiave sostenibile e lentamente per vivere appieno anche un equilibrio interiore.







