Nova Eroica, foto di Paolo Penni MartelliNova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli

| 22 Aprile 2026

10 anni di Nova Eroica vissuti dietro la macchina fotografica

Dieci anni di Nova Eroica raccontati attraverso un obiettivo significano molto più di una semplice cronaca fotografica: vuol dire osservare da vicino l’evoluzione del gravel, dei partecipanti e dello spirito stesso di un evento che ha segnato un’epoca e che lo scorso 12 aprile ha tagliato il traguardo della dieci candeline. Paolo Penni Martelli, bresciano che da vent’anni vive a Barcellona e fotografo ufficiale della manifestazione, è uno di quelli che questo cambiamento lo ha vissuto pedalata dopo pedalata, scatto dopo scatto, fin dalla prima edizione.

Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Gli sterrati della Toscana, gli stessi dove si affrontano i professionisti alla Strade Bianche
Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Gli sterrati della Toscana, gli stessi dove si affrontano i professionisti alla Strade Bianche
Paolo, come è iniziata la tua avventura con Eroica e Nova Eroica?

Ho iniziato nel 2015 quasi per caso, quando l’organizzatore della prima Eroica in Spagna mi chiese di andare a fotografare un evento di cui non sapevo nulla. Accettai per curiosità. In quell’occasione conobbi uno dei proprietari di Eroica, Andrea Meneghelli (allora presidente, poi tragicamente scomparso in bici nel 2020, ndr), che vide le mie foto e mi chiese di andare a Gaiole nello stesso anno. Da lì è iniziato tutto: dal 2015 seguo gli eventi Eroica ogni anno.

Quando nasce Nova Eroica e che atmosfera si respirava all’inizio?

Le prime edizioni erano molto diverse. Il gravel stava esplodendo e c’era ancora una forte componente agonistica. Il format prevedeva alcuni tratti cronometrati su strade bianche, poi il gruppo si ricompattava e si proseguiva insieme. Era un modo per trasformare le Granfondo in qualcosa di più accessibile, ma molti partecipanti avevano ancora la mentalità della gara pura.

Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Il rosso e il blu di Nova Eroica, un marchio di fabbrica per la prova di Buonconvento (Siena)
Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Il rosso e il blu di Nova Eroica, un marchio di fabbrica per la prova di Buonconvento (Siena)
Ti facciamo la stessa domanda che abbiamo fatto a Giancarlo Brocci: come sono cambiati i partecipanti in questi dieci anni?

All’inizio c’erano molti ex professionisti o amatori molto allenati, persone che volevano vincere. Oggi lo spettro è molto più ampio: partecipano ciclisti di ogni livello, anche chi vuole semplicemente godersi il percorso. E’ aumentata tantissimo anche la presenza femminile. L’evento è diventato più inclusivo e meno competitivo.

Cosa rappresenta oggi Nova Eroica per te?

Per me è diventata una famiglia. Spesso mi capita di incontrare le stesse persone sia a Eroica classica che a Nova Eroica, in giro per il mondo. Con il tempo si è creato un legame umano molto forte, che va oltre la bici e oltre il lavoro.

Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Paolo ha confermato la presenza crescente delle cicliste alla Nova Eroica negli anni
Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Paolo ha confermato la presenza crescente delle cicliste alla Nova Eroica negli anni
Dal punto di vista fotografico, esiste un luogo simbolo che preferisci?

Se penso a Buonconvento, il tratto iconico è Monte Sante Marie. Ogni anno torno lì in quel punto dove più o meno ogni anno Pogacar attacca (alle Strade Bianche, ndr) e ogni volta mi emoziona. Perché è incredibile vedere i ciclisti affrontare quelle discese e salite a velocità altissime.

Noi abbiamo partecipato alla Nova Eroica due anni fa. I tratti in discesa sterrati non sono sembrati così semplici come si vede in tivù…

Esatto, quando in televisione trasmettono le Strade Bianche sembrano lisce, ma in realtà sono piene di ondulazioni e insidie. Io la seguo in Vespa ed ho rischiato più volte di cadere. Quando pensi che i professionisti passano lì a 70 all’ora, capisci quanto sia impressionante.

Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Con il drone si riescono a cogliere le forme ed i colori delle colline della Val d’Orcia
Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Con il drone si riescono a cogliere le forme ed i colori delle colline della Val d’Orcia
Quanto conta il territorio nella riuscita delle immagini?

Tantissimo. La Toscana, soprattutto tra Buonconvento e Montalcino, è unica al mondo. E’ un paesaggio disegnato, costruito anche culturalmente. Non esiste nulla di simile altrove e devo dire che un po’ di mondo l’ho girato. Quest’anno che la Nova Eroica è stata anticipata ad aprile, la Val d’Orcia si è presentata molto più verde e con tanti fiori gialli che si notano solo in questo periodo.

Il tuo equipaggiamento da fotografo è cambiato in questi anni?

Sì, un po’. Sto cercando di portarmi sempre meno peso possibile. La tecnologia aiuta, anche se non sono ancora bravissimi a far scendere i pesi. Io lavoro con due macchine fotografiche, un 24-70 e un 70-200 millimetri, più un piccolo drone. 

Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Tranne questa che lo ritrae, tutte le altre foto che accompagnano quest’articolo sono opera di Paolo Penni Martelli
Nova Eroica, foto di Paolo Penni Martelli
Tranne questa che lo ritrae, tutte le altre foto che accompagnano quest’articolo sono opera di Paolo Penni Martelli
Quali sono le ore del giorno in cui c’è la luce migliore per fare foto alla Nova Eroica?

L’alba è il momento migliore, infatti sono sempre operativo prestissimo e spesso le foto scattate in quelle ore finiscono tra le più belle. Il tramonto sarebbe fantastico, ma purtroppo le manifestazioni finiscono sempre prima, quindi è difficile sfruttarlo.

Hai mai vissuto Nova Eroica da partecipante in bici?

Mi è capitato, ma solo per necessità lavorative, quando non avevo altri mezzi per spostarmi durante l’evento. Alle Nova Eroica in Sudafrica e in Svizzera, ad esempio, ho dovuto fotografare e pedalare. Ma non ho mai fatto davvero l’evento come partecipante. Quella di Buonconvento, però, l’ho percorsa al di fuori dell’evento.

In conclusione, cosa rende unica Nova Eroica rispetto ad altri eventi?

Lo spirito. Oggi non è più una corsa contro il tempo, ma un’esperienza condivisa. I partecipanti si fermano, chiacchierano, ridono. Questo cambia completamente anche il modo di fotografare: non cerchi solo la performance, ma le emozioni, le relazioni, l’atmosfera…

Nova Eroica Buonconvento

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