L’inverno se ne è andato portando con sé l’eco gioioso e impegnativo delle Olimpiadi Invernali. La Valtellina ha fatto egregiamente la sua parte e le fitte nevicate prima, durante e dopo i giorni di gara hanno dato dell’area l’immagine della perfetta destinazione per gli sport invernali.
Ora che però la primavera inizia ad allungare le sue dita sulle vette, è tempo di tornare a parlare di cicloturismo, che da quelle parti è diventato il corrispettivo estivo dello sci. La forbice è sempre più stretta, la natura aggiunge magia e l’organizzazione locale rende estremamente attrattivo il territorio per ogni tipo di pedalatore: da chi vuole mettersi alla prova a chi semplicemente ama lasciarsi trasportare dal fruscio delle ruote.


L’estate sta arrivando
Gigi Negri è il motore del turismo valtellinese. E ora che le Olimpiadi sono alle spalle e che il Tour de Suisse ha scelto Sondrio come sede della sua grande partenza (per la prima volta dall’estero in quasi un secolo di storia), non resta che scoprire il programma delle iniziative per i cicloturisti.
«Si va subito verso l’estate – spiega – l’inverno sta finendo e abbiamo pensato per tempo ai calendari degli eventi. Torna ovviamente Enjoy Stelvio Valtellina con le chiusure dei passi più iconici, che ormai è un progetto super consolidato e ambito da tantissimi ciclisti (prima data il 24 maggio, ultima il 19 settembre: ecco il calendario, ndr). E poi c’è però un calendario di eventi di primo livello».


I sentieri e le ciclabili
Per chi ama passeggiare senza fretta e in sicurezza, il Sentiero Valtellina è un percorso che, agganciandosi alla Ciclabile della Valchiavenna, arriva a oltre 150 chilometri di percorrenza e attraversa la provincia di Sondrio. Da Colico, sul Lago di Como, verso Chiavenna e da fino al confine svizzero. Percorrendola verso est si raggiungono invece Morbegno, Sondrio, Tirano, Grosio fino a Bormio.
«Permette di scoprire il fondovalle – dice Gigi Negri – fare deviazioni verso i borghi e i loro centri storici, scoprendo la Valtellina meno conosciuta lungo il corso del fiume Adda, con vigneti e frutteti».
Con il Sentiero Viola e il Sentiero Rusca, la proposta si arricchisce di piccole destinazioni raggiungibili facilmente da parte di tutti, con il gusto di scoprire senza il rischio di… scoppiare.


Gli eventi bike
Ci sono eventi ritagliati su misura per i ciclisti come granfondo su strada (la Stelvio Santini, la Granfondo Livigno Alè e la Re Stelvio). C’è la prima edizione della Nova Eroica Svizzera e, restando su tematiche eroiche, c’è anche la Roda Tellina che chiama in Valtellina le biciclette d’epoca.
Poi ci sono gli eventi mountain bike. Quelli agonistici di downhill, con tre prove di Coppa Italia Downhill e anche l’Alta Valtellina Bike Marathon in Valdidentro: una gara su tre percorsi nell’incredibile scenario del Parco Nazionale dello Stelvio. E poi c’è anche il MOGAST, dalle iniziali del Mortirolo, il Gavia e lo Stelvio.
«E’ un evento – sorride Gigi Negri – che viene fatto da una decina di anni. E’ partito tutto da un ragazzo di Tirano che ha degli amici a Francoforte, in Germania. Questi amici pedalatori vengono giù e gestiscono l’evento da soli. Noi facciamo solo una pizzoccherata finale con l’aiuto dell’Accademia del Pizzocchero. Chiudono a 130 iscritti, la maggioranza sono tedeschi e più in genere stranieri. Fanno tutto in una giornata.
«Partono da Tirano, fanno il Mortirolo, scendono e vanno a fare il Gavia, scendono e finiscono sullo Stelvio. E quando finiscono, scendono e fanno festa, con pizzoccheri e birra a volontà. Alcuni rimangono e nei giorni successivi pedalano più tranquillamente. Fanno il sentiero Valtellina eminimo rimangono qui due o tre giorni. Un evento veramente spettacolare».


Una terra di confine
La partenza del Giro di Svizzera del 7 giugno vale la visita, ma ragionando in tema di turismo ha una grande valenza per i rapporti con la nazione confinante e la possibilità di organizzare eventi in clima di perfetta reciprocità.
«Con gli svizzeri abbiamo tanti progetti internazionali – spiega Gigi Negri – ad esempio l’Interreg, ma praticamente ogni strada porta in Svizzera, quindi avere dei buoni rapporti è determinante. In quest’ottica, il fatto che la Nova Eroica Svizzera in Val Poschiavo sconfini da noi e venga a valorizzare i nostri vigneti e i terrazzamenti dà la misura dei buoni rapporti che ci legano».







